
(AGENPARL) – Ferrara, 16 marzo 2021 – L’improvvisa comunicazione dell’Amministratore Delegato di Eni di voler procedere, nel mese di aprile 2022, alla chiusura dell’impianto cracker di Porto Marghera mette in evidente pericolo la tenuta industriale e produttiva di tutto il sistema dei poli chimici dell’area padana ed in particolare del sito ferrarese. Scelta assolutamente incomprensibile nel momento in cui, tutti si stava aspettando invece, la grande fermata manutentiva dell’impianto veneziano per realizzare gli investimenti più volte annunciati sia per il suo consolidamento produttivo che per la riduzione degli impatti ambientali legati alle sue attività . Abbiamo già sperimentato e vissuto a Ferrara come le fermate programmate del cracker di Marghera mettano in difficoltà la continuità e qualità delle forniture ai nostri impianti. Ci chiediamo pertanto come l’approvvigionamento di materie prime al nostro sito possa essere garantita, anche in considerazione della scadenza dei contratti commerciali di approvvigionamento tra Eni e Lyondellbasell. Solo in termini di costi logistici aggiuntivi quali potranno essere le ricadute sulla tenuta industriale degli impianti di polimerizzazione e ricerca delle due società? Allo stesso modo, in questo quadro di incertezza, avrà ancora senso in futuro fare investimenti a Ferrara, non solo per mantenere le attività oggi presenti, ma soprattutto per favorire una fase di rilancio e riconversione del nostro stabilimento? Il paradosso ulteriore di questa vicenda è che il mercato mondiale delle materie plastiche è in continua crescita, soprattutto nelle filiere a maggiore valore aggiunto come il medicale. Noi cosa facciamo invece, mettiamo in pericolo tutta la catena produttiva a valle degli impianti di polimerizzazione e i trasformatori faranno sempre più fatica a reperire materie prime. Evidentemente la pandemia non ci ha insegnato niente sulla strategicità e sul bisogno di alcune produzioni. Queste semplici e brevi considerazioni ci portano da subito a rigettare la scelta di Eni. Ci attiveremo pertanto da subito, attraverso i tavoli istituzionali, sia locali che regionali, anche per denunciare la pericolosità di certe scelte industriali per la tenuta occupazionale e sociale del nostro territorio. Metteremo in campo poi tutte le iniziative atte a contrastare questo disegno di Eni, coordinandoci con le altre strutture territoriali coinvolte e le Segreterie Nazionali perché in una vicenda come questa il Governo ed i Ministeri competenti devono dare un chiaro orientamento di prospettiva industriale. Già dalla giornata di oggi, contestualmente, ci attiveremo, come fatto per Lyondellbasell, per chiedere alla Direzione di Eni-Versalis un incontro mirato. Ferrara, 16 marzo 2021 Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL Territoriali di Ferrara