10 Dic 2018
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Libia, l’Italia si deve svegliare e cominciare a tutelare gli interessi nazionali. Perchè è saltato per un disguido l’incontro con Haftar?

(AGENPARL) – Roma, 08 ottobre 2018 – A quanto risulta all’Agenparl sembra che sia stato un “disguido”  a far saltare l’incontro previsto a Roma tra alcune istituzioni italiane e il generale Khalifa Haftar.

L’incontro si sarebbe dovuto tenere ad ottobre e aveva, con molta probabilità, lo scopo di ricucire i rapporti con il Generale Haftar, vista la nota posizione italiana di appoggio nei confronti esclusivi di Fayez Serraj.

Alcuni osservatori pensano che dietro al rinvio dell’incontro ci sia lo zampino della Francia che pensa ancora di tenere in mano la situazione in Libia. La Francia è ben cosciente dell’enorme importanza economica e strategica di questo paese, a differenza degli altri (leggasi Italia).

Ai francesi sfugge che i libici si ricordano che fu proprio la Francia, nel marzo 2011, a dare il via al primo attacco aereo diretto contro le forze terrestri di Gheddafi a Bengasi e che la polizia ha fermato l’ex presidente Nicolas Sarkozy nell’ambito dell’inchiesta sui presunti finanziamenti libici alla sua campagna elettorale del 2007. Secondo alcune voci, Gheddafi avrebbe aiutato Sarkozy a farsi eleggere all’Eliseo, voci che sono iniziate a circolare già a partire dal 2011. Nel 2012 la rivista francese Mediapart ha pubblicato i documenti relativi ad un finanziamento di 50 milioni di euro firmati dall’ex capo dell’intelligence libica Musa Kussa, anche se Sarkozy li definì subito falsi.

Altre male lingue pensano addirittura che si voglia far saltare la Conferenza sulla Libia organizzata dall’Italia a Palermo.

Una spy-story molto interessante dove però l’Italia può giocare un ruolo fondamentale da mediatore decisivo per la risoluzione della crisi in Libia.

L’Italia si deve svegliare e cominciare a tutelare gli interessi nazionali, iniziando a preparare fin da ora la Conferenza, cooperando e ricevendo i parlamentari del Parlamento di Tobruk oppure inviando i suoi rappresentati in Libia insieme con le Persone di fiducia scelti da loro, per ottenere un esito positivo.

E’ questione di pochissimo tempo. Si ascoltino i rappresentanti libici anche perché non si capisce come si possa organizzare con successo una Conferenza di livello internazionale, senza avere la possibilità di dialogare prima con le forze realmente decisive, avendo l’ambasciatore italiano Perrone che non può rientrare a Tripoli, tanto meno alla vincente Tobruk. In quest’ultima, il Parlamento libico ed il suo presidente stanno aspettando da tempo delle risposte dall’Italia alle loro lettere, inviate già ai vertici del precedente Governo italiano.

In poche parole, bisogna fare in fretta visto che in questo contesto la Francia sta continuando a spingere per le elezioni da tenersi a dicembre in Libia (anche se si potesse votare – in pratica – solo una parte di tutta la popolazione potrebbe farlo, ma comunque sempre a favore loro, finora).

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