
(AGENPARL) – Roma, 19 nov 2019 – Le Associazioni dei Consumatori firmatarie di questo documento, in relazione al DCO 410/19 pubblicato il 15 ottobre 2019 dall’ARERA che prosegue la consultazione sulla regolazione tariffaria dei servizi di distribuzione e misura del gas per il quinto periodo di regolazione, avviata con il DCO 170/19 del 7 maggio, registrano l’inamovibilità della posizione dell’Autorità rispetto all’istituzione di un ambito tariffario specifico per la Sardegna.
Per questo, le scriventi Associazioni intendono ribadire due elementi di criticità che a loro avviso impattano direttamente sui consumatori:
- La previsione di un ambito tariffario specifico per la sola Sardegna, così come previsto, è un inaccettabile elemento di discriminazione nei confronti dei consumatori sardi.
L’ARERA dispone di tutte le indicazioni politiche e normative (SEN e PNIEC) per dare attuazione a quanto stabilito nel Patto per lo Sviluppo siglato nel 2016 da Governo e Regione Sardegna per individuare un meccanismo di socializzazione che assicuri parità di trattamento alla popolazione della regione.Le scriventi Associazioni
RESPINGONO
quindi l’attuale impostazione dell’ARERA e la invitano ad adottare un meccanismo di socializzazione che garantisca ai cittadini e alle imprese sarde un costo del gas naturale paragonabile a quello sostenuto dagli altri cittadini italiani.
- La parità di trattamento tra consumatori deve essere garantita anche in termini di efficienza e qualità del servizio. Il legislatore ha previsto una riduzione degli operatori attraverso le gare d’ambito, che dovrebbero favorire auspicati accorpamenti locali, ma che, ad oggi, non si sono realizzati. Il mercato resta infatti molto frammentato, dando luogo a costi aggiuntivi e livelli di qualità del servizio molto variabili. Questo stato di cose genera inefficienza, poiché a fronte di una totale liberalizzazione del mercato, spesso i piccoli distributori non sono in grado nemmeno di eseguire uno switching.
Siamo di fronte ad un segmento che non è paragonabile a quello della vendita, dove la concorrenza permette la selezione degli operatori, visto che i distributori operano attraverso le concessioni, così da far ricadere le loro inefficienze su tutto il sistema.
Le grandi società di distribuzione, ad esempio, sono obbligate a installare presso i propri clienti gli Smart meters, che consentono letture dei consumi immediate e precise; i distributori più piccoli, invece, non hanno obblighi regolatori in tal senso e non sono in condizione di fare investimenti in innovazione, efficienza e sicurezza delle reti.
Ciò determina disparità di trattamento tra i consumatori, molti dei quali non potranno usufruire di tali innovazioni e quindi di una efficiente gestione dei propri consumi.Le scriventi Associazioni
RITENGONO
non più prorogabile questo stato di cose ed esortano l’ARERA a farsi promotrice di azioni concrete per superare gli ostacoli che impediscono l’avvio delle gare d’ambito e a garantire parità di servizi e di efficienza operativa a tutti i consumatori, in qualunque regione del territorio nazionale.