
(Agenparl) – Roma, 02 Maggio 2018 – Durante i primi anni dell’anno 1300, la Repubblica fiorentina costituì un’alleanza di un’organizzazione che serviva a difendere militarmente il contado in caso di guerra contro la vicina Siena. Venne scelto come capoluogo della “Lega di Chianti” Radda, che si alleò con i vicini Gagliole in Chianti e Castellina in Chianti. Oltre alla Lega del Chianti vennero istituite: la Lega di Val di Cintoia e Val di
Robbiana, citata negli Statuti del Capitano del Popolo (1322-1325).
La Lega di Cintoia ebbe un proprio Statuto giurisdizionale e amministrativo e disponeva sui Consigli e sugli
Uffici, si unì alla Lega di Val di Greve, insieme alla quale formò la Podesteria di Val di Greve fino alla
seconda metà del XVIII secolo ;antenata del Comune Grevigiano. La lega del Chianti era costituita da città rurali, denominati popoli, che possedevano un proprio statuto, il più antico risalirebbe al 1384. Il simbolo di riconoscimento di questa Lega, era un Gallo nero su sfondo oro, lo stemma rivisitato nei secoli , divenne simbolo del vino del Chianti classico. La lega durò fino al termine delle lotte tra Firenze e Siena e, poi fu trasformata in una ripartizione amministrativa, soppressa solo nel 1774 dal Granduca Pietro Leopoldo che la suddivise in tre Comuni oggi ancora esistenti. Nel 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III decretò un bando nel quale era scritto che i vini prodotti a Castellina, Gaiole e Radda dovevano essere denominati vini del Chianti. La successiva istituzione della Podesteria del Chianti con sede in Radda, vide ;annessione ai tre comuni della vecchia lega del Chianti e dell’ intero comune Grevigiano, la cui denominazione era priva del suffisso ;in Chianti; in realtà però compreso nello stesso. Con la creazione nel 1932 della zona vinicola Chianti, i quattro comuni vennero inglobati all’interno di una sotto zona denominata Classico. Oggi la ’Lega del Chianti’, corrisponde grosso modo agli odierni comuni di Castellina, Radda e Gaiole. Gaiole in Chianti è un comune italiano di circa 2756 abitanti si trova in provincia di Siena, regione Toscana. Nel XIV
secolo Gaiole e la sua comunità entrarono a far parte della Lega del Chianti, fino al XVIII secolo il mercato
di Gaiole costituiva luogo di importanti scambi commerciali ed era luogo prediletto per riunioni politiche a
testimonianza degli ottimi rapporti che il Comune intratteneva, con il granduca Pietro Leopoldo dopo la
visita di questi nel luglio 1773. All’ inizio del XIX secolo Gagliole, amministrativamente faceva parte della provincia di Firenze, ma in epoca napoleonica, durante il Regno ;Etruria, venne inserito nel Dipartimento Senese e in provincia di Siena rimane tuttora. Per molti anni fu sindaco Bettino Ricasoli soprannominato il Barone di Ferro politico italiano, sindaco di Firenze e secondo presidente del Consiglio del Regno ;Italia dopo Cavour. Nel 1860 avvenne il plebiscito per l’annessione della Toscana alla Sardegna, ma a
causa dell’astensionismo dei votanti tutto rimase invariato.
Il nome del Chianti è legato a un vino ormai famoso in tutto il mondo, tuttavia il Chianti inteso come
territorio, è ancora poco definito, nell’Ottocento, Emanuele Repetti denunciava “un’evidente difficoltà a
classificare in modo preciso questa zona”. Il territorio nel tempo ha subito variazioni passando da vallata a
circoscrizione amministrativa a comprensorio vinicolo, tanto che, si sente spesso parlare dei “tre Chianti”,
secondo la definizione di Renato Stopani. Il territorio del Chianti geografico si delineò a partire dall’VIII
secolo, come testimonianza c’è un’antica attestazione che, documenta una donazione di beni terrieri a favore del monastero di San Bartolomeo a Recavata il 14 luglio 790. Altre attestazioni si hanno solo dall’ XI
secolo, dalla lettura di queste carte si evince che, la zona denominata del Chianti era circoscritta inizialmente alla vallata formata dal torrente Massellone; attualmente da un punto di vista geografico, il Chianti sembra avere solo riferimento sicuro: il crinale dei monti del Chianti. La nascita del Chianti come regione coincidente con una circoscrizione amministrativa si ebbe con la creazione da parte della repubblica fiorentina, della Lega del Chianti, che decise di istituzionalizzare la zona qualificandola come realtà politico-amministrativa dandole precisi confini geografici. A causa della guerra tra Siena e Firenze, terminata con la disfatta della repubblica senese a metà del Cinquecento, molti territori limitrofi furono distrutti o saccheggiati. Nel XVII secolo si costituì il Chianti enologico che sostituì quello storico, ampliandone i confini. Quasi si prova meraviglia nel constatare che il Chianti come vino, rappresenta
un’acquisizione relativamente recente, in quanto in età moderna vennero ritenuti più importanti vini quali il
Montepulciano considerato il re dei rossi Toscani. Per tutelare la produzione vinicola della zona, nel 1716 il
governo granducale emanò un bando, nel quale venivano chiariti una volta per tutte i confini “tipici” del
Chianti, vietando la vendita, sotto questo nome, di vini prodotti al di fuori di questo territorio. Una
denominazione creata non più sulla confini geografici ma su basi enologiche, che sostituì il Chianti
“storico”, fino alla costituzione, nel 1924, del Consorzio Vino Chianti Classico.
Il Consiglio comunale di Gaiole in Chianti ha deciso all’unanimità, nella seduta di venerdì 20 aprile 2018, di
richiedere alla Regione, ai sensi dell’articolo 74 dello statuto regionale, di mutare la denominazione al
Comune, che previo referendum popolare potrà chiamarsi “Gaiole in Chianti Storico”. Questa decisione da
tempo meditata è volta a tutelare l’identità territoriale del borgo, affinchè i confini storici dell’antico borgo
vengano preservati dalle speculazioni commerciali, dopo la proposta avanzata dai sindaci di Barberino val
d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa di aggiungere il suffisso in Chianti al nuovo soggetto amministrativo che
nascerà dalla loro fusione. Il sindaco di Gagliole in Chianti Michele Pescini ha dichiarato che presto la
denominazione del Comune potrebbe cambiare da “in Chianti” a “in Chianti Storico”, ma prima i cittadini
dovranno dichiarare il loro consenso o dissenso con un referendum popolare verso tale decisione. Come
afferma il sindaco Pescini: “Le ragioni storiche sono pesanti, qui nasce il Chianti, un concetto ormai però
lato, diventato un prodotto, solo un vino. E invece parliamo di una terra con una sua storia, abbiamo bisogno
di riconsegnare questa identità a chi l’ha conservata finora”.
E’ chiaro che la seduta del Consiglio Comunale ” del 20 aprile del 2018 ha portato nella zona non poco
scompiglio, in quanto si oppone alle volontà di chi, del territorio ne vuol fare un mero affare, senza
rispettarne la memoria storica. Se non c’è legame col territorio mancano la storia, le tradizioni e senza
memoria, le emozioni. E Gaiole in Chianti ha tutto il diritto di riappropriarsi della sua identità storica anche
perché il suo territorio è conosciuto, al pari della costiera Amalfitana, a livello internazionale da tempi
lontani. E anche i suoi abitanti hanno diritto a scegliere il nome e quindi ben venga il referendum popolare,
una manifestazione di espressione di democrazia dal basso e non le solite imposizioni dall’ alto tipicamente di una nomenclatura tipicamente italiana. E’ altrettanto chiaro che ora spetta agli altri comuni di seguire o meno la proposta del consiglio comunale del 20 aprile 2018 al Consiglio Regionale della Toscana per la variazione della denominazione del Comune di Gaiole in Chianti in “Comune di Gaiole in Chianti Storico”, ai sensi dell’art. 74 dello Statuto della Regione Toscana.
Riflessioni: Art. 1 ultime 3 righe “ precise confini geografici “ ? Art. 2 Riassunto.
Il Chianti “ storico “come composizione integrale prima del diciassettesimo secolo rimaneva in fatti anche nel seguito, dato che gli unici cambiamenti “ denominativi “ e conseguenze riguardavano prevalentemente solo il settore vinicolo. Tutti gli altri componenti hanno perseverato, soprattutto la assolutamente singolare concentrazione di castelli storici come Meleto, Spaltenna, Coltibuono nel territorio di Gaiole, incluso ovviamente Brolio come perno storico nel Regno d’Italia dopo Cavour. Per conclusione Gaiole ha tutto il diritto di fare riemergere anche verbalmente il Simbolo identificativo “ storico “mai perso in una vista integrale del passato. Il suo territorio e considerato anche internazionalmente da tempi lontanissimi un chicco d’oro nella parte interna d’ Italia non meno di quelle della costa Amalfitana da parte mare.
Nonostante comunque di tutti fatti permettenti, ben venga anche il referendum popolare del luogo stesso
come libera espressione veramente democratica, cioè dal “ basso “ ( “proletariamente “detto ) e non solo con un “ permesso “dall’alto ( Istituzione superiore o qualsiasi Nomenclatura ). Le altre parti con diritto di
fatto della zona “ storica “potranno altrettanto liberamente seguire l’esempio verbale di Gaiole o no.