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Relazione – Relazione sull’attuazione del pilastro commerciale dell’accordo di associazione (AA) con l’America centrale – A/2018 – Commissione per il commercio internazionale

(AGENPARL) – Bruxelles, sab 12 gennaio 2019
sull’attuazione del pilastro commerciale dell’accordo di associazione con l’America centrale

(2018/2106(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la parte IV dell’accordo che istituisce un’associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’America centrale, dall’altra(1),

–  viste la sua risoluzione dell’11 dicembre 2012 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo che istituisce un’associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’America centrale, dall’altra(2), nonché la relazione interlocutoria che la accompagna(3),

–  viste le relazioni annuali della Commissione del 18 marzo 2015, del 18 febbraio 2016 e del 5 aprile 2017 sull’attuazione della parte IV dell’accordo di associazione UE-America centrale (COM(, COM( e COM(, rispettivamente),

–  viste la sua risoluzione del 31 maggio 2018 sulla situazione in Nicaragua(4) e la dichiarazione, a nome dell’UE, del Vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla situazione in Nicaragua del 2 ottobre 2018,

–  viste le risoluzioni dell’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana sulla governance della globalizzazione e sulla responsabilità sociale delle imprese nell’UE e nei paesi dell’America Latina e dei Caraibi (ALC), adottate entrambe il 20 settembre 2018 a Vienna,

–  vista la relazione della Commissione del 9 novembre 2017 sull’attuazione degli accordi di libero scambio 1° gennaio 2016 – 31 dicembre 2016 (SWD(),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 14 febbraio 2018, dal titolo “Capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile (CSS) negli accordi di libero scambio (ALS) dell’UE”(5),

–  viste le sue risoluzioni del 30 maggio 2018 sulla relazione annuale sull’attuazione della politica commerciale comune(6) e del 25 ottobre 2018 sulla gestione corretta della globalizzazione: aspetti commerciali(7),

–  vista la relazione del 14 giugno 2018 sulla quarta riunione del comitato di associazione;

–  vista la relazione, del 13 giugno 2018, al Forum della società civile della quarta riunione della commissione per il commercio e lo sviluppo sostenibile sull’accordo di associazione tra l’Unione europea e l’America centrale(8),

–  vista la sintesi della discussione tenutasi il 16 giugno 2016 in occasione della riunione congiunta dei gruppi consultivi della società civile europea e centroamericana(9),

–  viste le audizioni pubbliche organizzate in seno alla commissione per il commercio internazionale (INTA) in data 20 giugno 2018, 15 marzo 2016 e 27 marzo 2012,

–  vista la sua raccomandazione del 13 dicembre 2017 al Consiglio e alla Commissione a seguito dell’inchiesta in relazione al riciclaggio di denaro, all’elusione fiscale e all’evasione fiscale(10),

–  vista la dichiarazione comune sul commercio e sull’emancipazione economica delle donne in occasione della conferenza ministeriale dell’OMC tenutasi a Buenos Aires nel dicembre 2017,

–  visti l’articolo 52 del suo regolamento, nonché l’articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l’allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell’autorizzazione ad elaborare relazioni di iniziativa,

–  vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A/2018),

A.  considerando che l’accordo di associazione (di seguito “l’accordo”) tra l’UE e l’America centrale è stato il primo accordo di associazione interregionale concluso dall’UE; che si basa su tre pilastri complementari, ovvero il dialogo politico, la cooperazione e il commercio; che il pilastro commerciale dell’accordo (parte IV) era piuttosto esteso e ambizioso in fase di negoziato, ma che, a posteriori, manca di disposizioni aggiornate relative, tra l’altro, al genere e al commercio, al commercio digitale ed elettronico, agli appalti, agli investimenti, alla lotta alla corruzione o alle PMI;

B.  considerando che il pilastro commerciale dell’accordo è stato applicato in via provvisoria per un periodo di cinque anni: dal 1º agosto 2013 con Honduras, Nicaragua e Panama, dal 1º ottobre 2013 con Costa Rica e El Salvador e dal 1º dicembre 2013 con il Guatemala;

C.  considerando che i pilastri del dialogo politico e della cooperazione non sono stati ancora applicati, in quanto non tutti gli Stati membri hanno ratificato l’accordo; che la mancata applicazione dei suddetti due pilastri comporta uno squilibrio tra le questioni legate al commercio e le questioni politiche, ovvero i valori fondamentali dell’UE quali la promozione della democrazia e dei diritti umani;

D.  considerando che l’America centrale costituisce un mercato relativamente ridotto con quasi 43 milioni di abitanti e rappresenta lo 0,25 % del PIL mondiale;

E.  considerando che negli ultimi 15 anni i paesi dell’America centrale sono stati più aperti al commercio rispetto ad altri paesi aventi lo stesso livello di reddito; che tuttavia le importazioni continuano a rappresentare la fonte primaria del commercio con altri paesi;

F.  considerando che il mercato più importante per l’America centrale è la regione stessa e che il mercato comune centroamericano è il secondo partner commerciale più importante per la maggior parte dei paesi della regione, con una quota del 26 % di tutte le esportazioni;

G.  considerando che l’attuazione degli accordi commerciali dell’UE costituisce una priorità fondamentale per il Parlamento, il Consiglio e la Commissione al fine di monitorare, valutare e calibrare la politica commerciale comune (PCC) dell’UE; che la presentazione di relazioni sull’attuazione dell’accordo con l’America centrale rappresenta un contributo utile e tempestivo alla riflessione sulla sua possibile modernizzazione;

H.  considerando che ora vi sono esperienze, dati e informazioni statistiche sufficienti per valutare l’attuazione del pilastro commerciale dell’accordo; che la risoluzione adottata dal Parlamento l’11 dicembre 2012 parallelamente alla sua approvazione dell’accordo ha delineato gli obiettivi del pilastro commerciale e ha incluso suggerimenti sul seguito da dare alla sua attuazione(11), che sono pertinenti per l’analisi in corso;

I.  considerando il parere 2/15 della Corte di giustizia dell’Unione europea del 16 maggio ) ha affermato che la politica commerciale comune è una politica basata sui valori e che la promozione dello sviluppo sostenibile costituisce parte integrante della stessa;

J.  considerando la preoccupante situazione dei diritti umani in diversi paesi dell’America centrale;

Principali conclusioni e raccomandazioni

1.  è del parere che l’accordo miri a conseguire uno dei suoi obiettivi chiave iniziali poiché intende rafforzare il processo di integrazione regionale tra i paesi dell’America centrale fornendo un sostegno alle istituzioni intraregionali, alla cooperazione e al dialogo, contribuendo al conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 21 TUE, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e, nell’ambito del principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo di cui all’articolo 208 TFUE, alla complementarità dei loro settori produttivi, facilitando equi scambi transfrontalieri e promuovendo la crescita economica sostenibile a livello regionale; ribadisce che l’accordo contribuisce al consolidamento della più ampia dimensione strategica del partenariato tra l’UE e i paesi dell’America latina e dei Caraibi (ALC); ritiene essenziale garantire la piena entrata in vigore dell’accordo, che è in attesa della ratifica interna da parte di alcuni Stati membri dell’UE(13), nonché l’attuazione efficace e adeguata di tutte le disposizioni del pilastro commerciale ad opera di entrambe le parti;

2.  rammenta l’importanza di intensificare la cooperazione bi-regionale per preservare e rafforzare il sistema degli scambi multilaterali, in quanto pilastro fondamentale per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e garantire una governance economica basata su regole, che possa assicurare un commercio più equo, inclusivo e sostenibile; ricorda, in particolare, il suo sostegno all’OMC, sottolineando il ruolo che essa svolge nel generare stabilità economica e sostenere la crescita e lo sviluppo; invita le parti a servirsi del dialogo promosso dall’accordo al fine di individuare e sviluppare strategie comuni volte alla necessaria modernizzazione dell’OMC;

3.  sottolinea che l’America centrale è una delle regioni maggiormente interessate dai cambiamenti climatici e dalle calamità naturali ed esorta pertanto a un’attenta indagine sul rapporto tra il cambiamento della destinazione dei suoli, conseguente alla liberalizzazione degli investimenti e dell’accesso alla proprietà, e la diffusione delle monocolture, sulla tutela e l’accesso alle risorse idriche e all’acqua dolce e l’esigenza di mantenere e/o sviluppare i rispettivi servizi pubblici, nonché sulla cooperazione per lo sviluppo di un trasporto pubblico e di sistemi energetici non inquinanti;

4.  evidenzia che l’accordo si fonda su una relazione prevedibile, equa e basata su regole, il che promuove un contesto economico più sicuro tra i partner commerciali fondato sui principi dello sviluppo sostenibile e del rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali e del lavoro, nel rispetto dello Stato di diritto e della buona governance, e sottolinea la necessità di presentare misure anticorruzione efficaci; è del parere che tale prevedibilità favorisca la crescita economica, lo scambio di merci, la fornitura di servizi, la partecipazione ad appalti pubblici, l’attrattiva degli investimenti, la qualità dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni di lavoro e del tenore di vita, anche se i flussi commerciali non sempre evolvono in maniera lineare;

5.  invita la Commissione a presentare relazioni annuali aggiornate e complete sull’attuazione dell’accordo, secondo quanto richiesto nei pertinenti regolamenti di esecuzione; è del parere che le informazioni contenute nella relazione sull’attuazione degli ALS non siano sufficienti (SWD(); osserva che i dati sulle importazioni provenienti dall’America centrale presentano forti fluttuazioni, in quanto le esportazioni si concentrano sui prodotti di base, i cui prezzi sono fondati sul mercato mondiale, o sulle componenti dei prodotti nelle catene globali del valore; incoraggia vivamente le parti, al fine di valutare adeguatamente l’attuazione dell’accordo, ad adottare misure adeguate per migliorare la raccolta e la fornitura di dati statistici regolari, aggiornati, comparabili e attendibili in merito ai settori pertinenti, compresi gli scambi di beni e servizi, gli investimenti e i cambiamenti climatici, nonché al grado di consolidamento delle attività delle PMI, ed eseguire valutazioni sulla base di dati disaggregati per genere; incoraggia inoltre entrambe le parti a monitorare l’attuazione di norme concordate a livello internazionale per la lotta al riciclaggio, così come all’evasione e all’elusione fiscali; rinnova il proprio invito alla Commissione a creare e aggiornare una metodologia comune per la valutazione dell’attuazione degli accordi commerciali in maniera più coerente;

6.  si compiace del fatto che i flussi commerciali tra le parti si siano generalmente dimostrati resilienti, nonostante un contesto economico internazionale sfavorevole; constata che: le esportazioni dell’UE sono aumentate del 22 %, mentre le importazioni da cinque paesi dell’America centrale sono aumentate del 18,3 %; che la destinazione principale delle esportazioni dell’UE verso l’America centrale è il Costa Rica, seguito da Panama e dal Guatemala; e che il principale esportatore di merci verso l’UE è il Costa Rica, seguito dall’Honduras e dal Guatemala; osserva con preoccupazione il significativo calo del 40,4 %, nel 2015, delle esportazioni dal Costa Rica verso l’UE dovuto al trasferimento nel Sud-Est asiatico di uno dei più importanti produttori di attrezzature informatiche, il che ha comportato una riduzione complessiva delle importazioni dall’America centrale pari al 16,8 %;

7.  si rammarica del fatto che né l’America centrale né l’UE si avvalgono pienamente dei contingenti tariffari loro concessi e pertanto chiede che siano identificati i potenziali settori in cui è opportuno incoraggiare ulteriori scambi; si rammarica che le cifre relative ai tassi di utilizzo delle preferenze siano solo disponibili per il Costa Rica; esprime preoccupazione per il fatto che solo il 16,6 % delle esportazioni ammissibili dell’UE verso il Costa Rica abbiano tratto beneficio dall’accordo di libero scambio, mentre la percentuale relativa alle esportazioni dal Costa Rica all’UE si è attestata sul 92 %(14); rammenta l’importanza cruciale di rendere gli scambi commerciali più inclusivi e di agevolare un’adeguata integrazione delle PMI, e in particolare dei piccoli coltivatori agricoli, nelle catene del valore; chiede alla Commissione, a tale riguardo, di adottare misure attive volte ad aumentare le conoscenze e agevolare lo sfruttamento delle opportunità create dall’accordo tra i produttori europei, in particolare le PMI, nell’ottica di incrementare i tassi di utilizzo delle preferenze e l’uso dei contingenti tariffari esistenti;

8.  osserva che i principali prodotti esportati dall’America centrale all’UE sono ancora fortemente concentrati nel settore primario e nei prodotti con un valore aggiunto relativamente basso, ad esempio tessili, caffè, zucchero, parti di ricambio per auto o gamberi, mentre le esportazioni dall’UE all’America centrale sono costituite principalmente da macchinari e apparecchi, prodotti dell’industria chimica o delle industrie connesse e attrezzature di trasporto; rileva tuttavia che l’accordo sta cominciando a contribuire alla modernizzazione e alla diversificazione delle esportazioni con un maggiore valore aggiunto provenienti dall’America centrale, ad esempio aghi, protesi e dispositivi medici, nonché a un aumento delle esportazioni di prodotti del commercio equo e solidale e di prodotti biologici certificati;

9.  si rammarica che né la terza relazione annuale né la relazione sull’attuazione degli accordi di libero scambio dell’UE per l’anno 2016 includano dati pertinenti per la valutazione dei flussi di investimenti; invita la Commissione a includere tali dati nelle relazioni future;

10.  rileva che gli scambi di servizi complessivi dell’UE con l’America centrale sono diminuiti in modo marginale e sembrano concentrarsi a Panama e in Costa Rica, e invita la Commissione a fornire ulteriori analisi specifiche per paese e per settore;

11.  riconosce i progressi compiuti in materia di norme sanitarie e fitosanitarie, regole di origine e ostacoli tecnici agli scambi e invita le parti a rafforzare il sistema di allarme rapido, ad aumentare la trasparenza e a migliorare lo scambio di informazioni sulle procedure e la legislazione interne; osserva che l’America centrale è preoccupata per il nuovo quadro giuridico dell’UE che potrebbe potenzialmente ostacolare le esportazioni di olio di palma; ribadisce la necessità di informazioni tempestive e di maggiori scambi ex ante allo scopo di consentire alle parti di anticipare i cambiamenti e adattarvisi nonché di soddisfare i requisiti giuridici interni;

12.  sottolinea che è necessario compiere ulteriori progressi, ad esempio sulla questione delle imposte discriminatorie sulle importazioni di bevande alcoliche applicate del Costa Rica; è altresì preoccupato per le questioni in sospeso riguardanti un’efficace protezione delle indicazioni geografiche (IG), ad esempio in Costa Rica (Manchego), Guatemala (Parmigiano) o Honduras (elenco delle denominazioni generiche) e raccomanda che siano compiuti ulteriori sforzi per quanto riguarda la conformità;

13.  si rammarica della mancanza di un capitolo specifico sulle PMI nell’attuale accordo e invita la Commissione, il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), gli Stati membri e l’America centrale a includere tale capitolo in una futura revisione dell’accordo; invita le parti a mettere a disposizione delle PMI il supporto giuridico e amministrativo, nonché tutti gli strumenti giuridici e amministrativi, necessari a tali imprese per effettuare scambi commerciali e investimenti nell’ambito dell’accordo, a promuovere maggiori scambi e a migliorare la partecipazione al fine di cogliere i benefici dell’accordo, anche attraverso misure attive finalizzate a promuovere l’internazionalizzazione delle PMI e l’istituzione di punti di contatto e di un sito web specializzato per le PMI; rinnova il proprio invito ad agire per sensibilizzare le parti interessate, in particolare le PMI, riguardo all’accordo e al sostegno disponibile in entrambe le regioni; invita nuovamente ad agire per promuovere la cooperazione per mezzo di risorse tecniche e finanziarie adeguate nei settori strategici in entrambe le regioni;

14.  sottolinea che l’equa e trasparente apertura dei mercati degli appalti pubblici nell’America centrale è cruciale per garantire condizioni di parità alle imprese; è preoccupato che i mercati degli appalti nell’America centrale potrebbero essere aperti anche a livello di governo centrale e regionale;

15.  ritiene che le misure non tariffarie intra-regionali rappresentino un notevole impedimento agli investimenti nell’America centrale; esorta la Commissione ad assicurare che i paesi dell’America centrale agevolino migliori condizioni di investimento e un migliore contesto imprenditoriale locale per gli investitori europei che migliori l’occupazione e le infrastrutture e risponda alle significative esigenze di sviluppo della regione;

16.  insiste su un’efficace attuazione degli impegni specifici riguardanti le disposizioni relative al commercio e allo sviluppo sostenibile, che sono parte integrante dell’accordo e fondamentali per il conseguimento degli obiettivi fissati; prende atto del fatto che la Commissione, nel 2019, effettuerà una valutazione ex post dell’accordo, compreso il suo capitolo sul commercio e sullo sviluppo sostenibile, con la partecipazione di esperti indipendenti, e che dovrebbe effettuare tale valutazione anche in futuro; rammenta che il capitolo sul commercio e sullo sviluppo sostenibile prevede l’istituzione di gruppi consultivi interni (GCI) o comitati competenti per le questioni relative al lavoro, all’ambiente e allo sviluppo sostenibile; si compiace in particolare del fatto che i meccanismi consultivi della società civile sono ormai istituiti in tutti i paesi dell’America centrale; osserva che sono state sollevate gravi preoccupazioni in merito all’indipendenza di tali gruppi consultivi e alla loro capacità di partecipazione in taluni paesi dell’America centrale; deplora, a tal proposito, che le riunioni del comitato di associazione e dei sottocomitati nonché del Forum di dialogo con la società civile non si siano svolte nel 2017 e insiste che le riunioni si svolgano almeno su base annuale; invita le parti dell’accordo a istituire rapidamente i meccanismi e i mezzi finanziari necessari per rafforzare i gruppi consultivi interni, garantendo alle organizzazioni rappresentative della società civile indipendenti una rappresentanza equilibrata delle parti interessate al fine di partecipare in modo adeguato; invita, inoltre, le parti dell’accordo a mettere in atto meccanismi di dialogo efficaci con i gruppi consultivi, nonché con i membri dei diversi sottocomitati, e a includerli nei processi di valutazione ex post, previsti per il 2019; accoglie con favore le raccomandazioni espresse durante la 3ᵃ riunione congiunta dell’UE e dei gruppi consultivi interni dell’America centrale il 16 giugno 2016 e invita le parti ad attuarle; rammenta che il capitolo sul commercio e sullo sviluppo sostenibile include disposizioni giuridicamente vincolanti volte all’effettiva attuazione delle norme di protezione sociale e di tutela ambientale, nonché in materia di lavoro; si compiace del fatto che l’accordo abbia segnato il percorso verso un dialogo regolare sull’attuazione degli impegni condivisi; osserva che il Parlamento ha incoraggiato la Commissione a rafforzare i meccanismi di monitoraggio, attuazione e applicazione dei capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile; si compiace, pertanto, del piano in 15 punti della Commissione per dare maggiore efficacia ai capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile dell’UE e rammenta la necessità di proseguire il dialogo con i diversi soggetti coinvolti, incluso il Parlamento, in merito a un efficace meccanismo di attuazione degli impegni in materia di lavoro e di tutela ambientale inclusi negli accordi commerciali;

17.  invita le parti a riesaminare l’accordo, al fine di introdurre un meccanismo di risoluzione delle controversie appropriato ed efficace, che tenga in considerazione, tra i vari metodi di esecuzione, l’utilizzo di sanzioni in quanto deterrente, come ultima risorsa, in caso di gravi violazioni, e che consenta l’adeguata partecipazione delle parti sociali e della società civile;

18.  esorta l’UE e tutti i paesi dell’America centrale a ratificare e attuare pienamente gli accordi ambientali multilaterali sulla lotta ai cambiamenti climatici, in particolare la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l’accordo di Parigi; sottolinea la necessità che, a tale riguardo, l’UE e l’America centrale intensifichino la loro cooperazione;

19.  prende atto delle diverse relazioni per paese elaborate dall’OIL e delle sfide che ancora permangono; invita i paesi dell’America centrale in cui si registra il fenomeno della violenza nei confronti dei sindacalisti e dei popoli indigeni ad eliminare tali atti di violenza e ad adottare misure legislative per attuare in modo efficace le convenzioni fondamentali dell’OIL sulla libertà di associazione, sulla contrattazione collettiva, sulla non discriminazione e sul lavoro minorile; sottolinea l’importanza di rafforzare le ispezioni del lavoro e migliorare il dialogo sociale;

20.  chiede alla Commissione di assicurare che le merci o parti delle merci prodotte nelle zone di trasformazione per l’esportazione non rientrino tra le tariffe preferenziali dell’accordo, in quanto tali zone sono svincolate dal rispetto delle norme internazionali del diritto del lavoro e delle norme nazionali in materia di ambiente; chiede alla Commissione informazioni concrete sulle disposizioni doganali o di altro tipo applicate per distinguere i prodotti provenienti dalle zone di trasformazione per l’esportazione, e dunque non soggetti all’eliminazione del dazio;

21.  rammenta che le soglie stabilite nel quadro del meccanismo di stabilizzazione per le banane, allegato all’accordo e applicabile fino al 2020, non dovrebbero essere superate e che le parti dovrebbero continuare a fornire statistiche, comprese quelle sul commercio equo e solidale e sui prodotti biologici, anche dopo la scadenza di tale meccanismo; osserva che nel settembre 2018 il Nicaragua e il Guatemala hanno superato le loro soglie (rispettivamente 349 % e 102 %) ed esprime preoccupazione poiché ciò potrebbe avere conseguenze per i produttori europei di banane; ricorda l’impegno assunto dalla Commissione di procedere alla valutazione della situazione dei produttori di banane dell’UE entro il 1° gennaio 2019, al più tardi, e che in caso di deterioramento grave del mercato o della situazione dei produttori di banane dell’UE, può essere presa in considerazione una proroga della validità del meccanismo; rammenta che, alla luce del meccanismo di stabilizzazione e della clausola di salvaguardia introdotti nell’accordo, la Commissione dovrebbe rendere disponibili informazioni più complete e con cadenza regolare in merito a tali sviluppi di mercato, sia al Parlamento europeo che ai settori industriali interessati;

22.  evidenzia che i recenti sviluppi di natura politica ed economica che comportano episodi di violenza, impunità, corruzione, un fragile sistema giudiziario e uno Stato di diritto carente in alcuni paesi dell’America centrale possono anche avere implicazioni economiche che incidono negativamente sulla regione nel suo complesso e potrebbero portare alla destabilizzazione della stessa; è particolarmente preoccupato per l’attuale situazione in Nicaragua e la condanna con fermezza; invita la Commissione e il SEAE a continuare a monitorare attentamente la situazione in Nicaragua e, se necessario, valutare le potenziali misure da adottare alla luce dell’accordo di associazione; rammenta che la clausola democratica è un elemento essenziale di tutti gli accordi dell’Unione con i paesi terzi;

23.  rammenta l’obbligo dell’UE, sancito dall’articolo 8 TFUE, nonché l’impegno da parte dell’UE e degli altri firmatari della dichiarazione di Buenos Aires in materia di commercio e genere, di integrare la parità di genere nella politica commerciale; invita le parti a rafforzare la prospettiva di genere dell’accordo e a promuovere e sostenere l’inclusione, in una futura revisione, di un capitolo specifico in materia di genere;

24.  esorta l’Austria, il Belgio e la Grecia a ratificare l’accordo e ribadisce l’importanza di applicare pienamente le parti rimanenti di tale accordo, compresa la cooperazione in materia di sviluppo commerciale ed economico (articolo 52 e altri);

25.  plaude al fatto che le parti stiano perlomeno avviando le procedure amministrative e istituzionali allo scopo di adottare il pertinente protocollo per l’inclusione della Croazia nell’accordo;

°

°  °

26.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l’azione esterna, agli Stati membri, ai governi dei paesi dell’America centrale, nonché all’Assemblea EuroLat.

(1)
GU L 346 del 15.12.2012, pag. 3.
(2)
GU C 434 del 23.12.2015, pag. 181.
(3)
Relazione interlocutoria dell’8 novembre 2012 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’Accordo che istituisce un’associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’America centrale, dall’altra.
(4)
Testi approvati, P8_TA(.
(5)
GU C 227 del 28.6.2018, pag. 27.
(6)
Testi approvati, P8_TA(.
(7)
Testi approvati, P8_TA(.
(8)
http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2018/july/tradoc_.pdf
(9)
https://www.eesc.europa.eu/sites/default/files/resources/docs/en_joint-document_advisory-groups_16-june-2016_final.pdf
(10)
GU C 369 dell’11.10.2018, pag. 132.
(11)
Parere della commissione per il commercio internazionale, del 19 settembre 2012, sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo che istituisce un’associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’America centrale, dall’altra,
(12)
ECLI:EU:C:2017:376.
(13)
Al 10 settembre 2018, l’accordo è ancora in attesa di ratifica da parte dell’Austria, del Belgio, del Regno Unito e della Grecia. http://www.consilium.europa.eu/en/documents-publications/treaties-agreements/agreement/?id=)
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, “Terza relazione annuale sull’attuazione della parte IV dell’accordo che istituisce un’associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’America centrale, dall’altra”, (COM().

0https://www.eesc.europa.eu/sites/default/files/resources/docs/en_joint-document_advisory-groups_16-june-2016_final.pdf’>https://www.eesc.europa.eu/sites/default/files/resources/docs/en_joint-document_advisory-groups_16-june-2016_final.pdf

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