
(AGENPARL) – Roma, 28 marzo 2020 – Se Cristoforo Colombo fosse vissuto oggi in Italia non sarebbe riuscito neanche a partire a causa delle lungaggini burocratiche.
Da non sottovalutare che allora come ora il più noto tra i navigatori e protagonisti delle grandi scoperte, tra il XV e il XVI secolo che cambiarono il mondo, è dovuto ricorrere ai finanziamenti del re di Castiglia e d’Aragona per realizzare la sua impresa.
Come affermava Albert Einstein «ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido».
Ed è spesso e volentieri quello che succede in Italia. Quanti casi sono venuti alla luce attraverso la stampa di persone che sono dovute letteralmente emigrare all’estero perché in Italia giudicate inidonee e che poi hanno vinto cattedre importanti, master o addirittura sono diventati degli importanti ricercatori di fama internazionale.
Continua la sagra dell’esaltazione degli inutili idioti che in Italia imperversano in ogni campo e che lo rendono un Paese di mediocri.
La mediocrità si vede soprattutto oggi con l’emergenza Coronavirus.
Il non plus ultra della concentrazione della mediocrità si trova nel mondo del lavoro ma soprattutto nella burocrazia italiana, dove questi «pigmei culturali» sono chiamati a decidere, quando effettivamente una buona percentuale di questi soggetti sono stati nominati secondo il principio di Peter, principio che descrive in termini brillanti ed umoristici gli effetti dei meccanismi che governano le carriere secondo il quale «in una gerarchia, ogni dipendente tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza».
È palese che l’incompetenza generi incompetenza facendo fuggire all’estero i migliori cervelli creando un gap culturale e tecnologico non indifferente per l’Italia.
Una burocrazia che è il fanalino di coda dell’Europa, infatti siamo penultimi dopo la Grecia. E questo la dice lunga per quanto riguarda ritardi ed inefficienze che bloccano la crescita del Paese.
In poche parole «una difficoltà per ogni soluzione» secondo quanto è stato attribuito ad Herbert Samuel (politico inglese). Ed è in pratica ciò che avviene in Italia.
Antichi doveri e regole moderne questo dovrebbe essere il segreto del rilancio del Paese.
Solo attraverso un serio ripensamento del sistema Italia possiamo sconfiggere il fantasma della povertà che sta bussando alle nostre porte.
Il vero problema di questo Paese lentocratico è che mentre tutto è diventato difficile, pesante e farraginoso, quello avanza velocemente purtroppo non è l’intelligenza, il benessere e la felicità di un popolo che merita di essere governato saggiamente, bensì la stupidità.
Ma in Italia dove è finito l’Homo Sapiens? Possibile che abbiamo solo uomini e donne autoreferenziali, dove entrambi i sessi sono solo pronti a vantarsi della propria «intelligenza» e delle loro pe(i)rle di saggezza pubblicate nelle loro pagine dei social media?
Sembra che l’incomprensione ed illogicità siano dovuti all’ignoranza.
Scriveva lo storico Marc Bloch «l’incomprensione del presente cresce fatalmente dall’ignoranza del passato».
In altre parole la «coglionaggine» che dilaga a macchia d’olio in questo Paese e che sta facendo precipitare l’Italia nell’abisso.
Oggi chi è che non pensa che i nostri figli vivranno meno bene di quanto abbiamo vissuto noi da ragazzi o peggio ancora dei nostri padri?
È un mondo difficile, molto duro. Siamo riusciti a distruggere la bellezza, grazie alla nostra lentocrazia, dall’ambiente alle nostre città. Possibile che ci siamo ridotti che le rovine della nostra civiltà passate attraggono i turisti e non qualche rara bellezza moderna o contemporanea?
Basta osservare i paesaggi per renderci conto della produzione in quantità industriale della «bruttezza» delle opere moderne ed in particolare di muri di case come Corviale a Roma per citare un esempio, tanto vantata nei decenni scorsi dai pianificatori del territorio e che non fanno altro che porre davanti ai nostri occhi la prova materiale del potere (e dei danni) degli incompetenti.
Dove erano tutti questi «ecologisti militanti de noantri» che oggi protestano sul clima mentre realizzavano decine e decine di «ecomostri» nelle regioni italiane?
Una Nazione che lungi dall’avanzare verso la strada della perfezione, verso la realizzazione individuale e sociale, verso il benessere e la felicità, verso un ascensore sociale mobile che premia le capacità del singolo, siamo lenti, fermi o peggio stiamo correndo a testa bassa verso quanto c’è di peggio con una sorta d’incoscienza ed inconsapevolezza (?) suicida drammaticamente inquietante.
Stiamo davvero assistendo al trionfo dell’egoismo, della cupidigia, dell’imbarbarimento dei rapporti umani, dell’imbruttimento delle città, delle persone, della piattezza e del poco spessore culturale specie nelle élite della Nazione, dell’assenza del gusto, dello spirito di critica, della poca immaginazione, dell’esaltazione della mediocrità?
L’Italia è davvero diventata un paese dove l’idiozia è una potenza tellurica con una tendenza accentuata verso la stupidità eretta a legge, una stupidità che è diventata sistematica e che dilaga come un virus?
D’altronde cosa possiamo aspettarci da un Governo che non riesce neanche a produrre le mascherine per i cittadini….
E come dice un proverbio italiano «Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire».