(AGENPARL) - Roma, 12 Ottobre 2020 - COSENZA “‘Diritto allo studio e prospettive’ questo il tema del tavolo che si è tenuto stamani a Rende, al museo del Presente, alla presenza dell’assessore regionale all’istruzione Sandra Savaglio e di Giuseppe De Cristofaro, sottosegretario del Ministero dell’Università e della Ricerca”. Lo comunica una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale della Calabria. Al tavolo anche i professori dell’Unical Nicola Fiorita e Gianpaolo Iazzolino, delegato del Rettore per il diritto allo studio. “La mia linea è di sostenere la cultura dello scambio tra le università italiane che non si traduca solo in termini di emorragia di studenti dal Sud verso il Nord – dichiara in apertura del suo intervento l’assessore Savaglio -, ma di sinergie e integrazione di sviluppo culturale. Abbiamo il campus più grande d’Italia in Calabria e anche le altre università calabresi forniscono un’alta qualità di formazione. Resto fortemente favorevole alle esperienze di giovani studiosi all’estero, o comunque altrove rispetto alla propria regione, ma l’offerta universitaria della nostra Calabria non teme il confronto con altri atenei italiani, soprattutto per i corsi di eccellenza. Nel diritto allo studio, ritengo fondamentale, non solo aumentare le risorse per Borse di studio, alloggi, mense eccetera, ma continuo a pensare che sia necessario puntare ad un’offerta di alto livello, di qualità”. Con le esigenze sorte dall’emergenza Covid-19, la Regione Calabria ha erogato fondi aggiuntivi utili allo scorrimento delle graduatorie degli idonei, coprendo tutte le richieste. Più di 100 milioni di euro spesi dal 2014 al 2019 per il diritto allo studio, tra FIS, risorse relative alla legge regionale n.39 del 2001, che non sono però bastate a creare le condizioni utili per raggiungere una stabilità relativa ai fabbisogni degli studenti calabresi. “Una legge – secondo Savaglio – che va rivista perché ormai superata dalle condizioni e dallo esigenze attuali. Dai rapporti Svimez ultimamente pubblicati, è emerso che, nel prossimo anno, il Pil decrescerà del 6,4%, il reddito delle famiglie calerà di oltre il 2%. Alla luce di tali prospettive, è credibile presumere che le università del Sud avranno più iscritti e, molto probabilmente, più idonei alle borse di studio. Pertanto Servono sicuramente più risorse”. (News&Com)
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