(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2022 - (AGENPARL) – ven 20 maggio 2022 Audizione CODIRP Commissioni Riunite 1a Affari Costituzionali e 7a
Istruzione pubblica, beni culturali – Senato
Proposta di Legge S. 2598
“Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36,
recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano
nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”
Comunicato Stampa
Cignarelli (CODIRP) Per il PNRR più competenze
specialistiche e meno burocrazia
Roma, 20 maggio 2022 – Il decreto in esame si propone di rafforzare le capacità
amministrative della PA, funzionali all’attuazione del PNRR. Tuttavia, dalle
disposizioni emerge un disegno che vede piuttosto un rafforzamento
dell’apparato burocratico, confermando un sistema che ha portato la PA
italiana a posizioni in graduatorie internazionali non certo lusinghiere. Più volte
CODIRP ha segnalato che la centralizzazione delle decisioni e dei monitoraggi, la
costruzione di una catena di comando eccessivamente lunga e frammentata non
avrebbero consentito la necessaria spinta sia nella fase progettuale, ma ancor più
nella fase attuativa dei progetti previsti dal PNRR.
Il sottoinquadramento delle competenze specialistiche, l’inidoneità e la
temporaneità delle forme contrattuali di reclutamento dei professionisti e degli
esperti hanno contribuito a rendere poco competitivi e appetibili le procedure di
conferimento degli incarichi, oltre a costituire un freno per lo slancio che l’innesto
di tali figure avrebbe potuto e dovuto portare all’apparato amministrativo
tradizionale.
Il provvedimento in argomento prosegue in non giustificabili percorsi di
precarizzazione del lavoro pubblico esplicitando ad es. all’art. 9 che l’assunzione
deli addetti all’Ufficio del Processo avverrà con contratti di lavoro a tempo
determinato “non rinnovabili”. Non a caso i primi tentativi di “rafforzamento
amministrativo” con questi criteri non hanno avuto i risultati attesi: chi ha
competenze idonee, con curricula spendibili, non trova competitive queste scarne
offerte del sistema pubblico.
Anche in questo disegno di legge, le competenze tecnico specialistiche e
professionali, in più punti del PNRR indicate come la leva di
modernizzazione e rinnovo della PA nonché le gambe sulle quali far
camminare il PNRR, sono inquadrate tra i funzionari con limitate
autonomia e capacità di iniziativa, per di più con contratti a tempo
determinato.
Si sta reiterando lo stesso schema di sempre, mentre invece per
l’effettiva ristrutturazione e riorganizzazione della PA, uno dei passaggi
fondamentali è sicuramente il rinnovo generazionale. Tuttavia, per
rendere appetibile ai giovani l’ingresso nella Pubblica Amministrazione
e scongiurare che i posti a concorso non siano coperti, è fondamentale
che sia garantita una retribuzione adeguata e che siano agevolate le
forme di lavoro agile. Solo attraverso nuovi assunti sarà possibile attuare la
digitalizzazione della PA e avviare nuovi processi ed interconnessioni tra le varie
banche dati della Pubblica Amministrazione. La staffetta generazionale però non
può passare attraverso forme precarie o provvisorie quali contratti di 2
collaborazione o di lavoro autonomo. Lo stesso criterio deve valere anche per i
casi di prosecuzione di lavoratori di maggiore anzianità o di pensionandi.
Ciò sia per garantire un equilibrio nel sistema contributivo sia per consentire la
professionalizzazione dei dipendenti e la qualità delle attività e dei servizi
pubblici. Solo il rafforzamento delle professionalità e delle competenze interne
può garantire la modernizzazione e l’efficientamento della PA, come richiesto
dalla Commissione Europea.
Con riferimento particolare alla Scuola, anche in tale ambito in tema di
reclutamento, si segnala la necessità di superare definitivamente l’annosa
questione del precariato, fenomeno che ha raggiunto cifre notevoli e per il quale
va definito, dunque, un punto di arresto.
Il pool di professionisti, (richiamato nello schema degli artt. 6 comma 5 e 7,
comma 1 lett. c), risponde ad un’esigenza che abbiamo già segnalato quale
fattore di sburocratizzazione e di efficacia operativa, che può essere garantita da
un maggior coinvolgimento delle competenze tecniche.
La proposta di CODIRP è che questi Pool, questi team interprofessionistici
multidisciplinari, articolati sia centralmente sia sul territorio, si correlino
paritariamente e direttamente alla medesima unità centrale/cabina di
regia di riferimento, valorizzando e utilizzando il ruolo e le funzioni di tutte le
componenti professionali pubbliche. Un percorso strutturato, anche per
accorciare e semplificare l’interazione tra Amministrazioni centrali e
territoriali ed evitare interferenze tra le attività ordinarie che le PA
dovranno continuare a svolgere e le attività straordinarie previste dal
PNRR. Allo stesso modo, mediante tali nuclei di professionisti pubblici,
potrebbero essere introdotti più efficienti, rapidi e trasparenti percorsi nei
rapporti pubblico/privati, radicando antidoti e anticorpi istituzionali e
professionali anticorruzione.
Tale approccio potrà determinare un apporto diretto all’economia reale
anche per fare ripartire le piccole imprese, che sono quelle che hanno patito
di più dalla crisi, assicurando migliori e più qualitative interazioni istituzionali tra
tutte le PA coinvolte nell’attuazione di punti del PNRR, eliminando duplicazioni
e sovrapposizioni di ruoli e funzioni, evitando di incidere su risorse e attività
ordinarie delle singole PA, che così non verranno distolte dalle proprie, tipiche
attività istituzionali.
La sfida è quella di liberare le energie interne alla PA e contemporaneamente
raccoglierne i risultati in modo organizzato e costruttivo. Oggi grazie al PNRR vi è
una grande attenzione alla digitalizzazione dei servizi ed alla gestione delle
banche dati, ma occorre non dimenticare la professionalità che richiede la
raccolta e la gestione dei dati perché senza di questa si rischia di ottenere quello
che gli inglesi chiamano “garbage in garbage out”.
Il Segretario Generale Tiziana Cignarelli
