
(AGENPARL) – mer 21 giugno 2023 Corriere della Sera del 20 giugno 2023: Intelligenza artificiale: etica, valori, solidarietà
Inviato: martedì 20 giugno 2023 17:42
Oggetto:
Corriere della Sera: Intelligenza artificiale: etica, valori, solidarietà
Stefano Simontacchi, 19 giugno 2023
CORRIERE DELLA SERA DEL 19 GIUGNO 2023
Oltre la tecnologia: la gratitudine, il rispetto e l'umanità dovranno essere la nostra bussola, insieme al sistema educativo. il futuro è già arrivato e se non lo governiamo ci travolgerà
Vent'anni fa colpì l'opinione pubblica un saggio di due psichiatri (Schmit e Benasayag) intitolato «l'epoca delle passioni tristi» che individua nella percezione del futuro come minaccia la principale fonte di infelicità per i giovani. L'incertezza preconizzata nel libro è diventata una costante del nostro tempo. La prova di tale affermazione è contenuta nelle survey proposte annualmente ad esponenti delle classi dirigenti mondiali dal World Economic Forum circa i principali rischi a cui va incontro il pianeta con una prospettiva a due e dieci anni. L'analisi di queste survey nel tempo evidenzia in modo disarmante come l'estrema mutevolezza delle priorità sia la misura di un'incapacità di individuare tendenze e scenari secondo una logica di lungo periodo. Bisogna avere il coraggio di dirlo: ci manca la visione e in questo momento visione e direzione sono ciò di cui abbiamo bisogno per dare alle nuove generazioni la prospettiva di vivere il futuro e non provare semplicemente a sopravvivere al futuro. C'è, tuttavia, un dibattito mondiale che si sta imponendo con una logica prospettica mettendo in guardia l'umanità addirittura sul rischio di estinzione: quello sull'intelligenza artificiale o, meglio ancora, sulle intelligenze artificiali.
Le preoccupazioni degli esperti, vedasi l'appello condiviso dal Center for AI Society, è che le macchine si sostituiscano all'uomo arrivando a prendere decisioni basate su algoritmi e non sull'etica. Questi pericoli, che emergono come extrema ratio delle applicazioni dell'intelligenza artificiale, sono tuttavia legati a qualcosa che si manifesterà prima e a cui dobbiamo avere il coraggio di prepararci. Sappiamo che nuovi microchip e computer quantico trasformeranno il nostro mondo. Ma sbaglieremmo a pensare che questa rivoluzione sia lontana nel tempo: troppe sono le evidenze che il futuro è già arrivato e che se non lo governiamo ci travolgerà. Esistono già sistemi di A.I. in grado di redigere contratti, di produrre contenuti, di ideare prodotti così come di fare diagnosi in ambito medico.
Attraverso il machine learning, sarà anche, se non addirittura prima di altri, il ceto intellettuale largo ad essere significativamente sostituito dalla tecnologia. La gran parte delle professioni basate su conoscenze tecniche diminuiranno drasticamente di numero e dovranno affrontare la sfida di cambiare mansioni per non scomparire del tutto. Aumenterà in maniera significativa il numero di cittadini in difficoltà economica e soprattutto verrà perduta una dimensione di senso, quella legata a lavoro e produttività, intrinseca alla nostra coscienza evolutiva.
La tecnologia e il lavoro sono stati il mezzo attraverso cui l'uomo si è affermato nella sua lotta per la sopravvivenza. Cosa succederà se questo compito spetterà alle macchine? Affronteremo una vera e propria crisi sociale ed etica. Ma come spesso si dice, le crisi sono anche opportunità. Paradossalmente la centralità delle macchine rimetterà al centro l'uomo, chiamato ad immaginare un futuro in cui le macchine e il progresso siano al servizio della felicità della persona, delle sue relazioni, della sua libertà. Da troppo tempo la maggioranza dell'umanità vive come criceti in una ruota senza affrontare i grandi temi esistenziali. La ruota per molti di noi sta per scomparire e ci ritroveremo a chiederci che senso abbia la nostra esistenza.
Non è un caso che chi sta lavorando al computer quantistico nei team di lavoro voglia umanisti e teologi. E non è neanche un caso che sempre più imprenditori e leader propongano un ritorno alla spiritualità come elemento necessario per il progresso della società e la realizzazione dell'uomo, introducendo concetti come gratitudine, fiducia e amore anche negli ambienti produttivi. Il futuro dovrà prevedere una riscoperta dei valori perché le nuove frontiere dell'intelligenza artificiale prima ancora dell'estinzione rischiano di far perdere all'uomo il suo senso nel tempo. La vera invenzione di cui avremo bisogno sarà la promozione di sistemi solidaristici come forma di coesione sociale.
La gratitudine, il rispetto e la solidarietà dovranno essere la nostra bussola. In tutto questo ragionamento ciò su cui dobbiamo investire di più sono le nuove generazioni, che affronteranno un mondo diverso da quello a cui gli attuali percorsi di studio li preparano. Questa situazione dovrebbe rappresentare l'occasione per rimettere il sistema educativo al centro del nostro dibattito facendo in modo che i ragazzi sviluppino un pensiero laterale. La tecnologia, nella storia evolutiva del genere umano, è sempre stata lo strumento attraverso il quale la nostra specie ha cercato di rispondere a domande e bisogni.
Oggi è l'intelligenza artificiale a porci nuovi interrogativi, nuove sfide, limiti che non ci eravamo posti preventivamente. Si parla infatti di algoretica. Se prima di domandarci a quale etica devono rispondere le macchine tornassimo ad interrogarci sulla nostra etica? Sui nostri valori? Su quello che rende le nostre vite ricche e degne di essere vissute e ci tiene assieme come persone e società? L'intelligenza artificiale è l'occasione per pensare al futuro come promessa e non come minaccia. Ma serve aprire un'epoca di visioni grandi e passioni coraggiose!