(AGENPARL) - Roma, 29 Giugno 2023 - (AGENPARL) – gio 29 giugno 2023 Archivi Alinari, Firenze
Scheda
Gli Archivi Alinari sono uno dei giacimenti fotografici più grandi e antichi al mondo. Il patrimonio conta oltre
cinque milioni di pezzi, numerosi dei quali unici, databili dal 1841 ai nostri giorni, raccolti in centinaia tra
archivi e collezioni di grande rilevanza per la storia della fotografia, non solo italiana. Nel dicembre del 2019
questo prezioso archivio è divenuto pubblico grazie all’acquisto della Regione Toscana, operazione di politica
e investimento culturale tra i più importanti degli ultimi anni, che lo ha salvato dalla dispersione e dallo
smembramento, garantendone la conservazione e la sua accessibilità. Per gestire, conservare e valorizzare
al meglio il patrimonio Alinari, nel luglio del 2020, la Regione Toscana ha dato vita alla Fondazione Alinari
per la Fotografia che ha immediatamente avviato le sue attività. Obiettivo principale della Fondazione è
infatti quello di restituire alla fruizione pubblica questo importante e unico patrimonio museale, archivistico
e bibliografico, attraverso ricerche, campagne di restauro, nuove catalogazioni e digitalizzazioni, mostre e
iniziative pubbliche, realizzate anche grazie a importanti collaborazioni con altre realtà italiane impegnate
nella valorizzazione della fotografia.
La storia degli Archivi Alinari ebbe inizio a Firenze, quando Leopoldo Alinari iniziò la sua attività e fondò il suo
primo laboratorio fotografico, dando vita, insieme ai fratelli Giuseppe e Romualdo, alla ditta “Fratelli Alinari”.
Era il 1852. Poco più di dieci anni dopo, nel 1863, creò il più antico stabilimento fotografico del mondo, nel
palazzo in via Nazionale, oggi Largo Alinari, che per oltre 150 anni è stato la sede della ditta e nel quale si è
formato il ricchissimo patrimonio fotografico giunto fino a noi.
Da allora è stata una storia di grandissimo successo, che ha portato la ditta a fotografare, in maniera
sistematica, il patrimonio storico artistico e architettonico italiano, le collezioni dei musei e il paesaggio del
nostro paese, diffondendo la cultura e l’arte italiana in tutto il mondo.
Nel corso della sua lunga vita, nei diversi cambi di proprietà, l’archivio si è accresciuto e arricchito grazie ad
acquisizioni di grande valore, come quella degli archivi Brogi, Anderson, Chauffourier e Fiorentini avvenuta
dopo il passaggio della proprietà nel 1957 al senatore Vittorio Cini, e poi con la gestione della famiglia triestina
dei De Polo che ha acquisito fondi fotografici in Italia e all’estero di importanza mondiale per la storia della
fotografia, procedendo, alla fine degli anni Novanta, alla loro digitalizzazione. Dopo l’acquisizione regionale
l’intero patrimonio è stato trasferito dalla sede storica fiorentina ai magazzini della società Art Defender di
Calenzano, organizzato in depositi di massima sicurezza, presso i quali la Fondazione svolge attività di
conservazione, documentazione e digitalizzazione del patrimonio. Si tratta di una collocazione temporanea,
in attesa dell’allestimento degli spazi a Firenze che accoglieranno l’archivio e la biblioteca oltre a un nuovo
museo dedicato alla storia della fotografia.
Gli Archivi Alinari sono composti in prevalenza da beni fotografici (vintage prints, album fotografici, negativi
sia su lastra di vetro che su pellicola e incunaboli come dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi, e altri Unicum),
documenti, una biblioteca specializzata composta da volumi, riviste e libri rari, da considerarsi tra le più
qualificate di settore in Italia e all’estero, apparecchiature fotografiche, attrezzature storiche da atelier,
corredi e strumenti tecnici che testimoniano in vario modo l’uso e la pratica della fotografia nel tempo.
Ai tre nuclei archivistici si aggiunge il fondo legato all’attività della Stamperia d’Arte Alinari che conserva
negativi, stampe, cataloghi commerciali oltre ai macchinari, tra cui una preziosa macchina per la stampa in
collotipia.
Il pezzo più antico dell’archivio è un raro e prezioso dagherrotipo del 1841 che ritrae una suggestiva immagine
di Firenze sotto la neve. Appartiene a un fondo di oltre 3.000 oggetti, quello degli Unicum, che è stato di
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