
GIOIA TAURO Il commissario straordinario all’Autorità portuale è ritornato a ricordare il caso dell’assenteismo record ad agosto: “Senza cultura del lavoro, attività del terminalista vanificata”. “Nel nostro scalo abbiamo assistito ad un tasso di assenteismo di oltre il 15 percento. Si tratta di un dato allarmante che è superiore a quello registrato in qualunque altro porto italiano”. Il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli è tornato a denunciare la vicenda dell’assenteismo registrato tra i portuali nello scorso mese di agosto. In particolare Agostinelli, intervenendo alla festa patronale dedicata a Maria Santissima di Portosalvo, ha richiamato tutti “ad assumere una maggiore responsabilità” e ad acquisire una “cultura del lavoro che si fonda sulla dignità”.
“Credo – ha detto il commissario – che bisogna costruire e seminare, insieme, una migliore cultura del lavoro. Bisogna partire dalla consapevolezza che il lavoro è uno strumento che offre dignità al lavoratore, chiamato però, dal canto suo, a rispettare, dignitosamente, i propri impegni». «È necessario, quindi – ha aggiunto – avere rispetto e coscienza del proprio operato, perché gli investimenti che il terminalista sta affrontando per rilanciare il nostro porto dovranno, necessariamente, generare una maggiore produttività per il bene di tutti”.
“Ma è chiaro che i risultati operativi di uno scalo portuale – ha sottolineato – dipendono, principalmente, dall’impegno assicurato dal capitale umano, altrimenti tutto sarà vanificato”.
Nel contempo, il commissario Agostinelli, rivolgendosi al terminalista, ha evidenziato “quanto sia più opportuno – è detto nella nota – instaurare rapporti diretti con i propri dipendenti e i rappresentanti sindacali, affinché si sviluppi una maggiore e reciproca comprensione dei rispettivi ruoli”.
All’incontro pubblico con la comunità gioiese e i lavoratori portuali, hanno preso parte, anche, Antonio Testi di MCT, il comandante della capitaneria di porto di Gioia Tauro, CF (CP) Giampiero Carbonara, e il cappellano del porto don Gildo Albanese.