
(AGENPARL) – mer 07 dicembre 2022 Al Sig. Prefetto di Verona
Dott. Donato Cafagna
Al Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL)
All’Ispettorato territoriale del lavoro di Verona
All’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL)
Al Nucleo Carabinieri Nuclei Anti Sofisticazioni e Sanità
(NAS) PADOVA
Al Direttore dei Servizi Socio Sanitari U.L.S.S. 9 Scaligera
Dott. Raffaele Grottola
e per conoscenza
AlleAgenzie di Stampa e agli Organi di Informazione
AlDirettore della Fondazione Opere Riunite Don Luigi Rossi
Al Responsabile Salute Prevenzione e Protezione
Alla Rappresentanza Sindacale Aziendale
A Tutto il Personale
SEDE
Oggetto: Segnalazione relativa alle condizioni di lavoro presso la Casa di Riposo della Fondazione Opere Riunite Don Luigi Rossi di Arcole (VR).
La scrivente Organizzazione Sindacale, facendo seguito alla precedente segnalazione inviatavi il 24/10/2022, alla quale, spiace constatarlo, non sono seguite efficaci azioni ispettive di verifica e di controllo, comunica a Codeste Amministrazioni, per opportuna conoscenza, e per quanto di competenza, l’aggravamento della situazione di rischio per gli operatori e per gli ospiti presso la casa di Riposo della Fondazione Opere Riunite Don Luigi Rossi di Arcole (VR).
Alla cronica carenza di personale, soprattutto OSS, denunciata a più riprese dalla scrivente O.S. si è aggiunta anche la grave carenza di farmaci tra i quali anche salvavita: medicinali ritenuti indispensabili per determinate forme morbose o in particolari stati di emergenza (ad. es. antipertensivi, antibiotici, neurolettici). Scarseggiano, inoltre, anche gli ausili e presidi sanitari necessari per le medicazioni e per la gestione sanitaria degli ospiti. La mancata o difficile somministrazione delle terapie prescritte agli ospiti e la difficoltà nel prestare loro una prima assistenza e cura in caso di necessità, pongono sulle spalle di medici, infermieri ed operatori una eccessiva ed ingiustificata responsabilità che, al contrario, spetterebbe alla direzione della Fondazione.
In tale preoccupante contesto, inoltre, anche la somministrazione delle terapie con i medicinali disponibili risulta del tutto caotica: dato che alle ore 12:00 l’infermiere stacca dal turno, si comincia a somministrare la terapia alle 11:30, ancora prima che gli ospiti pranzino, con un aumento dei rischi connessi, soprattutto per i diabetici. La medesima cosa accade anche nel pomeriggio: la terapia prevista per le ore 18:00 viene anticipata alle 17:30, perché alle 18.00 l’infermiere deve staccare.
Dalle 12:00 alle 15:00 la struttura rimane con un solo infermiere che deve seguire più di 100 ospiti e lo stesso accade dalle ore 18:00 alle ore 21:00.
La direzione, in una riunione con gli infermieri ed i medici, ha “suggerito” ed “individuato” come soluzione a questa problematica quella che, in carenza di tempo, non si proceda alla somministrazione della terapia. Siamo all’assurdo!
A questo si deve aggiungere una programmazione dei turni e l’organizzazione dei piani di lavoro che non tengono in nessun conto sia le esigenze di cura ed assistenza degli ospiti, sia le legittime necessità e le normali aspirazioni del personale di conciliare i tempi di vita con i tempi di lavoro: lo stress da lavoro correlato risulta eccessivo per tutti gli operatori, esacerbato anche dall’instaurazione di procedimenti disciplinari ritenuti, in tale contesto, ingiusti ed insensati.
La cattiva organizzazione, inoltre, comporta da un lato, l’impossibilità dei medici operanti in struttura ad essere regolarmente assistiti e accompagnati durante le visite agli ospiti dalla coordinatrice sanitaria o, in sua assenza, da personale infermieristico in turno: la presenza di un infermiere durante le visite è a garanzia dell’ospite perché detto personale, che conosce nel dettaglio lo stato e la situazione dell’ospite, fornisce il necessario supporto al medico nella sua valutazione.
Per settimane, inoltre, si è assistito alla mancanza della coordinatrice sanitaria (infermieristica) che, chiaramente ha esacerbato le problematiche già descritte.
Recentemente, il 23 novembre scorso, è stata individuata ed incaricata una nuova coordinatrice sanitaria, tuttavia, le modalità di questo incarico appaiono carenti sotto il duplice aspetto dell’idoneità e dell’inquadramento contrattuale. Chiediamo inoltre di verificare se, la persona in questione non abbia ancora conseguito il necessario titolo del Master in Funzioni di Coordinamento nelle Professioni Sanitarie e sia assunta con contratto “con partita iva”.
La situazione non è migliore neppure dal lato del “coordinamento assistenziale”. Infatti, la persona individuata, anch’essa a quanto pare “a partita iva”, non è in possesso della necessaria preparazione ed esperienza professionale per svolgere il suo compito correttamente. Tale scarsa attitudine al coordinamento assistenziale produce una pessima organizzazione dei turni, gestiti senza la dovuta attenzione al corretto recupero psico-fisico degli operatori, un mancato o tardivo intervento per sostituire il personale malato, una incapacità nell’individuare soluzioni alle problematiche assistenziali e di conduzione e coordinamento delle attività e dei piani di lavoro.
La Fondazione, di fronte a questo clima di crescente malessere tra tutto il personale, medico, infermieristico e Oss, si rifiuta di intrecciare qualsiasi relazione sindacale e si ostina a perseguire atteggiamenti di chiusura e negazione della realtà: tale atteggiamento non può far altro che alimentare ulteriormente tensioni e controversie.
Abbiamo notizie, che auspichiamo non siano confermate, delle dimissioni dei medici che operano in struttura, tutti professionisti di grande esperienza e molto stimati se ciò sarebbe vero ogni altra nostra considerazione sarebbe superflua.
Le problematiche evidenziate, alcune, a parere di chi scrive, gravissime e il malessere che serpeggia tra il personale per l’atteggiamento della direzione della Fondazione, non concorrono a creare un ambiente di lavoro ideale per fornire agli ospiti della struttura una corretta, puntuale ed eccellente assistenza.
Pertanto, questa O.S. chiede che Codeste Autorità, ognuno per quanto di propria competenza, valutino le segnalazioni prospettate ed assumano, urgentemente, le determinazioni ritenute necessarie per intervenire ed interrompere queste situazioni e scongiurare i rischi prospettati.
Distinti saluti.
Verona, 06/12/2022