(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2023(AGENPARL) – lun 05 giugno 2023 *Comunicato stampa*
*05/06/2023*
*Nella rubrica Dialoghi il rapporto tra linguaggio e cambiamento della
società *
Nel 165esimo incontro della rubrica “Dialoghi, la domenica con un libro”
Marielisa Serone D’Alò ha presentato con l’autore e con Benedetta La Penna
(attivista femminista intersezionale e speaker radiofonica) il libro di
Dario Accolla (insegnante, attivista LGBT e saggista) “Parole fuori norma:
per una grammatica della trasgressione” (PM Edizioni).
Serone D’Alò l’ha definito “un testo che tra le altre cose è ricco di
esempi ed è un motivo di pregio, si tratta di un saggio sintetico ma denso
che permette di andare molto dentro a questioni centrali per lingua e
società”.
Per La Penna si tratta di “un libro breve ma non per questo privo di
contenuti, pregno anche di analisi etimologiche e storiche. L’autore è
anche blogger de La valigia blu, attivista LGBT +. La prefazione di Vera
Gheno ci ricorda l’importanza dell’evoluzione della lingua, connessa con
società e realtà, oltre che con l’attivismo”.
Accolla ha spiegato: “Ci definiamo come parlanti ed è qualcosa che tocca il
mito. E’ l’unica cosa che lega la nostra imperfezione alla divinità. In
questa unicità siamo creatori di realtà. Nel momento in cui facciamo coming
out attraverso un atto linguistico definiamo un dominio di esistenza, il
castello di insulti perde la sua funzione offensiva. Oppure quando le
persone transgender scelgono un nome: gli atti linguistici sono atti
identitari e fondamentali. Per quanto riguarda le parole che ho scelto nel
titolo, va detto che dietro il concetto di norma c’è un malinteso, ovvero
che sia connessa all’immutabilità. Ma in realtà ciò che viene riconosciuto
come una consuetudine storicamente è stato un’eccezione alla regola: dal
volgare sono nate le lingue che parliamo oggi. La norma è una fotografia
del qui e ora, mentre la trasgressione è quel processo storico che porta ai
mutamenti sociali. Se per grammatica intendiamo un sistema di regole,
l’unica che dovremmo riconoscere è quello che attiene alla perenne
mutabilità delle regole in gioco. Ciò detto è innegabile che abbiamo
bisogno di stabilità, ma va considerato e inteso che le regole prima o poi
verranno rimesse in gioco e ricontrattate. E’ così che funziona il
cambiamento sociale; oggi molte categorie escluse chiedono visibilità e
diritti, e da ciò consegue nuova produzione linguistica”.
Per l’autore “il centro è la dimensione in cui c’è chi gestisce il potere
effettivo, oggi il maschio bianco eterosessuale possibilmente borghese e
cristiano, le altre realtà sono marginalizzate. Nei processi evolutivi c’è
un movimento dialettico tra i margini e il centro, attraverso cui ora si
contesta il sistema di potere creato dal patriarcato. Una strada potrebbe
essere fare alleanze per creare un mondo per così dire meno sanguinario,
non è sostenibile una società in cui ci si sono i primi e gli ultimi. Non
possiamo dominare e definire la natura in modo esaustivo, ma la cultura sì,
i suoi limiti, occorre usare la nostra ragione per capire come funzionano i
sistemi sociali e usare l’evoluzione per creare un modo più sostenibile
umanamente e affettivamente”.
La registrazione del dialogo è disponibile qui