
(AGENPARL) – dom 14 maggio 2023 Coldiretti Calabria: i tentativi di fare la carne sintetica continuano a “mietere” insuccessi
scientifici. L’Università della California certifica che inquina 25 volte di più.
Dopo che la stragrande maggioranza dei cittadini si dice contrario alla carne sintetica, anche gli
studi scientifici, ultimo quello dell’università di Davis in California, certifica che la carne
sintetica (o meglio a base cellulare come suggerito dall’Oms), definito in equivalenti di anidride
carbonica emessi per ogni chilogrammo prodotto, è da 4 a 25 volte superiore a quello della
carne bovina tradizionale secondo i risultati della ricerca realizzata da Derrick Risner ed i suoi
colleghi dell’Università. Questo riferisce Coldiretti nell’evidenziare che lo studio è stato pubblicato
sul sito http://www.biorxiv.org come contributo alla chiarezza in un campo d’indagine molto recente sul
quale crescono le ombre e insuccessi. I ricercatori – sottolinea la Coldiretti – hanno condotto una
valutazione del ciclo produttivo della carne a base cellulare stimando l’energia utilizzata in ogni fase
con gli attuali metodi di produzione, un parametro che è grosso modo indipendente dal tipo di carne
prodotta. In particolare – continua la Coldiretti – è stata focalizzata l’attenzione sulle sostanze nelle
quali vengono fatte crescere in laboratorio le cellule staminali che sembrano avere un forte impatto
sull’ambiente, in particolare a causa dei processi di trattamento necessari per evitare la formazione
di tossine o batteri. Il risultato – precisa la Coldiretti – è che la produzione della carne in
laboratorio è molto più impattante dal punto di vista ambientale della zootecnia tradizionale.
Le preoccupazioni ambientali che arrivano dal mondo della ricerca – continua la Coldiretti – fanno
seguito ai rischi per la salute censiti dal recente Rapporto pubblicato dalla Fao e
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che hanno individuato ben 53 pericoli potenziali per la
salute, dalle allergie ai tumori, per i cibi a base cellulare (carne, pesce e latte) definizione
considerata più chiara rispetto al termine “coltivato” preferito invece dalle industrie produttrici ma
ritenuto essere fuorviante dalle due Autorità mondiali. Il mondo scientifico conferma la necessità di
rispettare il principio di precauzione di fronte a tecnologie con molte incognite che rischiano di
cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda proprio per questo la sfida che la
Coldiretti lancia alle istituzioni europee è che i prodotti in laboratorio nei processi di
autorizzazione non vengano equiparati a cibo ma bensì a prodotti a carattere farmaceutico.
Già da questo – commenta la maggiore organizzazione agricola – si potrebbe dire che siamo ai titoli
di coda, ma bisogna invece continuare a mantenere alta l’attenzione e Coldiretti lo ha fatto e
continuerà a farlo con determinazione continuando a sostenere il disegno di legge che vieta la
produzione, la commercializzazione e l’uso di cibo artificiale che dovrà ora essere discusso e poi
approvato dal Parlamento. La nostra mobilitazione – conclude la Coldiretti – ha il merito di aver
acceso i riflettori su un business in mano a pochi ricchi e influenti nel mondo sul quale si sta
facendo luce. I cittadini vogliono il cibo naturale che solo i nostri agricoltori sono capaci di
produrre.