(AGENPARL) – ven 15 ottobre 2021 Sinistra Civica Ecologista: Immobili Larex di Via Fasan, colpo di coda a fine legislatura. Con la delibera di Giunta 244, a seguito del pronunciamento definitivo del TAR, attivate le procedure di rilascio delle palazzine. Ora la palla passa alla prossima Amministrazione. Ogni decisione dovrà essere preventivamente discussa con i cittadini, compresi gli occupanti aventi i requisiti per l’assegnazione, e i residenti in attesa di sanatoria.
Colpo di coda a fine legislatura. Con la delibera di Giunta n. 244, a seguito del pronunciamento definitivo del TAR che ha pesantemente condannato Roma Capitale, sono state attivate le procedure di rilascio delle palazzine di Via Fasan. Va precisato che, per fugare ogni dubbio, quando si parla di rilascio per fine locazione si intende la riconsegna dell’immobile al proprietario e quindi, fatti salvo interventi della nuova Amministrazione, l’irreversibilità del procedimento. Il testo della delibera è molto chiaro e non lascia spazio a dubbi tant’è che specifica come la questione del rilascio degli immobili di Via Marino Fasan nn. 9, 15, 23 e 29 in Ostia Lido sia stata messa all’ordine del giorno della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica della Prefettura di Roma, avvenuta nel giorno 08/07/2021, il quale ha formalizzato di rimanere in attesa di un cronoprogramma sulle attività necessarie per addivenire alla liberazione degli immobili. Il cronoprogramma, almeno nei termini della tempistica, è stato formalizzato da Roma Capitale a fine settembre, a poche ore dal voto, con la delibera 244. La delibera stabilisce che verranno convocati i nuclei familiari aventi diritto, accertati per ogni singolo fabbricato sottoposto al procedimento di rilascio, al fine di concertare l’assegnazione degli alloggi di ERP alternativi disponibili sul territorio del Municipio Roma X e sugli ambiti territoriali limitrofi. Ovviamente non c’è una parola sulle effettive disponibilità immobiliari da utilizzare per la ricollocazione post rilascio e, cosa ancor più grave quando si parla di nuclei familiari aventi diritto, non si includono le eventuali famiglie che risultano occupanti abusive, nonostante abbiano i requisiti per avere una casa popolare, così come non si considerano le famiglie che hanno aderito alla procedura di sanatoria e sono in attesa di risposta. Questi “vuoti” vanno assolutamente colmati perché nessuno deve essere lasciato indietro. Dopo anni di sonnolenza dell’Amministrazione siamo davanti ad un colpo di coda di fine legislatura che non tiene conto delle necessità dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili, ma tiene conto solamente della necessità del Comune di Roma di attenersi alle disposizioni contenute nella sentenza emessa dal TAR a seguito del ricorso promosso dalla proprietà e cioè dalla Larex. La nuova Amministrazione, con un chiaro indirizzo politico, dovrà necessariamente intervenire su questa delicatissima vicenda attivando un tavolo istituzionale di confronto con le parti sociali e gli inquilini che vivono nelle palazzine Larex, quindi concordando ogni proposta abitativa con i cittadini coinvolti dal provvedimento, siano essi residenti regolari, occupanti aventi i requisiti per l’assegnazione di una casa popolare, residenti in attesa di risposta alla richiesta di sanatoria. Manuela Fuso, di Sinistra Civica Ecologista, non lascia spazio ad interpretazioni: “Ogni decisione dell’Amministrazione relativa alle procedure di rilascio degli immobili di Via Fasan dovrà essere discussa e concordata con i cittadini su cui grava il problema. Le persone non sono “cose”, non sono pacchi postali che possono essere spostati da una parte all’altra della città senza conseguenze. La nuova Amministrazione, che speriamo fortemente sia di centrosinistra, avrà come primo dovere quello di tranquillizzare tutti i residenti degli immobili Larex di Via Fasan sia in relazione ai tempi di rilascio degli immobili stessi sia in relazione alla costruzione di un percorso partecipato, inclusivo e aperto anche alle parti sociali, in grado di promuovere soluzioni condivise, concordate con i cittadini, e non calate dall’alto come è tristemente accaduto in passato. Le decisioni dall’alto sono spesso incomprensibili e troppo spesso non rispettose dei diritti dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili”.
Marco Possanzini, per Sinistra Civica Ecologista
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