
(AGENPARL) – lun 29 maggio 2023 COMUNICATO STAMPA
INTESA SANPAOLO E CONFARTIGIANATO ASTI:
NUOVO ACCORDO DI COLLABORAZIONE
PER SOSTENERE LA CRESCITA DELLE PMI DEL TERRITORIO
Punti centrali del protocollo: nuove linee di credito supportate da un plafond nazionale
di 5 miliardi di euro, finanziamenti innovativi per accelerare transizione sostenibile e
digitalizzazione, iniziative per favorire l’accesso ai fondi del PNRR, sostegno a fronte del
rincaro delle materie prime e dell’energia. Previste soluzioni evolute per i pagamenti
digitali
Oggi la presentazione alle imprese associate, in un incontro presso la sede di
Confartigianato Asti
Forte vocazione industriale, elevata propensione all’export ed eccellenza dell’agricoltura
sono i punti di forza dell’economia della provincia di Asti. Al centro dell’agenda delle
PMI nei prossimi anni investimenti su innovazione, digitale, sostenibilità, formazione e
valorizzazione del capitale umano
Asti, 29 maggio 2023 – Intesa Sanpaolo e Confartigianato – Associazione Artigiani della Provincia
di Asti hanno siglato un accordo di collaborazione volto a promuovere gli investimenti delle PMI
associate e ad accompagnarle nell’attuale contesto e nel rilancio.
Il protocollo sottoscritto da Andrea Perusin, Direttore Regionale Piemonte Sud e Liguria Intesa
Sanpaolo, e da Roberto Dellavalle, Presidente di Confartigianato Asti, si inserisce nell’ambito della più
ampia e consolidata partnership pluriennale tra il Gruppo bancario e Confartigianato Imprese,
ulteriormente rafforzata durante l’emergenza pandemica, e individua una serie di misure e interventi
anche non finanziari, coerenti con le misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finalizzati ad
agevolare gli investimenti e i processi di innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ed
efficientamento energetico, valorizzazione del capitale umano.
I contenuti dell’accordo e le soluzioni pensate per le imprese associate sono stati illustrati oggi
nel corso di un incontro organizzato presso la sede di Confartigianato Asti, nel quale sono stati
approfonditi anche lo scenario macroeconomico e le sfide che le imprese artigiane devono affrontare
nel proprio business, in una prospettiva in rapida evoluzione.
Attraverso l’iniziativa Crescibusiness, piano da 5 miliardi di euro a livello nazionale che si rivolge in
particolare alle micro e piccole imprese del commercio, del turismo e dell’artigianato, Intesa Sanpaolo
riserva inoltre interventi per la liquidità, finanziamenti garantiti e soluzioni evolute per i pagamenti
digitali. Alle PMI associate la Banca riserva inoltre fino al primo trimestre 2024 la gratuità del canone
per le nuove richieste di carte “Credit” aziendali.
Al centro del nuovo protocollo l’accelerazione della transizione sostenibile, attraverso finanziamenti
circular economy e S-Loan (Sustainability Loans), linee di finanziamento a medio-lungo termine che
prevedono un innovativo meccanismo di premialità sui tassi in base al raggiungimento di determinati
obiettivi in ambito ESG; e il sostegno alla crescita e alla digitalizzazione, grazie ai finanziamenti DLoan (Digital Loans), anche in questo caso con una riduzione di tasso legata all’impegno dell’azienda a
investire sulle soluzioni digitali, e a una rete di partner specializzati che facilitano l’evoluzione delle
relazioni con clienti e fornitori (es. piattaforme di e-commerce e pagamenti digitali) e i processi aziendali
(es. soluzioni hardware e software per digitalizzare i dati aziendali, polizze e soluzioni per mitigare il
cyber-risk).
Nell’arco del PNRR il Gruppo Intesa Sanpaolo mette a disposizione 410 miliardi di euro, dei quali 120
per le PMI, con un’ampia gamma di soluzioni di finanziamento che integrano le agevolazioni
pubbliche, e strumenti per favorire l’utilizzo dei fondi, tra cui la piattaforma web Incent Now, frutto
della collaborazione con Deloitte, cui le aziende clienti possono accedere gratuitamente per
individuare rapidamente, da un unico punto di accesso, le migliori opportunità relative alle
misure e ai bandi del PNRR sulla base del proprio profilo, settore di attività e territorio, raccogliendo le
informazioni utili per presentare i propri progetti di investimento e concorrendo all’assegnazione dei
fondi pubblici.
Sempre in questo ambito si inserisce il plafond di 76 miliardi di euro a livello nazionale confermato di
recente da Intesa Sanpaolo per favorire gli investimenti delle imprese in fonti rinnovabili e
accelerare la transizione energetica e sostenibile, anche attraverso iniziative che incentivano la
creazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) promuovendo sui territori la diffusione di
modelli di produzione e condivisione dell’energia rinnovabile. Anche nell’accordo con Confartigianato
Asti sono previste misure per aiutare le imprese del territorio a fronteggiare i maggiori costi legati ai
rincari energetici e ridurre la dipendenza energetica, abbinabili alla garanzia SACE Green all’80%
che consente di allungare la durata dei finanziamenti fino a 20 anni, con tre anni di preammortamento.
Altre iniziative distintive riguardano infine il sostegno alla nuova imprenditoria e all’imprenditoria
femminile; soluzioni di tutela e protezione da un’ampia gamma di rischi sia di impresa che delle
persone; valorizzazione del capitale umano attraverso formazione e strumenti di welfare aziendale;
noleggio di un’ampia possibilità di beni strumentali di Intesa Sanpaolo Rent Foryou, per le
aziende che intendono effettuare investimenti senza impegnare capitale, sostenendo solo il costo del
canone.
«Le imprese ci chiedono misure efficaci, in un percorso di crescita e di sviluppo sostenibile – commenta
Andrea Perusin, Direttore Regionale Piemonte Sud e Liguria Intesa Sanpaolo – Insieme a
Confartigianato Imprese Asti abbiamo individuato nuove opportunità per le imprese associate, con
particolare riguardo a quelle di minori dimensioni su cui si concentra il tessuto imprenditoriale locale.
Intesa Sanpaolo intende continuare a dare impulso concreto all’economia locale sia con la liquidità
necessaria per superare le difficoltà contingenti, sia finanziando gli investimenti strategici, coerenti con
le missioni del PNRR ed essenziali per rimanere competitivi. In Piemonte per favorire l’accesso al
credito abbiamo siglato 83 contratti di filiera, coinvolgendo 3.700 fornitori per un giro d’affari di circa 10
miliardi di euro, e ad oggi abbiamo supportato con quasi 560 milioni di euro gli investimenti finalizzati al
raggiungimento di obiettivi ESG e in circular economy, ambiti in cui le aziende di Langhe e Roero
stanno dimostrando sensibilità e attenzione. Anche grazie alla piattaforma Incent Now abbiamo
accompagnato 355 imprese piemontesi ad aggiudicarsi un bando PNRR. Stiamo inoltre collaborando
con i soggetti pubblici per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, vera opportunità per Pmi
e famiglie in virtù dei concreti benefici economici, sociali e ambientali che possono scaturirne.»
«Confartigianato Asti da oltre 75 anni rappresenta per la Provincia di Asti un punto di riferimento per le
imprese del territorio – dichiara Roberto Dellavalle Presidente di Confartigianato Imprese Asti – la
nostra storia negli anni ha garantito e sostenuto il sistema imprenditoriale artigiano da ogni punto di
vista, avere il pregio di rappresentare sindacalmente un sistema economico così vitale per il nostro
paese, non è solo un onore, ma è un impegno costante e quotidiano di competenze e professionalità
svolto da oltre 50 addetti a servizio delle oltre 2000 imprese associate. Le imprese artigiane da alcuni
anni stanno attraversando una congiuntura economica onerosa da tutti i punti di vista – continua
Dellavalle – e una Associazione di categoria come la nostra deve essere più che mai attenta e
aggiornata ben oltre i tradizionali servizi ed attività che sono svolte, ecco perché confidiamo che un
importante accordo di collaborazione con Intesa Sanpaolo possa essere un solido investimento per la
competitività delle imprese associate e sostenerne la crescita. I contenuti dell’accordo vanno ben oltre i
tradizionali servizi che le imprese associate potranno richiedere a Intesa Sanpaolo – conclude
Dellavalle – ma accompagneranno le imprese verso la transizione sostenibile, la digitalizzazione,
l’efficientamento energetico e lo sviluppo di nuovi mercati, in poche parole “verso il nostro futuro da
protagonisti.»
Trend e scenari della provincia di Asti
A cura della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo
La provincia di Asti è caratterizzata da una forte vocazione industriale (valore aggiunto prodotto
dall’industria sul totale) pari al 29,8%, lievemente superiore alla media regionale (29,8%) e decisamente più
elevata della media nazionale (25,1%). L’industria di questo territorio può far leva su una buona
diversificazione produttiva: Vini, Componentistica auto, Gomma, Metallurgia, Prodotti in metallo, Meccanica
ed Elettrotecnica sono i settori di specializzazione.
Sul territorio anche l’agricoltura ha un ruolo particolarmente importante: vi trova occupazione l’11,8%
degli addetti provinciali (vs 4,7% in Piemonte e 5,4% in Italia) e il valore aggiunto di questo settore ha un
peso più che doppio rispetto alla media regionale (in provincia di Asti l’agricoltura contribuisce per il 4,3%,
mentre in Piemonte per l’1,6%). Le specialità agricole tipiche del territorio sono fortemente interconnesse
con l’industria, dal momento che per alcuni settori ne costituiscono la materia prima (ad esempio i vini), e
con il turismo, poiché costituiscono motivo di attrazione di visitatori. L’astigiano fa parte del più ampio
distretto dei Vini delle Langhe, Roero e Monferrato.
Il turismo è un settore che ha ancora ampi margini di sviluppo. Gli ultimi dati ufficiali ISTAT (relativi
all’anno 2021) indicano un numero di presenze di turisti nell’astigiano limitate (cica 278mila, pari al 3% del
totale regionale), anche il numero di posti letto nelle strutture alberghiere è scarso (non arriva a 1900, il 2,4%
del totale regionale). Eppure, il territorio offre scorci di colline meravigliose che non hanno nulla da invidiare
ad altri territori collinari molto rinomati e il numero di musei, siti archeologici e monumenti è maggiore della
media piemontese e italiana (11 per 100mila abitanti vs 9,1 in Piemonte e 7,7 in Italia). Inoltre, la ricchezza
della cultura eno-gastronomica del luogo potrebbe rappresentare un ulteriore importante fattore di attrazione
turistica.
La competitività della provincia sui mercati esteri è particolarmente spiccata: Asti si caratterizza per
una propensione all’export che supera il 69% vs 40,9% del Piemonte e 32,6% dell’Italia.
Le imprese astigiane hanno ottenuto degli ottimi risultati dal punto di vista delle esportazioni, passate
da 1,3 miliardi nel 2008 a più di 3,7 miliardi nel 2022, con un aumento delle vendite del 186%, pari a più di
2,4 miliardi di euro. Il balzo è attribuibile principalmente all’Automotive, alla Meccanica e ai Vini, ma tutti i
principali settori sono risultati in crescita. Oltre ai settori già menzionati, per presenza sui mercati esteri
spiccano Prodotti in metallo, Elettrotecnica, Elettronica, Metallurgia, Gomma e plastica, Chimica e Agroalimentare. Nel 2020 l’astigiano ha subito un duro colpo sui mercati esteri, con export in calo dell’11%,
condizionato in gran parte dall’Automotive e dalla sofferenza di importanti settori come vini, elettrotecnica e
metallurgia, ma già nel 2021 l’export della provincia ha mostrato un rimbalzo significativo (+27%), che ha
portato la provincia oltre i livelli di export 2019 (+13%). Nel 2022 le esportazioni astigiane sono aumentate
ancora dell’8% rispetto all’anno precedente.
L’ampio avanzo commerciale, pari a quasi 1,9 miliardi di euro nel 2022 (pari al 14% del saldo
commerciale piemontese), offre una misura sintetica della capacità di questo territorio di creare valore
aggiunto, occupazione e ricchezza, anche considerando la dimensione ridotta della provincia (che in termini
di popolazione residente, imprese e occupati ha un peso su base regionale che oscilla intorno al 5%).
La vocazione industriale e la propensione all’export del territorio, tuttavia, non sono accompagnate
da un’alta intensità brevettuale (numero di brevetti registrati all’European Patent Office per milione di
abitanti: 73,6), nettamente inferiore se confrontata al dato piemontese (112,7), probabilmente a riflesso della
bassa specializzazione produttiva nei settori ad alta intensità tecnologica (1,7 ogni 100 addetti, contro il dato
piemontese di 5,1). Sul territorio sono più diffusi processi di innovazione che passano attraverso meccanismi
di diffusione della conoscenza tacita. La scarsa presenza di innovazione formalizzata può dipendere anche
da una maggiore concentrazione sul territorio di imprese micro (da 1 a 9 dipendenti) e piccole (da 10 a 49
dipendenti), a fronte di una minor presenza della grande impresa (dove trova occupazione solo il 6,6% degli
addetti vs 13,5% del Piemonte e 10,3% dell’Italia).
I rincari dei costi energetici e quelli delle materie prime e dei semilavorati sono le principali criticità
riscontrate dalle imprese di questo territorio. Aumenti che le imprese riusciranno a scaricare a valle solo
in parte. In questo contesto le aziende stanno reagendo attraverso azioni di efficientamento: in Piemonte
spicca rispetto alla media italiana anche l’avvio o aumento di autoproduzione di energia. Una volta affrontata
e superata la complessa fase attuale, restano alcune priorità da affrontare per rilanciare la competitività
delle imprese di piccole dimensioni: saranno necessari maggiori investimenti in innovazione e
digitalizzazione, bisognerà puntare con decisione sulla sostenibilità. Sarà fondamentale puntare su
un’adeguata formazione e valorizzazione del capitale umano, sempre più urgente in un contesto
caratterizzato da gravi criticità di reperimento della manodopera.
Informazioni per la stampa
Intesa Sanpaolo
Media and Associations Relations
Media Banca dei Territori e Media locali
Confartigianato – Associazione Artigiani della Provincia di Asti