(AGENPARL) - Roma, 5 Ottobre 2021COVID, IADICICCO (ANPIT): “NO AL GREEN PASS. NECESSARIO SCREENING DI MASSA”
Roma, 5 ott – “Noi siamo per il ‘no’ al green pass. E’ uno strumento non idoneo al contenimento del virus, e potrebbe esser superato attraverso un tracciamento di massa che coinvolga le imprese, i lavoratori e lo Stato” – ha dichiarato Federico Iadicicco, presidente nazionale di Anpit Azienda Italia – Associazione Nazionale Per l’Industria e il Terziario – intervenendo in audizione in Commissione Affari Costituzionali in merito al “Ddl estensione certificazione verde Covid-19 e rafforzamento screening”.
“Il green pass – continua Iadicicco – scarica le responsabilità del controllo dalle autorità preposte agli imprenditori. Le aziende si trovano ad effettuare dei controlli sui propri dipendenti con grandi complessità. Ci lascia dubbiosi anche la differenza di durata del green pass tra i ‘vaccinati’, i ‘guariti’ e i ‘vaccinati malati e poi guariti’, non si comprende su quali basi venga posta in essere. Inoltre, per le imprese sotto i 15 dipendenti vi è una norma secondo cui dopo 5 giorni di mancata presentazione del green pass il lavoratore può essere sospeso e sostituito per un massimo di 20 giorni. Ora, – precisa – la preoccupazione è cosa possa accadere al sesto giorno al dipendente che si presenta con un green pass regolarmente ottenuto, attraverso tampone, poiché non sussistono le condizioni sanitarie per allontanarlo dal posto di lavoro anche se il provvedimento lo consente. Ci troviamo di fronte ad una complessità giuridica che sicuramente condurrà verso il contenzioso”.
“Anpit ha a cuore il contenimento della pandemia. – afferma il presidente, che propone – Il green pass può essere superato attraverso uno screening di massa, coinvolgendo imprese, lavoratori e Stato. Gli imprenditori sono disponibili ad anticipare le risorse per un tracciamento totale dei propri dipendenti, introducendo un ‘iper ammortamento’ in 5 anni del doppio del valore del costo del servizio. Sarebbe uno strumento virtuoso – conclude – che permetterebbe di controllare la diffusione del virus e rendere sicuri i luoghi di lavoro, a differenza del green pass che grava sulle spalle dei lavoratori con ulteriori complicazioni e con ricadute giuridiche per le aziende”.