(AGENPARL) – mar 20 luglio 2021 Nella foto la firma dell’accordo tra Coldiretti e ForGreen per il progetto Energia Agricola a km 0
RINNOVABILI. COLDIRETTI VENETO, BENE LA LEGGE PER LE COMUNITA’ ENERGETICHE, SONO UN MODELLO VINCENTE. LA PRIMA RETE DI ENERGIA PULITA E’ DEGLI AGRICOLTORI.
20 luglio 2021 – Le comunità agro energetiche rappresentano un modello vincente, lo dimostrano da tempo gli agricoltori veneti che hanno destinato i tetti delle loro stalle, dei depositi dei mezzi agricoli e dei capannoni alla produzione solare. Già oggi in Veneto sono circa 4 mila gli impianti fotovoltaici istallati sulle coperture delle stalle – segnala Coldiretti Veneto – contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico della Pianura Padana, evitando l’immissione in atmosfera di oltre 113 milioni di tonnellate di CO2. Proprio Coldiretti Veneto tre anni fa ha messo insieme le aziende agricole che producono energia da fonti rinnovabili per poi alimentare gli uffici centrali, periferici e altri nuclei famigliari collegati realizzando una filiera energetica a Km0 che risparmia circa 400 tonnellate di Co2. Il progetto che si sta allargando anche agli oltre 500 agriturismi di Terranostra Campagna Amica, punta alla produzione di energia pulita per soddisfare gli autoconsumi aziendali e scambiarla con le altre imprese e famiglie del territorio. E’ positivo, dunque, il commento di Coldiretti Veneto relativamente al disegno di legge promosso dalla Giunta della Regione per la creazione di comunità energetiche. Un’iniziativa che recepisce la direttiva europea RED2 sulla promozione delle fonti rinnovabili e della riforma del mercato elettrico, e che traguarda le misure di attuazione dell’imminente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che impegna complessivamente 2,7 miliardi di euro proprio allo sviluppo delle Comunità Energetiche e del fotovoltaico sulle coperture delle fabbricati agricoli. Queste operazioni virtuose confermano che si può produrre energia solare senza distruggere i campi coltivati. Su questa impostazione Coldiretti Veneto è intransigente cosi ritornando sul tema dell’assalto ai terreni agricoli per i parchi fotovoltaici, sollecita l’approvazione di una legge che individua le zone idonee alla installazione di moduli: cave dismesse, tetti dei capannoni abbandonati e zone marginali, preservando le aree agricole lasciando che su di esse possano intervenire le imprese agricole con micro interventi in connessione con l’attività agricola principale.