
(AGENPARL) – dom 18 settembre 2022 INTERVISTA ALL’ON. RICCARDO TUCCI (M5S) CANDIDATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI IN CALABRIA
Con la campagna elettorale in corso, continua la serie di interviste dell’avv. Emanuela Fancelli ai candidati alle politiche 2022, per offrire ai nostri lettori uno spunto di riflessione in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre 2022.
Uno dei protagonisti di questa campagna elettorale è l’on. Riccardo Tucci (M5S) che, gentilmente, ha risposto ad alcune nostre domande.
Onorevole, dove è candidato esattamente e con quale formazione politica?
Sono candidato alla Camera dei deputati, in Calabria nel collegio uninominale di Vibo Valentia – Gioia Tauro, e nel listino proporzionale, col Movimento 5 stelle.
Qual è l’obiettivo che ha ispirato il programma elettorale?
Abbiamo considerato come stella polare la transizione ecologica, auspicando un passaggio veloce dall’età del fossile all’età ecologica. Per far questo abbiamo necessità di agire su quattro direttrici: a) una riduzione sostanziale della domanda di energia, in particolar modo nei settori degli edifici residenziali e commerciali e dei trasporti; b) un cambiamento strutturale nel mix fonti energetiche a favore delle rinnovabili, insieme a un’estesa elettrificazione degli usi finali di energia e alla produzione di idrogeno verde; c) un aumento dell’assorbimento della CO2 dai suoli forestali e agricoli; d) la progressiva decarbonizzazione dei settori produttivi intesi in senso ampio (industria, agricoltura, servizi. …).
Tenuto conto degli attuali aumenti dei costi e della crisi economica, qual è la riforma che ritiene più urgente per il benessere degli italiani?
In primis a livello europeo serve, come auspicato dal presidente Conte, un Energy recovery fund per tutelare l’intera comunità europea con acquisti e stoccaggi comuni ed un tetto al prezzo del gas che metta al riparo i cittadini dalle speculazioni dei mercati. In secundis occorre una riforma sull’energia rinnovabile a livello nazionale sul modello del Superbonus per portare imprese e famiglie a non essere più dipendenti dal fossile.
Il Reddito di cittadinanza è stato oggetto di numerose critiche, cosa risponde a chi ha definito il reddito di cittadinanza un disincentivo al lavoro?
Il reddito di cittadinanza mancava solo in Italia, durante la pandemia ha protetto 1 milione di famiglie evitando che finissero sotto la soglia di povertà assoluta, come certificato dall’Istat. Stiamo parlando di padri di famiglia che hanno difficoltà a portare un piatto a tavola per sfamare i propri figli. Proprio sulla base di quest’ultima considerazione trovo sconcertante che qualche leader di partito come la Meloni voglia abolirlo definendo questa misura “metadone di stato”. Quello che chiediamo noi del Movimento 5 Stelle è un rafforzamento dei controlli e il miglioramento delle politiche attive nei centri per l’impiego delle Regioni. Nel primo Governo Conte, nel 2019, abbiamo stanziato 1 miliardo di euro per potenziare i Cpi, così da gestire al meglio l’incrocio tra la domanda e l’offerta e fare incontrare i percettori di reddito con i datori di lavoro. La verità è che le Regioni, peraltro quasi tutte in mano al centrodestra, hanno fatto solo 3mila assunzioni a fronte delle 11mila previste.
Lei ha mantenuto un legame con il territorio, in particolare con quello calabrese. Cosa è stato fatto in questi anni per risolvere le problematiche della sua Regione e quali sono i progetti per il futuro?
Mi sono mosso in diversi ambiti, dal lavoro al tema delle infrastrutture. Voglio ricordare l’immenso lavoro fatto per la stabilizzazione e la definizione contrattuale dei lavoratori ex Lsu-Lpu del meridione. Una misura che ha riguardato circa 20mila lavoratori. Ho lavorato per il potenziamento del porto di Vibo marina e, con il collega senatore Giuseppe Auddino, per il rilancio del porto di Gioia Tauro, che annaspava da anni in una crisi profonda. In più ho lavorato per il potenziamento della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, al momento in via di ammodernamento e per l’istituzione dei relativi treni ad alta velocità e ad alta capacità.
Con le dimissioni di Draghi e le elezioni anticipate, l’Italia non ha perso l’occasione di rendere evidenti i problemi dell’attuale legge elettorale o, forse, dell’intero sistema. E’ sufficiente la riforma della legge elettorale per garantire stabilità al Governo oppure è necessaria una svolta radicale, ad es. nella direzione del Presidenzialismo?
La legge elettorale ha evidenti problemi che noi abbiamo provato a sistemare con la nostra riforma a prima firma Brescia, ma non abbiamo avuto il necessario supporto dagli altri partiti. Il presidenzialismo è solo un vezzo della Meloni per dare l’idea di avere veramente in mente la soluzione ai problemi del Paese, ma è evidente che si tratta di un bluff, infatti sentendola nei suoi comizi ci si rende conto che non ha la benché minima idea di cosa fare per il Paese perché passa la metà del tempo a parlare male degli altri partiti. D’altro canto anche gli altri partiti fanno la stessa cosa nei suoi confronti e quando parlano di temi, parlano solo dei nostri. Invito tutti a riflettere su questo punto, se si esclude il prezzo dell’energia, esistono solo tre temi al momento: Superbonus, reddito di cittadinanza e Pnrr, tutt’e tre sono riconducibili al Movimento 5 stelle. Evidentemente non siamo andati così male al Governo come si vuole far credere. Dunque perché votare altri partiti privi di idee che hanno in programma soltanto il miglioramento delle nostre?
A cura dell’avv. Emanuela Fancelli