(AGENPARL) – lun 16 gennaio 2023 Ci sono voluti 30 anni di indagini ininterrotte, notti insonni nel seguire piste, ipotesi e finalmente tutto questo grande lavoro è stato ripagato con l’arresto di colui che era il delfino di Totò Riina, Matteo Messina Denaro. Nella lista tra i ricercati più pericolosi del Viminale svettava lui. Il 2023 inizia con un buon auspicio per la giustizia. Il suo nome fu inserito per la prima volta nel 1989 nella lista dei collusi dal giudice Paolo Borsellino.
“U sicciu” o “Diabolik”, così come lo chiamavano in gergo nel mondo mafioso, aveva partecipato alla vergognosa e tragica uccisione del 12enne Giuseppe di Matteo, figlio del pentito Santino di Matteo. Rapito per evitare che il padre collaborasse con la giustizia dopo quasi 800 giorni di prigionia l’adolescente fu strangolato e sciolto nell’acido.
«Quanto accaduto oggi – dice Stefano Paoloni Segretario Generale del SAP – dimostra che lo Stato vince sempre e che il sacrificio di quanti hanno pagato, anche, con la vita nel contrasto alle mafie viene ripagato: le loro idee e le loro “iniziative” continuano a camminare sulle nostre gambe e la loro morte non è stata vana.
Esprimiamo pertanto piena soddisfazione per l’arresto di Matteo Messina Denaro. Dopo 30 anni di indagini e di attività, questo è l’ennesimo colpo alla mafia. E’ la dimostrazione che la giustizia vince».
Roma, 16 gennaio 2023
In allegato comunicato stampa a firma di Stefano Paoloni, Segretario Generale del SAP.
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Testo Allegato:
Padova, 16 gennaio 2023SCIENZA E TECNICADALLA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA ALLA RIVOLUZIONE DIGITALEPresentazione del libro in Aula Nievo dell’Università di PadovaSi intitola “Scienza e tecnica. Dalla rivoluzione scientifica alla rivoluzione digitale” il volume della serie Patavina Libertas. Una storia europea dell’Università di Padova la collana di alta divulgazione fondata su solide ricerche d’archivio condotte da giovani storici e storiche dell’Ateneo, che rilegge il percorso padovano in chiave europea, tra spazi e forme della libertas e il suo ruolo negli sviluppi dei saperi umanistici e scientifici.Il libro, curato da Giulio Peruzzi e Valentina Roberti e pubblicato in edizione da Donzelli e Padova University Press, viene presentato al pubblico in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Ateneo, mercoledì 18 gennaio alle ore 17.00 in Aula Nievo di Palazzo del Bo, via VIII febbraio 2 a Padova. Ospiti dell’incontro gli autori, Giorgio Moro (Dipartimento di Scienze chimiche), Franco Cardin (Dipartimento di Matematica), Ettore Fornasini e Pierfrancesco Brunello (Dipartimento di Ingegneria).Il libroIl cammino della scienza moderna – iniziato tra la seconda metà del Cinquecento e la fine del Seicento – non è stato lineare, ma le università, in particolare l’Ateneo patavino, vi hanno svolto un ruolo rilevante. Una scienza intrecciata con la tecnica fin dalle botteghe rinascimentali, dove alle competenze artistiche si erano via via affiancate quelle che poi apparterranno all’architetto, all’urbanista, all’ingegnere. Proprio lo sviluppo della tecnica, oggi un settore cruciale dell’eccellenza patavina ma entrata in ritardo nelle università italiane, dimostra quanto sia imprescindibile per il suo sviluppo un’adeguata maturazione culturale e imprenditoriale del territorio.Fin dalla sua nascita la scienza definisce anche i valori che costituiscono il suo ethos; tra questi: l’indipendenza da etnia, nazionalità, religione, classe sociale; il carattere di «proprietà comune» delle conoscenze; l’uso della ragione; la sospensione del giudizio fino alla verifica dei fatti. Sono tutti valori che le società totalitarie hanno sempre cercato di arginare. Non è un caso che inizialmente la ricerca venga svolta nelle accademie, dove si dà corpo a una «Repubblica ideale» fatta di libera discussione e circolazione delle idee, lavoro di gruppo, rispetto delle regole di metodo, confronto di proposte e risultati sulla base di esperimenti e dimostrazioni. Una «Repubblica ideale» ben diversa dal contesto in cui prende le mosse la scienza nuova.Solo in seguito – nel resto d’Europa prima che in Italia – entreranno in scena le università, e tra le italiane l’Università di Padova sarà spesso all’avanguardia, a cominciare dai diciotto anni illuminati dalla presenza di Galileo. Galileo infatti coglie a pieno i fermenti europei dell’epoca, sottolineando l’importanza di introdurre la sperimentazione nel processo di conoscenza dei fenomeni naturali, di valorizzare il ruolo della tecnica per ampliare le conoscenze scientifiche, di affermare la libertà della ricerca e il primato della ragione. Dalla dominazione della Serenissima fino al Novecento, l’Ateneo patavino saprà tenere il passo con gli sviluppi della scienza e della tecnica, anticipando spesso le prospettive future.Per partecipare è richiesta la prenotazione.L’evento viene trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube di Ateneo.mm