
(AGENPARL) – Roma, 05 set 2019 – L’appuntamento è per le ore 20.00 di venerdì 6 settembre presso la Tenuta di Al Bano a Cellino San Marco.
Promotore e organizzatore del premio è il vulcanico Giuseppe Fasano, un grande ceramista grottagliese che ha saputo portare avanti le peculiarità di un’azione artistico-culturale iniziata dal padre Nicola e proseguita dai diretti discendenti. La famiglia Fasano, si tramanda l’arte della lavorazione della ceramica sin dal 1620.
Chi ha conosciuto in vita Nicola Fasano ne parla come di un artista vero, autentico figlio grottagliese, e vero maestro su un duplice fronte. Il primo è stato quello della trasmissione dell’arte ceramica ai figli e ad altri ceramisti, ma ha anche voluto e saputo dialogare con migliaia di studenti, che chiedevano di visitare il suo laboratorio, di conoscere dalla sua voce e di vedere plasmare con le sue mani l’amorfa argilla che, magicamente, acquistava forme e figure di grande fascino.
Chi ha conosciuto il suo storico laboratorio, oggi ritorna volentieri, non soltanto perché il figlio Giuseppe è il degno continuatore della tradizione ceramistica dei Fasano, ma anche per quel clima di grande raccoglimento che il sito offre. Guardando i forni e i resti archeologici di una zona che sfida i secoli, sembra ancora aleggiare la figura ieratica, ma nel senso più semplice dell’espressione di Nicola Fasano.
A lui piaceva fasi vedere dagli studenti, ma anche dai numerosi turisti italiani e stranieri, con il grembiule sporco di argilla, con le mani alle prese con il tornio per dare forma originale a questo prodotto della terra verso il quale non sarebbe male che le nuove generazioni si avvicinassero con un senso di gratitudine e di attenzione per scoprirne i diversi significati.
Se Nicola Fasano è stato tutto questo, era giusto che Giuseppe dedicasse ogni anno al padre uno spazio riservato a coloro che veramente amano la cultura della ceramica e che continuano ad apprezzarne il valore attraverso una produzione che Giuseppe, come già fece il padre Nicola, rende varia ed attraente di anno in anno.
L’edizione 2019 del Premio quest’anno si terra dalle ore 20.00 di venerdì 6 settembre presso la tenuta di Albano Carrisi, Contrada Bosco, a Cellino San Marco.
La scelta della location non è stata casuale. Giuseppe Fasano ed Al Bano sono legati da antica amicizia e i genitori erano accumunati dagli stessi valori.
Cento ettari che parlano del legame che Al Bano ha con la terra e con la natura, della sua storia familiare ed artistica. Nel parco di questa casa da lui stesso disegnata, l’artista si è ricavato degli spazi tutti per sé, sentieri nei boschi, laghetti, collinette come piccoli eremi per la meditazione. A casa Carrisi i cavalli circolano liberi e a rendere unico il posto c’è anche un ulivo cavo di oltre 900 anni.
.Quest’anno, è attesa la “laudatio” che il prof. Francesco Lenoci dedicherà alle due figure principi della serata, Nicola Fasano e Carmelo Carrisi, padre Al Bano.
La serata sarà condotta dalla giornalista Maria Liuzzi, che certamente renderà briosi e piacevoli i vari momenti dell’evento che vedrà alternarsi sul palco, tra le varie e prestigiose premiazioni, le esibizioni dei Terraross, del Duo Panama, di Cinzia Tedesco e della violinista Nancy Barnaba.
Tra i premiati che si alterneranno sul palcoscenico, la cui lista sarà tenuta segreta fino a pochi minuti prima dell’inizio della serata, ci saranno personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del commercio e della società rappresentata dalla magistratura, dal mondo della sanità e dal volontariato che nella provincia jonica sta scrivendo una importante pagina della nostra storia.
L’organizzazione del Premio ha deciso di devolvere parte del ricavato della serata all’Associazione S.I.M.Ba. di Taranto che opera da vari anni presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto con i bambini ospedalizzati in Oncoematologia Pediatrica.