(AGENPARL) - Roma, 9 Novembre 2022(AGENPARL) – mer 09 novembre 2022 Servizio Comunicazione e informazione
Stefano Contu
UNIONE Responsabile Ufficio Stampa
Bergamo, 9 novembre 2022
COMUNICATO STAMPA
CGIL CISL UIL contro i comuni di Alzano Lombardo e Albino
Il caro bolletta lo pagano i dipendenti
Il taglio dei buoni pasto vale 10.000 €
“La chiusura degli impianti vale per sole 4 ore settimanali. Il vero
risparmio sulle spalle dei lavoratori”
È tempo di risparmio energetico: così Alzano risparmia 10.000€ grazie al taglio dei buoni pasto
nei confronti dei propri dipendenti, dopo che gli stessi hanno dovuto accettare il piano comunale
per ridurre la spesa energetica, con una rimodulazione dell’orario, e senza che questi stessi soldi
siano destinati a politiche a favore dei lavoratori. È la conclusione cui sono giunti RSU del comune
e rappresentanti di CGIL CISL UIL che denunciano la politica dell’amministrazione del comune
della Valle Seriana che, dietro a misure che dovevano contrastare il caro bollette, sottrae soldi che
sarebbero di competenza dei lavoratori.
“I Comuni di Milano e Bergamo ottimizzano le aperture degli uffici grazie al lavoro agile, altri
invece usano la crisi come pretesto per tagliare i buoni pasto ai dipendenti”, dichiarano infatti,
Fabio D’Aniello, Paolo Agape e Antonio Montanino, che per CISL FP, FP CGIL e UIL FPL hanno
seguito la trattativa con il Comune.
Nel Comune di Alzano Lombardo, infatti, il Segretario Generale, durante l’incontro convocato lo
scorso 24 ottobre per discutere delle misure di risparmio energetico in vista dell’inverno, ha
dichiarato ufficialmente che dal 2 novembre 2022 l’orario dei dipendenti sarebbe cambiato al fine
di ridurre la spesa energetica.
Il nuovo orario prevede una riduzione del servizio nelle ore pomeridiane, “ma a conti fatti lo
spegnimento degli impianti riguarderebbe appena 4 ore settimanali. Il vero risparmio deriva in
realtà dalla mancata erogazione dei buoni pasto che, a conti fatti, arriverebbe a circa € 10.000
annui”.
“Cosa ancor più assurda – continuano i sindacalisti -, l’amministrazione pur dichiarando di voler
adottare politiche per coinvolgere attivamente i lavoratori nelle misure di risparmio energetico, ha
deciso di non destinare tali risorse a favore del personale”.
Un fatto gravissimo, secondo la RSU e le organizzazioni sindacali, se si considera anche “l’ormai
strutturale situazione di carenza di personale all’interno dell’ente, causa di eccessivi carichi di
lavoro da diversi anni a questa parte”.
Una situazione parzialmente analoga, sottolineano ancora le categorie del pubblico impiego di
CGIL CISL UIL di Bergamo, si verifica al Comune di Albino dove al termine del confronto è emerso
che “anche in questo caso, i risparmi derivanti dalla mancata erogazione dei buoni pasto non
saranno destinati ai dipendenti per l’anno corrente, mentre per il 2023 si spera nel ripristino della
situazione previgente”.