(AGENPARL) - Roma, 20 Novembre 2019 - CATANZARO «L’approvazione ieri in Consiglio Regionale dell’emendamento proposto dall’onorevole Tallini alla legge istituiva della riserva protetta “Valli Cupe”, con il quale la gestione di questo angolo di Paradiso Terrestre viene sottratta al pubblico (Comune di Sersale) per essere affidata ad una associazione privata (Legambiente Calabria), è la dimostrazione tangibile di quel bieco trasversalismo che tanto male ha fatto alla politica calabrese e alla credibilità della stessa». È quanto scrive in una nota diffusa alla stampa il consigliere regionale e presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta Arturo Bova. «Negli ultimi tempi, alcuni pezzi della maggioranza e pezzi della minoranza, mirabilmente compattati dall’esigenza di approvare leggi di tornaconto elettorale e personale, si accordano trasversalmente in virtù del tanto noto e tanto praticato malcostume del “tu fai un favore a me e io ne faccio uno a te“. Poco importa se la proposta di legge da approvare non risponde agli interessi dei calabresi e, ancor meno, se presenti palesi profili di illegittimità costituzionale ampiamente sottolineati anche dall’ufficio legislativo del Consiglio regionale». «È a tutti noi ben noto che sullo sfondo di questa brutta pagina di politica legislativa, vi sia lo scontro politico tra l’onorevole Tallini e il sindaco di Sersale – prosegue Bova – al quale ultimo non è stato mai perdonato dal primo il passaggio da Forza Italia a Fratelli d’Italia, così come è ben noto che qualche consigliere regionale tesseva sottobanco la tela di un accordo al centro che vedesse tra i protagonisti parte del Pd e parte di Forza Italia». «Sia chiaro che non c’è il benché minimo dubbio sulla capacità e professionalità di Legambiente Calabria di gestire e, al contempo, tutelare le Valli Cupe. Ma occorreva procedere alla stesura di un bando ad evidenza pubblica, anziché procedere mediante assegnazione diretta ed esclusiva, per così come previsto dalla legge voluta dall’onorevole Tallini. Viene spontaneo domandarsi perché sia stata preclusa la possibilità di gestire le Valli Cupe ad altre associazioni come il Wwf, Amici della Terra e così via. Possibile che in Calabria tutto debba avvenire secondo la procedura pericolosissima della “chiamata diretta”? Non è forse questo un profilo di palese illegittimità costituzionale della legge approvata ieri? E il dubbio è ancor più fondato ove si pensi che le stesse perplessità sono state ribadite dall’ufficio legislativo del Consiglio Regionale».
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