(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2022(AGENPARL) – mer 25 maggio 2022 PIGNEDOLI (M5S): PROGETTO SILK FAW RISCHIA DI CROLLARE COME CASTELLO DI CARTE
“Viene dai tribunali degli Stati Uniti l’ultima notizia sul progetto per lo stabilimento automobilistico Silk Faw a Gavassa (RE). A pubblicarla è stato il portale Offshore alert: la società statunitense Ideanomics ha citato davanti alla Corte Suprema di New York il signor Jonathan Krane, proprietario della Silk Ev, con sede alle isole Cayman, reclamando la restituzione di 16 milioni di dollari per il prestito da 15 milioni scaduto il 28 gennaio 2022.
Erano soldi destinati all’operazione Silk Faw in Emilia-Romagna, un progetto che sta crollando come un castello di carte. Fino da subito – quando parte di chi avrebbe dovuto controllare arrivavano solo cori entusiastici – io e il giornalista Simone Russo abbiamo segnalato i macroscopici problemi, tanto ha sottoposto un’interrogazione alla Commissione europea. E in Italia, nonostante gli allarmi da noi lanciati, chi doveva controllare non lo ha fatto. Erano evidenti l’evanescenza e i rischi per il Made in Italy del progetto a Gavassa, con finanze provenienti dalla Cina e dal paradiso fiscale delle isole Cayman, con terreni ancora da acquistare e un consumo di suolo smisurato.
Hanno lasciato perplessi il tenace e miope entusiasmo del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, e quello del presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che, aveva promesso 4,5 milioni di euro per il progetto. Ci auguriamo che ora abbiano cambiato idea. Del resto, bastava leggersi le carte. La Silk Ev controlla Silk Faw Automotive Group Italia srl, società sino-statunitense di diritto italiano che ha avuto il permesso di costruire un megastabilimento in cui può produrre praticamente di tutto.
I finanziatori della mega-industria di automobili a Gavassa sono sempre meno credibili. La Commissione europea, dopo una mia interrogazione, ha acceso un faro sulle operazioni societarie legate al progetto Silk Faw in Emilia-Romagna e ai finanziatori cinesi. Ora sarebbe il caso che gli amministratori locali si decidano finalmente a prendere posizione contro il progetto e lo blocchino definitivamente”.
Così in una nota Sabrina Pignedoli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.