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ORFANI PER CRIMINI DOMESTICI, LE RACCOMANDAZIONI DELL’AUTORITà GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA

(AGENPARL) – mar 05 maggio 2020 Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
7 . Le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
7. Le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia
e l’adolescenza
Il presente studio nasce dalla consapevolezza della mancanza di un quadro conoscitivo completo
e aggiornato sui bambini e i ragazzi orfani per crimini domestici e ha l’obiettivo di conoscere
più da vicino alcune realtà, per metterne in luce le buone prassi e tracciare la strada per
risolvere le criticità riscontrate.
In continuità con quanto evidenziato dai precedenti studi sul tema14, il quadro emerso individua
le principali criticità nella carenza di dati ufficiali, di interventi multidisciplinari strutturali a
sostegno degli orfani e delle famiglie che li accolgono, di prassi unitarie, nonché di una adeguata
formazione degli operatori sociosanitari. Analoghe criticità sono state evidenziate nel Rapporto
di valutazione del Grevio (Gruppo di esperti sul contrasto alla violenza contro le donne e alla vi-
olenza domestica) sulle misure adottate per dare attuazione alla Convenzione del Consiglio d’Eu-
ropa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (Conven-
zione di Istanbul). Nelle raccomandazioni all’Italia, pubblicate il 13 gennaio 2020, il Gruppo:
– richiede di sviluppare ulteriori soluzioni che offrano un coordinamento e una risposta a
tutte le forme di violenza contro le donne, formando personale specializzato e con il forte
coinvolgimento di tutte le parti interessate, comprese le organizzazioni non governative
impegnate nella lotta alla violenza contro le donne;
– osserva che, sulla base delle informazioni acquisite, è stato difficile valutare fino a che
punto in Italia i bambini e le bambine testimoni di violenza abbiano accesso ad adeguati
servizi di protezione e supporto;
– afferma che un grande ostacolo all’accesso dei servizi è rappresentato dalla mancanza di
una corretta comprensione della violenza e dei suoi effetti sui bambini e sulle bambine da
parte dei professionisti che lavorano nei servizi sociali;
– afferma che per riconoscere la violenza e intervenire adeguatamente e tempestivamente è
necessaria una specializzazione e una formazione sistematica e continuativa che deve avvenire
con una prospettiva di genere, come richiesto dalla Convenzione di Istanbul (art. 15);
– accoglie con favore l’adozione della legge n. 4 del 2018 e invita le autorità ad accelerare
l’adozione dei decreti attuativi al fine di rendere applicabili e concrete le misure di sostegno
previste dalla legge.
14
Baldry, A. C. (2018), op.cit.
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Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
7 . Le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
Il percorso di approfondimento svolto evidenzia la presenza di reti che operano proficuamente
in alcuni ambiti territoriali e l’adozione di specifiche legislazioni e misure di sostegno da
parte di alcune regioni, ma si tratta di situazioni fortemente diversificate sul territorio na-
zionale.
In ambito giudiziario il Consiglio superiore della magistratura, con la risoluzione del 9 maggio
2018 Linee guida in tema di organizzazione e buone prassi per la trattazione dei procedimenti
relativi a reati di violenza di genere e domestica, ha ritenuto necessario promuovere le buone
prassi organizzative al fine di rendere più efficiente ed efficace una risposta di tutela giurisdi-
zionale.
Vista la centralità del tema della tutela delle vittime di violenza di genere e domestica, il
Consiglio ha ritenuto ineludibile l’esigenza di rafforzare la cooperazione interna al sistema giu-
diziario, ossia tra procure ordinarie, tribunale civile e magistratura minorile.
Il Consiglio ha evidenziato che la soluzione del problema è di fatto affidata alla collabora-
zione spontanea e virtuosa tra magistrati dei diversi uffici giudiziari e che il rispetto della
norma contenuta nell’articolo 609 decies del codice penale (che individua l’interlocutore
della procura ordinaria nel tribunale per i minorenni) è di fatto attuato dalla buona prassi
di un’interlocuzione tempestiva e diretta tra magistrati della procura ordinaria e quelli
della procura minorile, potendo quest’ultima garantire il rispetto delle esigenze di segretezza
nonché acquisire le informazioni dirette ad assicurare un intervento tempestivo a tutela
del minorenne.
Il Consiglio ha quindi ritenuto auspicabile, in presenza di competenze concorrenti tra le di-
verse autorità giudiziarie, civili e minorili, “al fine di scongiurare il rischio che nessun giudice
intervenga o che l’intervento sia tardivo, che i capi degli uffici si rendano promotori di
accordi e linee guida, meglio se aventi veste formale e recepite in direttive e circolari dei ri-
spettivi uffici, al fine di garantire una tempestiva cooperazione da parte di tutti i magistrati
competenti”.
Alla luce dei risultati dello studio svolto dal gruppo di lavoro e sulla spinta dei moniti provenienti
dal Gruppo di esperti sull’azione contro la violenza contro le donne e la violenza domestica
(Grevio) e dal Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Autorità garante, nel-
l’esercizio del potere di cui all’articolo 3, comma 1, lettera g) della legge n. 112 del 2011 e al
fine di dare piena attuazione ai diritti sanciti nella Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza del 1989 ha adottato le seguenti raccomandazioni.
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Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
7 . Le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza segnala la necessità
Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia:
• di promuovere l’adozione, d’intesa con la Conferenza Unificata, di linee guida per definire
procedure d’intervento omogenee in ambito nazionale a sostegno degli orfani per crimini
domestici e dei loro affidatari.
Alle regioni e ai comuni:
di dare piena attuazione alla legge n. 4 del 2018 e in particolare di:
• istituire presidi e servizi pubblici gratuiti di informazione e orientamento in materia di diritti
e servizi in favore degli orfani per crimini domestici, nonché di assistenza e di consulenza,
anche con la predisposizione di corsi volti a favorire la formazione dei tutori e dei curatori
speciali;
• favorire le attività delle organizzazioni di volontariato, coordinandole con quelle dei servizi
pubblici;
• acquisire dati sul fenomeno con il coinvolgimento di tutte le istituzioni competenti al fine
di elaborare idonee ed efficaci strategie di prevenzione e contrasto;
• promuovere, anche tramite l’attivazione di protocolli, la costruzione di una rete a sostegno
degli affidatari, che coinvolga anche l’associazionismo, il terzo settore e gli attori della
società civile presenti sul territorio;
• assicurare, tramite i servizi sociali, un adeguato sostegno psicologico e l’accesso alle misure
volte a garantire il diritto allo studio e l’inserimento nell’attività lavorativa anche oltre il
compimento della maggiore età;
• assicurare assistenza gratuita di tipo medico-psicologico, a cura del servizio sanitario nazionale
per tutto il tempo occorrente al pieno recupero dell’equilibrio psicologico degli orfani, con
esenzione dei beneficiari dalla partecipazione alla spesa sanitaria e farmaceutica;
• aumentare il numero degli assistenti sociali sul territorio assicurando una adeguata pro-
porzione rispetto al numero di abitanti;
• salvaguardare la funzione pubblica della tutela minorile e garantire la continuità degli in-
terventi.
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Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
7 . Le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
Al Ministero dell’economia e delle finanze:
• di completare celermente l’iter per l’adozione del regolamento di cui all’articolo 11 della
legge n. 4 del 2018, privilegiando soluzioni che consentano di poter accedere tempestiva-
mente alle risorse e prevedendo meccanismi di armonizzazione con analoghe misure in
ambito regionale.
Ai titolari del potere di iniziativa legislativa:
• di istituire un sistema informativo unitario che contenga una banca dati dei minorenni
privi di un ambiente familiare, basata su indicatori uniformi e comuni a tutto il territorio
nazionale, per monitorare il numero e le caratteristiche dei minorenni fuori famiglia, le
tipologie del percorso di accoglienza, i tempi e le modalità di uscita dallo stesso;
• di facilitare le procedure per dare attuazione ai diritti riconosciuti dalla legge n. 4 del
2018 in favore degli orfani per crimini domestici e a tal fine prevedere che la procedura
di cambio del cognome per gli orfani rientri nelle competenze del tribunale per i mi-
norenni.
Al Ministero dell’istruzione:
• di assicurare la diffusione e l’attuazione delle Linee di indirizzo per garantire il diritto allo
studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine, anche tramite la realizzazione
di corsi di formazione.
Al Ministero dell’interno:
• di riportare nel database dedicato agli omicidi commessi in ambito domestico informazioni
circa la presenza di figli minorenni.
Alle Forze dell’ordine:
• di curare la formazione specifica iniziale e continua degli operatori con particolare riferimento
alle buone prassi da attuare in occasione dei primi interventi in presenza di minorenni figli
di vittime di crimini domestici.
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Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
7 . Le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
Al Consiglio nazionale forense:
• di curare una formazione iniziale e specifica e continua per gli avvocati.
Al Consiglio nazionale degli assistenti sociali:
• di curare una formazione specifica iniziale e continua per gli assistenti sociali.
Al Consiglio superiore della magistratura:
• di verificare l’attuazione della risoluzione sulle linee guida in tema di organizzazione e
buone prassi per la trattazione dei procedimenti relativi a reati di violenza di genere e do-
mestica, assunta con delibera 9 maggio 2018, con particolare attenzione agli interventi re-
alizzati per rafforzare la cooperazione interna al sistema giudiziario tra procure ordinarie,
tribunale civile e magistratura minorile;
• di promuovere il coordinamento tra gli uffici giudiziari in cui pendono procedimenti nei
quali è coinvolto il medesimo minorenne – anche al fine di garantire una celere comunicazione
da parte della procura ordinaria che procede per l’omicidio del genitore al tribunale per i
minorenni – affinché nell’immediato venga avviata una tempestiva azione di tutela e presa
in carico del minorenne e nel prosieguo siano comunicati all’orfano e alle famiglie affidatarie
i permessi premio del genitore omicida e qualsiasi ipotesi di scarcerazione;
• curare una formazione specifica sul tema, iniziale e continuativa, per i magistrati togati e
onorari.
Al Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi:
• di curare una formazione specifica iniziale e continua per gli psicologi.
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