(AGENPARL) – Roma,  Lunedì 24 febbraio 2020 – A quanto apprende Agenparl da fonti ben informate, al tavolo del Mise di venerdì 13 febbraio 2020 si è discusso di Semitec. Al di là dei soliti “caffè” dove vengono solo decise le date delle prossime riunioni, non si è concluso nulla, nonostante ci fosse una soluzione operativa individuata dallo stesso fondo IGI Investimenti Group. La soluzione per rilanciare la società e salvaguardare i livelli occupazionali era quella di assegnare, all’interno dello stesso gruppo industriale IGI Inventimenti, le commesse di lavoro – peraltro già aggiudicate – sia con Grandi Stazioni (gruppo Ferrovie dello Stato) che con l’Ater (Regione Lazio). E’ francamente impensabile continuare a proseguire verso un futuro incerto e parolaio in materia di piani industriali e di rilancio delle aziende in questa maniera. Ci sono ben 150 tavoli aperti al Mise che – con molta probabilità – non approderanno a nulla in quanto non ci saranno risposte concrete istituzionali. La Politica deve capire che le risposte alle aziende comprese quelle in crisi sono solo due: denaro o prospettive. E’ chiaro che in questa situazione gli investitori continuano a scappare dall’Italia perché non ci sono le condizioni anche normative per investire in Italia e la sola prospettiva è quella di chiudere le loro aziende. Ma è possibile che in Italia l’unica soluzione è quella di aprire gli ammortizzatori sociali per le aziende in crisi? Il Governo e il Mise dovrebbero riflettere seriamente ma soprattutto intervenire urgentemente, correndo immediatamente ai ripari perché in questa logica del “apriamo i tavoli, prendiamo il caffè e ci vediamo alla prossima riunione” non andiamo da nessuna parte. Purtroppo, è desolante constatare il quadro di un Paese che non è più in grado di attirare gli investitori a cui vanno aggiunte normative che ostacolano di fatto l’esercizio dell’attività di impresa e soprattutto il rilancio industriale delle aziende in crisi che dopo riunioni e riunioni al Mise hanno come unica prospettiva quella di chiudere i battenti e licenziare i dipendenti, scaricando i costi sulla collettività.