(AGENPARL) – Roma, 4 Febbraio 2021
CATANZARO “Un accesso antimafia al Comune di Catanzaro – afferma ancora la senatrice Granato – sarebbe quanto mai opportuno, sebbene devastante per la gestione ordinaria e soprattutto per l’immagine di una città già seriamente provata dal punto etico e morale. Nel mese di dicembre ho presentato una interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere se non reputasse opportuno, nell’ambito delle proprie competenze, sollecitare le autorità amministrative competenti ‘a verificare l’emersione degli elementi di cui all’articolo 143, comma 1, del Tuel, relativi ai collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare, nel Comune di Catanzaro’. Da oggi ad allora non è cambiato nulla, anzi”. “L’inchiesta ‘Basso Profilo’ – sottolinea la senatrice – aggrava ulteriormente il quadro della situazione, la sussistenza di elementi che giustificherebbero un accesso della commissione antimafia a Palazzo de Nobili, e il rischio concreto di uno scioglimento del consesso che vorrebbe dire non poter tornare al voto prima di 18 mesi, mettendo il Comune nelle mani di commissari prefettizi che si limiterebbero alla gestione dell’ordinario”. “Questa maggioranza, quindi, mai come in questo momento- conclude – ha l’opportunità di dimostrare il senso di responsabilità che non ha mai avuto nell’amministrare la città: si dimetta per restituire la parola ai cittadini, e la dignità della politica come servizio, che pensa al bene comune e non agli interessi singoli, quelli che distruggono e rubano il futuro ai nostri figli”. (News&Com)