
(AGENPARL) – mer 30 novembre 2022 Traduzioni di /
Translations by
Elena Graglia, Beatrice Guercini, Sara Labianca
Progettazione grafica catalogo di /
Gatalogue graphic design y
Antonino Locicero
Pu licato da /
Published by
Kunstverein Publishing Milano | Extra
http://www.kunstverein.it
ISBN: 978-88-32125-12-2
Distribuzione /
Distribution
Les presses du reel
Stampato da /
Printed by
Litogì Milano
Fotografie di /
Photographs by
Le Wang, Federica Fioravanti,
PIR /
MID – MSTMTUTS IURSPIS DM DISMGN
LENNS PEVSRETS EP PRSGITTS /
WORKED
AT THE PROJECT
Global Head of Art and Restoration Department IED
Igor Efrem Zanti
Igor Efrem Zanti
Global Head of Art and Restoration Department IED
Per un nuovo
ecosistema
dell’insegnamento
delle professioni
dell’arte
For a new
ecosystem
of teaching
art professions
Parafrasando il titolo della mostra
esistenze:
forme del naturale e dell’artificiale
su modi, termini ed opportunità di un
nuovo approccio nell’insegnamento delle
discipline artistiche e nella formazione delle
professionalità legate alle arti. Di recente,
IED ed Accademia Galli hanno fondato un
dipartimento di Arte e Restauro trasversale
alle sedi e sovranazionale. La creazione di
questo nuovo dipartimento nasce proprio
dall’esperienza maturata nel mondo della
formazione per l’arte, il restauro e le professioni
ad esse connesse. Tali esperienze sono un
Danilo Venturi
The innovation of this experiment resides
in the change of perspective, both for the
seven artists presenting the same concept in
separate ways, and for the school exhibiting
and communication.
In short, a well-organised but necessary
chaos, as the spirit of the time demands: the
sequence of pandemic, war, and economic
crisis suggests that we are entering a new era,
whose paradigm is yet to e defined.
Over the very brief century that has passed
since the fall of the Berlin Wall to Covid-19, we
got used to a global world, mostly seen online,
where sustainability and diversity are still
valued. It was perhaps a second Renaissance
produced by Silicon Valley, albeit in very
of a third one, we feel the need to develop
a new system of values based on human
in its urban dimension, nature, and the
technology of digital native.
Arturo Galansino
Indice /
Index
Testi critici /
Critical texts
Gli artisti /
The artists
Foto della mostra /
Exhibition photos
Biografie /
Biographies
Bibliografia /
Bibliography
Daria Filardo
Martino Margheri
Claudia Losi
Caterina Sbrana
Eléna Nemkova
Simone Donati
Elena Mazzi
Leone Contini
Beatrice Guercini
Sara Labianca
Shana Maria Lewis
María Anabella Salazar Medina
Elena Victoria Sinagra
I linguaggi dell’arte, i processi dell’educazione /
The languages of art, the processes of education
La creazione di Eco-esistenze /
Creating Eco-Existences
Daria Filardo
Martino Margheri
I linguaggi
dell’arte,
i processi
of art,
the processes
Nel 2015 la Fondazione Palazzo Strozzi ha
avviato un primo dialogo con IED Firenze
con l’idea, in quel momento ancora del tutto
germinale, di sviluppare una relazione tra
il percorso di formazione degli studenti del
fortunato esperimento si sono susseguite
numerose esperienze in cui le mostre della
Fondazione hanno continuato a essere il
punto di partenza di processi artistici e creativi
che hanno portato alla programmazione
di presentazioni, alla realizzazione di
pubblicazioni e all’organizzazione di mostre,
online e in spazi della città. Con l’avvio del
nuovo Master in Curatorial Practice nel 2021,
e il consolidamento del rapporto tra la nostre
istituzioni, si è presentata l’occasione per
rilanciare un modello educativo capace di
entrare maggiormente in profondità nelle
coinvolto dodici ragazze e ragazzi che hanno
preso confidenza con il concetto di progetto
fotografico e osservazione lenta, e soprattutto
hanno affinato un pensiero sul loro vivere e
frequentare un’area geografica che si trova
proprio sul confine tra città e campagna,
in cui la dialettica tra naturale e artificiale
sem ra più evidente. Nel primo incontro
con gli studenti abbiamo raccolto alcune
idee in merito al significato che attri uiamo
al concetto di naturale o artificiale, già
was held with Leone Contini accessible to
anyone. The artist organized a picnic to share
his research on the various animal species
living by the banks of the Argingrosso lake
(Florence, Isolotto neighborhood). In this way,
a group of strangers shared food, wine, and
ideas, in a fully unique format of exploration
and interaction in a place that aroused great
curiosity and enthusiasm.
È una lunga storia che non possiamo
ripercorrere dall’inizio, quella della relazione
fra l’uomo e la natura. La nostra specie,
attraverso l’uso di strumenti e invenzioni
ha, nel corso della sua storia, trasformato
l’ambiente a se circostante. Negli ultimi due
secoli, dall’inizio dell’industrializzazione,
esperienza quotidiana, dei luoghi che
attraversiamo, magari proprio tra una lezione
Il Master di Curatorial Practice forma i curatori
del futuro, una professione che, in una
relazione inscindibile ed essenziale con gli
artisti, propone nuove forme di conoscenza
visiva e narrativa che prendono la forma di
mostre, laboratori, conferenze, podcast, libri:
un campo aperto a continue ibridazioni e
sperimentazioni.
Quest’anno abbiamo trasformato gli spazi
che raffigurano l’origine organica e fossile
the changes we are going through from
both a paleontological and contemporary
perspective (Nemkova).
and crossings in this publication, which
testifies to their intensity and richness.
La creazione di
Eco-esistenze
Creating
Eco-Existences
Beatrice Guercini
Sara Pa ianca
Shana Qaria Pewis
María Anabella Salazar Medina
Ilena Victoria Sinagra
Eco-Existences: forms of the Natural and
the Artificial
is a collective exhibition and
public program featuring the works of
This concept was developed through the
circulation of ideas and conversations we
had as newly practicing curators. As we
distinctive perspectives on the contemporary
man/nature discourse, we challenged
one another to move past our previously
held beliefs, such as the utopian idea of
symbiosis and the limiting model of separate
co-existences. We eventually coined
existence
as a term that allows for a new
which he called the
Anthropocene
, suggesting
a period where human activity acts as the
and environment. These theories now spread
with an apocalyptic air and are often used to
evoke a sense of doom. However, the core of
these ideas simply outlines a phenomenon
form new interactive spaces. It was this
this predicament. With the natural and
human status of the world in continuous
scientific capa ilities may lack. Es humanity
Glaudia Posi, Giardino del Quseo Sti ert,
Foto/
Photo
Le Wang
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• Processo Formale Vivente,
Tele ricamate, 10 pezzi/
embroidery on cotton, 10 pieces,
cm 145 x 280 (cad./
Courtesy l’artista/
the artist
Un punto imprescindibile della pratica artistica
di Claudia Losi è l’osservazione degli ambienti
naturali e artificiali. Ettingendo allo studio
della storia, dell’antropologia e della scienza,
indaga il profondo rapporto tra l’uomo e la
natura.
possibili per relazionarsi con la natura: un
avvicinamento non solo umanistico, ma
anche scientifico. Durante gli studi presso
l’Accademia di Belle Arti di Bologna ha infatti
frequentato anche corsi universitari presso
altre discipline scientifiche. Se ene questi
Eco-esistenze: forme del naturale e
dell’artificiale
Losi espone l’opera
Processo
Formale Vivente
. Composta originariamente
Per approfondire i temi presentati in mostra e
nelle sue opere, Losi ha sviluppato il workshop
Ogni passo una forma del tempo
. L’artista
conduce i partecipanti in una passeggiata in
due tipologie di giardini nella città di Firenze,
• Giardino del Quseo Sti ert,
Foto/
Photo
Wang Le
Giardino di Villa Ruspoli,
Foto/
Photo
Elena Graglia
Caterina
Sbrana
Poppies
Coexistence
Pontasserchio,
Mappa
Geomorfologica
Blooming
Permanence
Natural Pigments
Cultivate
Nature/Human
Natural Pigments
Memory
Time/Life/Death
Third
Landscape
Cultivated
Uncultivated
Collecting
Observation
Transformation
Non-Places
Landscape Architecture
?Foto/
Photo
Courtesy l’artista/
the artist
Caterina Sbrana is a visual artist whose work
holds at its core a profound relation with
Caterina Sbrana è un’artista visiva il cui lavoro
è incentrato su una profonda relazione con il
rapporto tra l’uomo e la natura e mostrano
le trasformazioni che entrambe le forme di
vita subiscono. Questo rapporto è a sua volta
incarnato nei materiali utilizzati nei suoi lavori.
Che si tratti di pittura o scultura, la raccolta di
materiali ed elementi del paesaggio rurale che
circonda il suo studio è spesso l’inizio della sua
pratica artistica. Utilizza questi elementi nei
suoi dipinti, ad esempio capsule di papavero
fresche o essiccate: elementi naturali e arte
diventano un tutt’uno in un ciclo di vita e
creazione. Il lavoro che Sbrana ha fatto con i
papaveri è diventato uno dei suoi marchi di
fa rica. Seguendo il ciclo naturale del fiore,
imprime sulla tela la vita dei papaveri, una vita
che si mostra sempre in movimento, sempre in
trasformazione. Utilizzando i pigmenti freschi
di una capsula di papavero, l’artista dunque
imprime il tempo sulla tela. I segni pigmentati
mappano le aree rurali e urbane e cambiano
nel tempo, passando da un colore rosso-
rosa distinguibile a uno sbiadito marrone.
Questi dipinti sono, come i fiori, stagionali
e di conseguenza possono richiedere uno o
Eco-Existences: forms of the Natural and the
Artificial
, is an exhibition that, like the work of
Sbrana, goes beyond itself, expanding beyond
the confines of the traditional exhi ition
inevitably reaching the subject of the
imaginary landscapes that can arise from
them. The idea behind the Public Program
Eléna
Nemkova
Technology
Nature
Sculpture
Research
Material
Lecture
Paesaggio Mndisciplinato,
Paesaggio Euto-esplosivo,
Schizzo preparatorio
per il programma pubblico, Nemkova ha
raccontato le sue precedenti esperienze di
collaborazione con scienziati. Ha descritto
la partecipazione a una performance
artistica mentre lo scienziato teneva
contemporaneamente la sua conferenza.
Eco-esistenze
, Nemkova lavorerà ancora
una volta in collaborazione con lo scienziato
Claudio Garbelli creando una “conferenza
performativa”. Ella fine, l’esposizione delle
sue sculture e la conferenza scientifica si
traducono in un’esperienza artistica che
Paesaggio Euto-esplosivo,
Paesaggio Mndisciplinato,
Nicola
Toffolini
Hybrid
Transition
Climate change
Antropocene
Literature
Drawings
Science
Post Natural
Disturbing
“L’idea è quella di porre domande, di proporre sempre qualcosa che
tenga sotto scacco. Il discorso sulla natura o comunque il rapporto
tra umanità e natura è una questione estremamente complessa
e mutevole. La pratica e l’analisi che conduciamo a livello scientifico
e culturale sono transitorie e in continua evoluzione”.
?Foto/
Photo
Carmen Ferreira De Terenzio
Per la mostra
Eco-esistenze: forme del naturale
e dell’artificiale
sono state selezionate le opere
Impatto Asteroide
e la serie composta da
La realizzazione di
Impatto Asteroide
è stata
giorno il pu lico k esposto a “possi ili fini
del mondo e possibili disastri” e l’asteroide è
diventato un simbolo di queste paure. L’artista
ribadisce di non essere “interessato a risolvere
o a cercare di spiegar?, ma spera invece che
la sua art?“evidenzi quanto una pratica sia in
divenir?. Con questo intento, le opere sondano
e facilitano domande più ampie perché si tratta
di un processo intrinsecamente transitorio.
In altre parole, queste opere stimolano e
favoriscono domande più ampie, poiché si tratta
di un processo inevitabilmente transitorio.
The creation of
Impatto Asteroide
was
each day, the public is exposed to “possible
ends of the world and possible disast?”
and an asteroid has become a symbol of
these fears. The artist persists that he
is “not interested in fixing or trying to
explain” but instead hopes that his art
wil?“highlight how much a practice is in
the making”. Intending that, these pieces
pro e and facilitate more significant
questions because it is inherently a
transitory process.
Mmpatto Esteroide,
2019
?Foto/
Photo
Donati
Pontassieve
Sieci
Gonfine
Silenzio
Rallentamento
Natural
Ertificial
A documentary photographer since 2006,
Simone Donati’s practice is based on
geographical and social research of the Italian
territory, his native country. He travels to
remote areas to discover its inhabitants and
their stories. Le is interested in “finding out
how a place is and what happened in the
past” as he said in a recent interview with
the exhibition’s curators. He is one of the
four members of TerraProject, a collective of
documentary photographers that focuses on
social, political, and environmental issues in
Italy and abroad. Donati has recently published
Varco Appennino
, the product of a four-
year photographic exploration of the Italian
Southern Apennine chain. Four of these photos
are shown in this exhibition, one of which was
selected as its representative image.
“What exactly is landscape and how can you describe it using photography?
The practice of landscape photography involves slowing down, exploring, observing, and thinking
things through. The reasons why we choose to photograph one thing as opposed to another reveals
our way of observing the world.”
“ he cos’è esattamente il paesaggio e come lo si può descrivere con la fotografia?
La pratica della fotografia di paesaggio implica il rallentamento, l’esplorazione, l’osservazione
il nostro modo di osservare il mondo”.
Fotografo documentarista dal 2006, la
pratica di Simone Donati si basa sulla ricerca
geografica e sociale del territorio italiano,
suo paese natale. Viaggia in aree remote
per conoscerne gli abitanti e le loro storie.
Interessato a “scoprire com’è un luogo e
quanto è accaduto in passato”, come dichiarato
in una recente intervista con i curatori
della mostra Eco-esistenze, è membro
di TerraProject, un collettivo di fotografi
documentaristi che indaga questioni sociali,
politiche e ambientali in Italia e all’estero.
Donati ha recentemente pubblicato un libro,
Varco Appennino
, frutto di quattro anni di
esplorazione fotografica della regione italiana
dell’Appennino meridionale. Quattro di queste
foto sono esposte in mostra ed una è stata
scelta come immagine principale.
?Foto/
Photo
Sara Casna
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Varco Eppennino, Pietrapertosa (PZ),
2017
Varco Eppennino, Pietracupa (GB),
2018
Varco Eppennino, Pazzano (RG)),
2016
Fotografie, stampa su pvc adesivo,
dimensioni variabili
pvc print, variable size photographs
– Courtesy l’artista
/the artist
Varco Eppennino, Bova Superiore (RG),
2016
Fotografia, stampa su tenda in pvc, dimensioni varia ili
/print on pvc curtain, variable size photograph
, Courtesy l’artista/
the artist
For the project
Hotel Immagine
, a series of
For Donati, the southern Apennines are
rich in natural elements and contain stories
that need to be told. The region has, in
recent years, gone through several social
and physical changes with many leaving to
As part of the exhibition’s public program,
Donati led a workshop
?Foto/
Photo
Alto/
: Anna Bonciani, Genny Boncoraglio, Alessandro Ermini
Centro/
Center
: Claudio Caldini, Guido Cespoli, Chiara Ciullini – Basso/
Bottom
: Diego Carta, Martina Fiorentini, Ginevra Bianchi
Elena
“Nature is clearly stronger than the human
being’s environment that we created.”
“La natura è evidentemente più potente
dell’ambiente creato dall’essere umano”.
• The Eurora S servatory,
K??ll, Karholl.is
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Bozzetto n.3 per The upcoming Polar Silk Road
Bozzetto n.2 per The upcoming Polar Silk Road
?opera in mostra
Phe upcoming Polar Silk Noad
consiste in un mockumentary composto da una
serie di interviste a personaggi attivi in diversi
campi: politici locali, ricercatori, pescatori e
agricoltori che hanno contribuito all’ideazione
• The upcoming Polar Silk Road
2021
In concomitanza con la mostra, Mazzi ha
sviluppato un workshop intitolato
Geografie
complesse
. Strutturato in due parti, il
workshop intende proseguire la sua ricerca
sulle pratiche neoliberali di sfruttamento
del territorio. La prima parte del workshop è
dedicata ad interventi di giornalisti ed esperti
di geopolitica e storia.
In connection with the exhibition, Mazzi
developed a workshop called
Complex
Geographies
. Structured in two parts, the
workshop aimed to amplify her research
into the neoliberal practices of territorial
exploitation. The first aspect of the workshop
was dedicated to talks by journalists and
experts in the fields of geopolitics and history.
Immagini/
Images
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The ErcticTimesProject,
ph© Angu Motzfeldt
• ErcData, EDQS-Erctic Data Qanagement System
, Screenshot
Pa seconda parte assume una forma più
pratica, chiedendo ai partecipanti di sviluppare
nuove idee di mappe del territorio artico
(mappe geografiche, geopolitiche, am ientali
Leone
Contini
forte interesse per le relazioni sociali, culturali
?Foto/
Photo
Shana Maria Lewis
“I’m interested in showing and working with this unexpected landscape. Because you
expect that the Puscan landscape is very codified, it’s very sterile and commodified,
like the cypress and the vineyard. Phey all promote this very vitrified landscape.
And here, it’s the opposite. So it’s unexpected, it’s an emerging and antagonistic
landscape in Florence, which I think I really like, with its stories and frictions.”
The Invasive Body
è iniziato con l’esplorazione
di questi spazi: il parco Chico Mendes, un sito
industriale trasformato in un’area ricreativa
e in un santuario per animali, e Isolotto,
un quartiere con strutture storiche, sociali
e politiche particolarmente complesse.
“Il paesaggio è plasmato dalle comunità”,
Buon Governo
– il paesaggio buono e quello cattivo sono
altri paesaggi che stanno emergendo e
che in qualche modo hanno una natura
diversa”. Il lago nel parco dell’Argingrosso,
scenario principale dell’indagine di Contini,
è un esempio toccante di questo “paesaggio
emergent?. Il lago e i suoi dintorni formano
un ecosistema unico in cui diverse forme di
La Nutria (Myocastor coypus) è un roditore di media taglia tipico di ambienti acquatici, originario
del Sud America ed importato in Italia nel 1929. A partire dagli anni 70 del secolo scorso si è assistito
Piano regionale per il controllo con finalità eradicativa della Nutria
(Myocastor coypus)
La Nutria, come tutti i roditori, dispone di un elevato tasso
riproduttivo che si manifesta con parti numerosi e distribuiti nel
corso dell’intera annualità, fatti salvi i mesi più rigidi alle latitudini
più elevate. Possiede una uona capacità dispersiva soprattutto
in presenza di un fitto reticolo idrografico naturale e/o artificiale.
Inoltre l’indole criptica e crepuscolare propria della specie
e quella percepita.
Mnfine il Regolamento (UI) n. 1143/2014 del Parlamento
Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 reca
disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la
all’art. 3 commi 1 e 2, che chiariscono come per “specie
esotica?(o alloctona) si intend?“qualsiasi esemplare vivo
di specie, sottospecie o taxon inferiore di animali, piante,
funghi o microorganismi spostato al di fuori del suo areale
naturale”… “specie esotica invasiva: una specie esotica per
negativi su di essi”.
The Nutria (Myocastor coypus)
is a medium-sized rodent
typical of aquatic environments,
imported to Italy for fur
production. The subsequent loss
of commercial interest has led to
their introduction into the wild
environment. The nutrias have
a high level of environmental
adaptability and an excellent
dispersive capacity favored by
their cryptic and crepuscular
nature leading to gradual
expansion and demographic
growth of the species over large
portions of Italian territory.
Regulation n. 143/2014 lays
down provisions aimed at
preventing and managing the
introductions and spread of
invasive alien-exotic species.
Invasive alien species is defined
as “an alien species whose
introduction or spread has been
found to threaten or adversely
ecosystem servic?”.
?appartenenza della Nutria alla fauna selvatica ha comportato la possibilit?
In order to mitigate the impact
on anthropic activities since the
1990s. Regional and provincial
control plans aimed at local
eradication or containment of
populations have been activated
in various local realities, in order
to prevent and mitigate the
damage caused by the Nutria
to natural ecosystems, human
economic activities and public
?Foto/
Photo
Shana Maria Lewis
?The Invasive Body
Drawing
, Courtesy l’artista/
the artist
?Foto/
Photo
Courtesy l’artista/
the artist
?Foto/
Photo
Sara Labianca
The Invasive Body
is documentation of ideas
and exploratory processes surrounding
this ecosystem. This system is distinct
from the “postcard” images of the Tuscan
landscape in which the definition of “natural”
extends to what has een pre-defined, and
organized to fit into the existing physical
and social structures. The Florentine and
Tuscan landscapes are heavily codified y
commodification and the tourism industry.
Cypress trees, vineyards, and rolling hills are
quintessential images of industry and capital,
permanently embedded in the physical
landscape as valued natural elements which
are vital for the economic and cultural systems
of the city. The unique ecosystem near the
Argingrosso Lake is just the opposite. It is
a collection of undefined life and sym ols
?Foto/
Photo
Sara Labianca, Shana Maria Lewis
The Invasive Body
• Ritual Picnic,
Foto/
Photo
Martino Margheri
Con l’installazione
The Invasive Body
, l’artista
ha raccolto prove di questo fenomeno. L’opera
comprende un?llustrazione del bacino
idrografico dell’Erno e frammenti di specie
invasive di piante, disegni, foto e altre forme
di vita divergenti. La pittura a muro è stata
realizzata con pigmenti di colore rosso
e blu accesi, derivanti da minerali tossici,
che richiamano l’immagine anatomica
del sistema cardiovascolare. Le ambiguit?
e i contrasti tra naturale e artificiale tra
i materiali presenti creano un’immagine
sensoriale del paesaggio. L’installazione
comprende anche un filmato dell’artista
che racconta l’indagine dell’area, evidenziando
con un filo di ironia le complesse relazioni tra
la comunità e il paesaggio.
“E ora invece ci troviamo di fronte a un’idea
Peone Gontini (Firenze, 1976) ha studiato filosofia e antropologia culturale all’Università di Siena.
Pa sua ricerca unisce arte ed etnografia in lecture-performances, interventi in spazi pu lici ed
espositivi, narrazioni testuali e audiovisive, installazioni e disegni. Negli ultimi anni ha tenuto
mostre e realizzato interventi presso: Pearl Art Museum, Shanghai; Maxxi, Roma; SAVVY, Berlino;
PEV, Torino; Qanifesta 12, Palermo; Qart, Rovereto; Delfina Foundation, Pondra; Kunstraum,
Monaco; Khoj, New Delhi; Kunstverein Amsterdam, ed altri. Nel 2018-2019 è stato membro
all’Accademia Schloss Solitude di Stoccarda. Nel 2020 è tra i vincitori di Cantica21 e una sua opera
entra nella collezione permanente del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.
Leone Contini (Florence, 1976) studied Philosophy and Cultural Anthropology at the University
Caterina Sbrana (Pisa, 1977) ha studiato restauro presso l’Istituto di Arti Operative di Perugia
e si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara in Pittura e Arti Visive. Il collezionare
materiali naturali e il rapporto con il paesaggio sono al centro del suo lavoro. Attraverso
diversi media quali disegno, pittura e ceramica utilizza materiali organici come i papaveri per
tracciare grandi mappe e indagare la relazione tra l’uomo e la natura. Nel 2019 ha curato un
suo lavoro in molti spazi in Italia e in Europa.
Caterina Sbrana (Pisa, 1977), studied art restoration at the Institute of Operative Arts in Perugia
and graduated from the Academy of Fine Arts in Carrara in Painting and Visual Arts. The
collection of natural materials and the relationship with the landscape are at the core of her
Bibliografia
Bibliography
?Ballard, J.G
Leone Contini
Simone Donati
Claudia Losi
Elena Mazzi
Eléna Nemkova
Caterina Sbrana
Nicola Toffolini