(AGENPARL) - Roma, 1 Giugno 2023(AGENPARL) – gio 01 giugno 2023 Sanità, il Mes analizza il 2022 e la Toscana centra ancora il bersaglio
Scritto da Walter Fortini, giovedì 1 giugno 2023 alle 16:01
Gli indicatori in gran parte raccolti nelle fasce centrali del bersaglio
del Mes, un po' come ‘freccette', sono la fotografia di una sanità
toscana che conferma buone performance e capacità di risposta. Pagella
dunque positiva quella presentata oggi a Pisa dal laboratorio di management
e sanità della Scuola Sant'Anna di Pisa, guidato ora da Milena Vanieri e
che da venti anni analizza il sistema sanitario toscano e lo fa con un mole
di dati ed indicatori cospicua (316 di valutazione e 300 di osservazione
per questa edizione, molti di più di quelli del Nuovo sistema di garanzia
del Ministero).
Il rapporto riguarda il 2022 e sarà completato con gli ultimi flussi a
luglio. Vanno sopratutto bene gli indicatori di qualità clinica,
efficienza ed appropriatezza chirurgica, percorso materno-infantile e
trattamenti oncologici.
Il ‘bersaglio' toscano tiene conto, tra gli elementi che lo rendono
peculiare, anche della valutazione degli utenti, della promozione della
salute nelle scuole, delle terapie intensive e dei medicinali
plasmaderivati. Nel 2022 sono stati potenziati gli indicatori sui percorsi
di cronicità: nuovo anche l'elemento sugli interventi chirurgici di
priorità alta, non solo oncologici.
Gli indicatori presenti nella visualizzazione del bersaglio regionale
includono tanti aspetti e sono la somma di tante realtà geografiche
diverse: quindi anche all'interno delle fasce verdi (quelle con performance
buona o ottima) ci possono essere margini di miglioramento rilevanti su
specifici ambiti, soprattutto se si analizzano i dati a livello di
zona-distretto o di ospedale. In alcune zone emergono scostamenti rilevanti
del dato medio regionale, verso l'alto ma anche verso il basso.
“E' lì – dice l'assessore regionale al diritto alla salute Simone
Bezzini, raccogliendo alcune sollecitazioni della rettrice della Scuola
Sant'Anna, Sabina Nuti – che dobbiamo agire, per far convergere quei
territori e quelle strutture verso la mediana”. E' una questione in fondo
anche di equità d'accesso. “Il rapporto presentato oggi – prosegue –
deve dunque diventare uno strumento di lavoro quotidiano: per tutti, per i
tecnici e per i decisori politici. E' la bussola che deve aiutarci a
determinare i percorsi di miglioramento possibili: sulle liste di attese
per prestazioni ambulatoriali ed esami diagnostici, per l'invio ad esempio
dei pazienti dal pronto soccorso ai reparti entro otto ore”. “Chi
studia ed analizza – si sofferma -, chi ha padronanza dei dati e dei
numeri lavora meglio ed ottiene migliori risultati. Quella di oggi non deve
dunque essere una giornata spot per un titolo sul giornale ma uno spunto di
lavoro: per capire le criticità, mettere in campo azioni e capire anche
l'effetto, a distanza, di quelle azioni”.
La Toscana ha una lunga storia alle spalle di monitoraggi e comparazioni in
sanità. “E' la Regione – dice l'assessore – che più ci ha investito,
grazie anche alla collaborazione con il laboratorio MeS della Scuola
Superiore Sant'Anna di Pisa. L'essere da lungo tempo su questa traiettoria
potrebbe dare per scontato questa attività di analisi e indurre un calo di
attenzione nell'organizzazione sanitaria. Sarebbe un rischio serio, capace
di indurre un'involuzione, e non deve accadere”.
L'assessore parla delle riforme in atto, per migliorare l'offerta e
garantire la sostenibilità finanziaria dei sistemi: la nuova
organizzazione della sanità territoriale, l'emergenza urgenza, la
continuità assistenziale, i pronto soccorso. Parla anche della prevenzione
(e quindi stili di vita e screening), su cui la Toscana non è ferma e sta
investendo. “Conosciamo bene le difficoltà odierne dei sistemi sanitari,
soprattutto quelli a maggior impronta pubblica ed universalistica – spiega
l'assessore – . C'è un problema di sottofinanziamento nazionale, che
rischia di trasformare l'attuale sistema in qualcos'altro. Va denunciato e
serve un dibattito pubblico. Ma occorre anche sapere l'uso ottimale delle
risorse a disposizione e l'uso di modelli innovativi passa necessariamente
dalla comparazione e dall'analisi dei dati a disposizione”.
La rettrice della Scuola Sant'Anna di Pisa Sabina Nuti invita a rilanciare
il ruolo di apripista della Toscana ed investire in prevenzione. Ricorda
come la pandemia sia stata anche occasione di riflessione. Sottolinea
quindi come il governo della spesa si fa su più livelli e “non
soffermandosi ad un solo tassello, come ad esempio il tetto alla spesa del
personale che alla fine spinge a comportamenti opportunistici”. Il
direttore alla direzione regionale alla sanità Federico Gelli precisa come
il 2022 sia stato ancora pesantemente condizionato dalla pandemia e
dall'obbligo conseguente di contenimento della spesa che ha visto peraltro
esplodere i costi energetici e impennarsi l'inflazione. Una marcia insomma
con il freno a mano tirato.
Il rapporto del Mes
Su circa trecento indicatori di valutazione della sanità toscana nel 2022
il 38 per cento migliora, il 25 per cento è stabile e il 37 per cento
peggiora rispetto all'anno precedente. Le criticità maggiori riguardano la
salute mentale, le risposte alle richieste di prestazioni ambulatoriali e
diagnostiche e l'abbandono non presidiato del pronto soccorso.
Più nel dettaglio, se da un lato si registra un aumento nei tassi di
ospedalizzazione per acuti e tasso di accesso al pronto soccorso per codici
minori, dall'altro si segnalano criticità nella tempestività di accesso a
interventi chirurgici di priorità alta (come per il tumore alla prostata e
al polmone, interventi di protesi d'anca, emorroidectomia, colecistectomia
laparoscopica e riparazione ernia inguinale). Non migliora neppure la
difficoltà a inviare nei reparti i pazienti che devono essere ricoverati
entro le otto ore, il cosiddetto ‘boarding'. Buoni invece i tempi di
attesa per codice priorità per i pazienti dimessi dal pronto soccorso.
Quanto alle visite ambulatoriali e gli esami diagnostici, nel 2022 la
Toscana è riuscita a soddisfare le richieste prescritte nel 63 per cento
dei casi per le prime e nel 60 per cento dei secondi.
Stabili o in miglioramento gli indicatori che misurano la qualità dei
processi clinico assistenziali, tra cui la percentuale di interventi
conservativi per il tumore alla mammella, pari all'88%, le colecistectomie
laparoscopiche in day hospital o ricovero ordinario da zero ad un giorno
che si attestano al 79 per cento. Stabile la percentuale di parti cesarei
pari a 18,4 per cento a livello regionale, sebbene in aumento nelle Aziende
Ospedaliero Universitarie di Pisa e Careggi. Per le fratture del femore
solo il 71 per cento sono operate entro due giorni livello Regione, valore
diminuito di otto punti percentuali dal 2019 e con un'ampia variabilità a
livello aziendale (dove le percentuali oscillano dal 54 a 100 per cento).
Gli abbandoni in pronto soccorso non presidiati passano dal 2,9 al 3,8 per
cento, con punte del 6,3 per cento all'azienda ospedaliera pisana e del 6,9
per cento a Careggi a Firenze. In diminuzione invece le dimissioni
volontarie da ricovero.
Cresce l'assistenza domiciliare. Margini di miglioramento possono esserci
sulla gestione della cronicità, in particolare per l'accesso ai programmi
di promozione alla salute di attività fisica adattata per alcune fasce
della popolazione non ovunque presenti o per i percorsi per diabetici e
scompensati. Nelle cure palliative il valore del 2022 è ancora inferiore
all'obiettivo del 55 per cento e l'appropriatezza nella degenza hospice
rimane problematica. La salute mentale rimane un'emergenza, come lo è in
tutto il Paese: in peggioramento la tempestività di presa in carico entro
sette giorni, la continuità di presa in carico per minorenni e
maggiorenni, la tendenza in aumento del tasso di ospedalizzazione dei
minorenni per disturbi di salute mentale.
Cresce l'uso degli antibiotici, in particolare quelli in età pediatrica:
bene invece, quanto alla spesa farmaceutica, sull'efficienza prescrittiva,
rappresentata dal consumo di farmaci a brevetto scaduto e dal minor costo
per unità posologica, il che suggerisce un aumento nell'utilizzo dei
biosimilari. Aumenta l'autosufficienza regionale nei plasmaderivati per
l'albumina.
Cresce anche la sanità digitale: le ricette dematerializzate sono arrivate
al 95 per cento, il fascicolo sanitario elettronico è sempre più
utilizzato da medici di famiglia e pediatri, in aumento l'uso anche del
libretto di gravidanza digitale. Battuta d'arresto, dopo la fase più acuta
del Covid, per quanto riguarda le televisite: unica eccezione per le visite
di controllo oncologiche.
(ha collaborato il Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant'Anna di
Pisa)