10 Dic 2018
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Niger, La Germania apre base militare a Niamey

(AGENPARL) – Roma, 15 novembre 2018 – I deserti del Niger sono diventati la prima linea della lotto contro lo jihadismo. Qualcuno li ha già chiamati ‘nidi di spie’. Un tempo Capitale ora centro nevralgico di contrabbandieri che muovono immigranti, armi e droga in tutto il territorio ormai terra di nessuno.

E’ da Niamey e lungo le sponde del Niger che spie e negoziatori di ostaggi si riuniscono la notte sulle terrazze illuminate dal chiarore della luna che riflette gli hotel di epoca coloniale, per scambiarsi informazioni utili sulle possibili minacce alla sicurezza. È da qui che si progettano piani segreti per fermare la rotta dei migranti dall’Africa occidentale verso il Mediterraneo ed è proprio da qui che si combatte l’espansione dell’attività terroristica dove qualche nazione è molto preoccupata perchè potrebbe diventare un probabile bersaglio degli attacchi.

E in questo contesto che l’11 novembre la Germania ha aperto una nuova base militare nella capitale del Niger, Niamey.

La nuova struttura militare offrirà una maggiore presenza alla Germania sopratutto in unLa nuova base offre alla Germania una maggiore presenza in una regione ricca di risorse naturali e da cui i migranti raggiungono il Mediterraneo.

Il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen ha incontrato l’omologo Kalla Moutari in Niger per discutere della partnership tra le due nazioni.

“Il Niger, come il Mali e gli altri paesi della regione del Sahel, fa parte del quartiere europeo, un quartiere che deve affrontare sfide senza fine”, ha detto. Ha anche definito il Niger “un partner valido, affidabile e determinato nella lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata e l’immigrazione illegale nella regione”.

Alla cerimonia, la Germania ha concesso 53 mezzi di trasporto militari al Niger, ha inoltre contribuito con 40 uomini stanziati a Niamey.

La Germania è coinvolta in altri progetti di difesa in Niger, quale il potenziamento della parte militare dell’aeroporto di Niamey e la costruzione di una scuola di addestramento ufficiale nella zona.

La Germania fa affidamento sulle risorse naturali della regione africana del Sahel, in particolare del petrolio. Rafforzare le relazioni con il Niger aiuterà la Germania a contrastare i gruppi estremisti islamici e fornirà una sicurezza per l’industria energetica tedesca. E’ chiaro che sostenere le nazioni del G-5 Sahel è un modo molto concreto della Germania di raggiungere questo obiettivo.

Ricordiamo che il G5 Sahel o G5S ( francese : G5 du Sahel ) è un quadro istituzionale per il coordinamento della cooperazione regionale nelle politiche di sviluppo e di sicurezza in Africa occidentale. È stato costituito il 16 febbraio 2014 a Nouakchott , in Mauritania, in un vertice di cinque paesi del Sahel : Burkina Faso , Ciad , Mali , Mauritania e Niger. Ha adottato una convenzione di stabilimento il 19 dicembre 2014 ed è permanentemente seduto in Mauritania. Il coordinamento è organizzato su diversi livelli. L’aspetto militare è coordinato dai capi di stato maggiore dei rispettivi paesi. Lo scopo del G5 Sahel è rafforzare il legame tra sviluppo economico e sicurezza [4] e combattere insieme la minaccia delle organizzazioni jihadiste che operano nella regione ( AQIM , MUJWA , Al-Mourabitoun , Boko Haram ).

Dopo che la Francia è intervenuta contro il terrorismo in Mali nel 2013, il G-5 Sahel è stato formato per combattere le continue minacce provenienti dall’estremismo islamico in tutto il Sahel. Comprende soldati del Niger, del Burkina Faso, del Ciad, del Mali e della Mauritania, finanziati in parte dall’Europa. I fondi dell’Unione europea garantiscono che mentre il G-5 Sahel combatte l’estremismo islamico in Africa, anche altri interessi europei sono avanzati.

Un modo in cui i fondi europei lo fanno è pagando le nazioni per ridurre il numero di migranti che raggiungono il Mediterraneo . Nel 2017 l’UE ha versato circa 1 miliardo di euro al Niger per rafforzare le proprie forze armate per  aiutare ad impedire ai migranti di utilizzare il paese come via per l’Europa. La recente consegna della Germania di 53 camion militari al Niger è probabilmente destinata ad aiutare i soldati del Niger a trattare con i migranti.

L’Africa può sembrare molto distante per qualcuno, ma ciò che sta accadendo in questo momento, influenzerà molto le scelte anche europee e sopratutto italiane.

L’Italia con la sua mentalità ‘di mondo antico’ deve immediatamente cambiare rotta soprattutto per quanto riguarda il sistema difesa perchè gli scenari che abbiamo di fronte ce lo impongono e attendono delle risposte immediate.

L’Italia deve avere una Difesa con D maiuscola. I teatri operativi richiedono competenze e pronte decisioni da parte della Politica e dei Militari e non i soliti tentennamenti come è avvenuto in Libia. Bisogna potenziare gli investimenti nella ricerca e sviluppo, tagliando i rami secchi su programmi che costano più in termini di manutenzione che l’acquisizione di nuova tecnologia o dei mezzi all’avanguardia. Servono Uomini e mezzi. E non mezzi uomini. Più coraggio. Nel frattempo stiamo a guardare, come al solito.

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