15 Dicembre 2018
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L’Autorità garante: “I Gruppi di Parola divengano misura strutturale dei piani per l’infanzia e la famiglia”

(AGENPARL) – lun 03 dicembre 2018 L’Autorità garante: “I Gruppi di Parola divengano misura strutturale dei
piani per l’infanzia e la famiglia”

A Roma l’evento conclusivo del progetto promosso da Agia, Università
Cattolica e Istituto Toniolo. Annunciata la pubblicazione di una mappa dei
centri che in Italia realizzano GdP per i figli di genitori separati

I Gruppi di Parola (GdP) sono una risorsa per la cura dei legami familiari
nella separazione dei genitori. Se ne è parlato oggi a Roma, in occasione
dell’evento conclusivo di un progetto nazionale promosso dall’Autorità
garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con
l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo di Studi
Superiori. Nel corso del 2018 sono stati realizzati dieci Gruppi di Parola
nelle tre città coinvolte dal progetto (Roma, Napoli e Milano).

Annunciata la pubblicazione sul sito dell’Agia (www.garanteinfanzia.org
) e dell’Università Cattolica
(www.unicatt.it/consultoriofamiliare
e
https://progetti.unicatt.it/progetti-milan-psicologia-clinica-home) di una
prima mappa dei centri in Italia rilevati dall’Università Cattolica dove si
realizzano i Gruppi di Parola destinata a essere aggiornata dinamicamente.
Da essa è possibile ricavare i recapiti dei GdP regione per regione, ove
presenti.

Al convegno ha preso parte anche Lorraine Filion, prima ideatrice dei gruppi
per i figli di genitori separati in Canada.

“Con i Gruppi di Parola bambini e ragazzi comprendono che l’esperienza della
separazione dei genitori non coinvolge anche altri coetanei. Insieme possono
infatti condividere le emozioni ed esprimere il loro vissuto, con l’aiuto di
professionisti specializzati. Parola, disegno, gioco e scrittura aiutano i
bambini ad affrontare le difficoltà dei cambiamenti familiari e facilitano
il dialogo con i genitori. La proposta che avanziamo è che i Gruppi di
Parola entrino come misura strutturale nei piani nazionali per l’infanzia e
per la famiglia” dice l’Autorità garante Filomena Albano.

Dalla prima mappa a livello nazionale emergono regioni che hanno sviluppato
questa esperienza in maniera significativa ed altre che possono svilupparla.

“Uno degli effetti più rivoluzionari della Convenzione sui diritti
dell’infanzia e dell’adolescenza, della quale è iniziato l’anno che porterà
alle celebrazioni del trentennale, è la promozione di relazioni familiari
non più basate sul concetto di autorità, ma sul concetto di responsabilità
nei confronti dei figli” prosegue la Garante. “Questo porta a mettere al
centro bambini e ragazzi ed evitare che situazioni di conflittualità e di
crisi familiare possono arrecare loro danni. È la stessa direzione che
percorre la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori:
dieci punti fermi che pongono al centro i figli e sono ispirati ai valori
della Convenzione”.

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