(AGENPARL) - Roma, 23 Giugno 2023 - (AGENPARL) – ven 23 giugno 2023 Da Segreteria Generale CISL Lazio
COPPOTELLI: “DIMINUITE LE DENUNCE DI INFORTUNI SUL LAVORO NEL
LAZIO, MA I DATI VANNO ANALIZZATI BENE. LE AZIENDE DEVONO CONSIDERARE
LE RISORSE PER LA SICUREZZA UN INVESTIMENTO E NON UN COSTO”
Nel Lazio diminuiscono le denunce relative agli infortuni sul lavoro.
E’ quanto si evince dallo studio pubblicato dall’Inail.
Cominciamo dai numeri: ad aprile 2022 erano state 3.872, ad aprile
2023 sono 2.480. Nei primi quattro mesi del 2022 si era arrivati a
20.107, nello stesso periodo di quest’anno siamo a 12.980. Parliamo
di 7.127 denunce di infortunio in meno. Un calo generalizzato in
tutti i settori.
La situazione nelle singole province. A Frosinone tra gennaio e
aprile 2022 eravamo a 1.057 denunce di infortuni sul lavoro, adesso
siamo a 692. In provincia di Latina siamo passati da 1.938 a 1.241.
In quella di Rieti da 500 a 395. In provincia di Roma da 15.572 a
10.058. A Viterbo da 1.040 a 594. La situazione quindi sembra essere
migliorata ovunque, anche se va sempre ricordato che parliamo di
denunce di infortuni. Gli infortuni veri e propri potrebbero essere
più numerosi, considerando anche quelli che non vengono segnalati.
Ma è comunque evidente che la legge dei grandi numeri ha un suo peso.
Va ricordato che il 2023 è il primo anno con un Covid fortemente
ridimensionato, dopo diverso tempo, e questo vuol dire qualcosa. E’
evidente che nel periodo più duro della pandemia c’è stata
un’impennata di malattie professionali. Per completare l’analisi
dello studio dell’Inail va detto che per quanto riguarda gli
infortuni con esito mortale nel Lazio, ad aprile 2022 sono stati 6,
ad aprile 2023 invece 5. Nei primi quattro mesi del 2022 si era
arrivati a 26, nei primi quattro mesi di quest’anno siamo a 25,
così distribuiti : 15 in provincia di Roma, 4 in provincia di
Frosinone, 4 in provincia di Latina, 1 a Rieti e 1 a Viterbo.
Diminuzione significativa degli infortuni nel settore
dell’industria: da 2.790 a 2.313. Flessione anche
nell’artigianato: da 483 a 441 e nel terziario: da 6.330 a 4.460.
Dunque, una diminuzione generale c’è stata e ci piacerebbe pensare
che sia tutto ascrivibile ad una maggiore sicurezza sui luoghi di
lavoro. Una analisi più approfondita del fenomeno non può
prescindere dal fatto che, in ogni caso, ci sono ancora troppe
mancate denunce di malattie professionali e di infortuni sul lavoro.
Non sfugge a nessuno che è aumentato notevolmente il numero dei
lavoratori precari, molti dei quali non vengono neanche formati per
il lavoro che dovranno andare a svolgere. Senza considerare la
circostanza per cui diverse patologie non vengono ancora
riconosciute come malattie professionali. Anche questo è un tema da
tenere ben presente.
La nostra linea non cambia: le aziende debbono convincersi che le
risorse destinate alla sicurezza sono degli investimenti e non dei
costi, in termini di qualità, stabilità e dignità del lavoro.
Servono anche ad aumentare gli indici di reputazione delle stesse
aziende. Un’impresa che decide di destinare risorse alla sicurezza
investe contemporaneamente su efficienza, produttività e
competitività.
La Cisl Lazio manterrà altissima la concentrazione in tutti i
luoghi di lavoro, vigilando sul pieno rispetto di tutte le norme
vigenti sulla materia, convinta che ammalarsi e morire per lavoro
nel 2023 sia intollerabile.
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[Image]
Segreteria Generale
00184 Roma
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