(AGENPARL) – sab 15 maggio 2021 CONFERENZA EPISCOPALE CAMPANA
“Non impareranno più l’arte della guerra”
Appello al Governo e al Parlamento affinché l’Italia ratifichi il
Trattato di Proibizione delle armi nucleari
“Alla fine dei giorni” il Signore “sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti
popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno
falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non
impareranno più l’arte della guerra” (Is 2,1.4). Dobbiamo acquisire la
convinzione del profeta e impegnarci a fondo contro la macchina bellica e
l’industria – purtroppo sempre fiorente – delle armi, perché una volta costruite
queste devono sparare o esplodere, altrimenti non le comprerebbe più
nessuno.
Il 22 gennaio 2021 il Trattato di Proibizione delle armi nucleari (votato
all’ONU nel luglio 2017 da centoventidue Paesi) ha assunto valore vincolante
per tutti gli Stati che l’hanno sottoscritto. In forza di ciò, in quegli stessi Stati
sono ormai illegali l’uso, lo sviluppo, l’effettuazione di test, la produzione, la
fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, l’installazione o
il dispiegamento di armi nucleari.
L’Italia, che non sottoscrisse allora il Trattato, potrebbe ratificarlo
adesso: al momento, però, tutto tace nelle nostre istituzioni governative,
mentre invece ci s’impegna ad acquistare nuovi cacciabombardieri per una
spesa complessiva di oltre 14 miliardi. A Hiroshima, il 24 novembre 2019, Papa
Francesco affermò che “l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più
che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni
possibilità di futuro nella nostra casa comune”. È perciò “immorale, come allo
stesso modo è immorale il possesso delle armi atomiche. Saremo giudicati per
questo”. Poche settimane or sono, il giorno di Pasqua, lo stesso Pontefice ha
ribadito che il vero “scandalo”, nell’odierno contesto internazionale, in un
tempo in cui la crisi falcia milioni di persone e molti di più ne getta in povertà,
sta nel fatto che “non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali
militari”.
Unendo perciò la nostra voce a molte altre, chiediamo con forza al
Governo e al Parlamento che l’Italia ratifichi subito il Trattato di Proibizione
delle armi nucleari, receda dall’acquisto di nuove armi e impieghi
diversamente le energie che ora investe nella loro fabbricazione, nella
convinzione che la pace “non si riduce a un’assenza di guerra, frutto
dell’equilibrio sempre precario delle forze. Essa si costruisce giorno per giorno,
nel perseguimento d’un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più
perfetta tra gli uomini” (Paolo VI, enciclica Populorum Progressio, num. 76).
15 maggio 2021
130° anniversario della pubblicazione
dell’eciclica Rerum Novarum