(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2023(AGENPARL) – ven 26 maggio 2023 Gentilissime/i
invio nota stampa relativa all'attività realizzata dalla Cardiologia
dell'Aou di Sassari che, grazie a un progetto finanziato con il contributo
di Amgen, ha avviato un ambulatorio in cui sono state fatte oltre mille
visite a pazienti con cardiopatia cronica.
Nella nota tutti i dettagli e in allegato una fotografia del Santissima
Annunziata.
Grazie per l'attenzione
Cordiali saluti
Andrea Bazzoni
Comunicato n. 0065/2023/US
*COMUNICATO STAMPA*
*Mille visite contro la cardiopatia cronica*
*Grazie al progetto finanziato dalla Amgen, la Cardiologia dell’Aou di
Sassari realizza un programma di prevenzione secondaria su pazienti colpiti
da infarto e ictus*
Sassari 26 maggio 2023 – L’ostruzione delle coronarie può essere la causa
di un infarto e determinare il rischio di un arresto cardiaco. Per
contrastare questa patologia, che in Sardegna ha un’alta incidenza, un
ruolo di grande importanza lo svolge la prevenzione. Un’attività,
soprattutto nell’ambito della *prevenzione secondaria*, alla quale
nell’ultimo anno si è dedicata la *Cardiologia* dell’Aou di Sassari.
La struttura complessa diretta dal professor *Gavino Casu*, grazie al
progetto *“Prevenzione secondaria ed ottimizzazione della gestione
ambulatoriale dei pazienti affetti da cardiopatia cronica”,* ha
realizzato *oltre
mille nuove visite, *nell’ambulatorio aperto a gennaio 2022 al primo piano
del Santissima Annunziata.
L’attività è stata finanziata dalla *Amgen srl* che aveva risposto alla
manifestazione di interesse avviata dall’Aou di Sassari per la ricerca di
uno sponsor del progetto.
Le *malattie cardiovascolari* rappresentano ancora la principale causa di
morte nella popolazione e, dal punto di vista epidemiologico, interessano
tutta la popolazione italiana. In particolare, la *popolazione della
Sardegna*, sia per le caratteristiche anagrafiche sia per la particolare
incidenza di diabete e ipercolesterolemia familiare, presenta noti fattori
di rischio cardiovascolare.
Si intuisce quindi il rilievo di un’azione di prevenzione secondaria come
quella portata avanti dalla struttura diretta dal *professor Casu*.
«Quella svolta con il progetto è stata un’attività importante – afferma *il
direttore* della Cardiologia – perché ci ha consentito di “*catturare*” una
serie di pazienti a rischio, in parte dopo il loro arrivo in reparto per un
intervento alle coronarie, in parte arrivati dal territorio a seguito di
visite specialistiche».
Svolge quindi un ruolo importante anche la rete di specialisti che
coinvolge i medici della Cardiologia dell’Aou con gli specialisti
ambulatoriali del territorio, in particolare cardiologi e diabetologi.
Ad essere “*arruolati*” sono stati pazienti di età compresa *tra i 30 e
80 anni*, dopo la dimissione per sindrome coronarica acuta con elevati
valori di colesterolemia non controllabili con i trattamenti farmacologici
tradizionali (statine ed Ezetimibe). La maggior parte di questi pazienti
ha, infatti, forme di ipercolesterolemia familiare.
«Questa patologia ha un’incidenza elevata nella nostra isola – prosegue
*Casu* – sia tra le forme di tipo familiare, ereditarie, sia tra quelle
poligeniche che sono imputabili a un’azione combinata di più geni mutati e
fattori ambientali».
Tra *i maggiori fattori di rischio* che possono causare la cardiopatia
cronica si possono ricordare: l’ipertensione arteriosa, alti livelli di
colesterolo LDL, il diabete, l’obesità e ancora, il fumo, l’eccessivo
consumo di alcol, la sedentarietà e l’alimentazione ricca di grassi.
«Sono fattori che – spiega ancora *Gavino Casu* – possono determinare la
comparsa di placche aterosclerotiche che fanno perdere la giusta elasticità
alle pareti delle arterie. Placche che non consentono più al sangue di
circolare in maniera naturale, con tutte le conseguenze che possono
derivare».
Ecco allora che se da una parte, con la prevenzione primaria – basata su
una sana ed equilibrata alimentazione, sull’attività fisica svolta
regolarmente, sul controllo del peso e sull’eliminazione dei fattori di
rischio – è possibile contrastare la patologia, dall’altra parte, la
*prevenzione
secondaria* è una assoluta priorità.
In quest’ultimo caso importanti diventano le terapie farmacologiche che,
necessariamente, dovranno associarsi alla modificazione dei fattori di
rischio cardiovascolari, compreso lo stile di vita.
*L’ambulatorio è attivo 5 giorni alla settimana* e, oltre ai pazienti
dimessi dal reparto di cardiologia, accetta pazienti con severe
ipercolesterolemie individuati negli ambulatori di cardiologia territoriale
e negli ambulatori di diabetologia.