(AGENPARL) – lun 20 settembre 2021 GUARDIA DI FINANZA
Nucleo Speciale Polizia Valutaria
COMUNICATO STAMPA
OPERAZIONE ‘’ARALDO’’
N.10 ARRESTI PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA,
USURA ED ESTORSIONI CONDOTTE CON IL C.D. METODO MAFIOSO.
SEQUESTRATO UN BAR-TAVOLA CALDA A VILLABATE (PA)
All’alba di questa mattina, nell’ambito di un’operazione congiunta, i militari del
Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e della
Compagnia Carabinieri di Bagheria e hanno tratto in arresto 10 persone, in
esecuzione di un provvedimento applicativo di misura cautelare emesso su
richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo – Sezione territoriale di
Palermo, di cui 9 in carcere e 1 agli arresti domiciliari. Altre 11 persone sono
indagate a piede libero. I militari, contestualmente, hanno proceduto al sequestro
preventivo di quote di una società, un locale commerciale adibito a laboratorio e
relativo terreno e un bar-tavola calda di Villabate con annesso chiosco, per un
valore complessivo di circa 500.000 euro.
I reati contestati sono, a vario titolo, concorso esterno in associazione di tipo
mafioso, associazione per delinquere finalizzata al delitto di usura, usura
e estorsione aggravate dalla metodologia mafiosa e trasferimento
fraudolento di valori.
L’attività investigativa, iniziata nell’aprile 2018, ha:
– acclarato l’esistenza di un sodalizio dedito all’usura tra i Comuni di Bagheria
(PA), Ficarazzi (PA) e Villabate (PA);
– permesso l’individuazione delle vittime, tutte in evidente stato di indigenza e in
una chiara posizione di insolvenza, costrette a rivolgersi agli arrestati per poter
ricevere dei prestiti con un tasso usuraio variante. Tassi che, a seconda degli
episodi, variavano dal 143% annuo e raggiungevano anche il 5.400% annuo (a
fronte di un prestito di 500 euro, la somma da restituire in soli 4 giorni diventava
di 800 euro). Alle vittime, inoltre, la restituzione della somma di denaro prestata
veniva richiesta mediante violenza o minaccia, a titolo di compendio estorsivo;
– consentito di accertare che le attività illecite venivano svolte con metodologia
mafiosa, atteso che i sodali evidenziavano alle vittime la provenienza mafiosa
del denaro oggetto di finanziamento, con il chiaro intento di incutere timore e di
garantirsi la restituzione degli importi pattuiti.
L’organizzazione criminale, anche con la collaborazione di una funzionaria in
servizio presso la società “Riscossione Sicilia S.p.A.” (che forniva illecitamente
notizie riservate circa le posizioni debitorie di numerosi soggetti), una volta
individuate le potenziali vittime, assicurava loro la possibilità di ricevere dei
prestiti ai tassi usurai descritti.
L’analisi del considerevole materiale investigativo acquisito anche con articolata
attività tecnica e i puntuali riscontri eseguiti dai militari, consentivano di delineare
con esattezza i ruoli ricoperti da ciascuno degli indagati.
Tra i vari episodi estorsivi, in relazione ai quali il GIP ha ritenuto fondati i gravi
indizi di colpevolezza, è stato documentato anche il coinvolgimento di SCADUTO
Giuseppe classe ’46, già capo del mandamento di Bagheria ed all’epoca
sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, il quale delegava
ALCAMO Atanasio classe ’76, già imputato per 416-bis, entrambi destinatari
della misura cautelare oggi eseguita. Sono, inoltre, stati oggi tratti in arresto:
– DI SALVO Giovanni classe ’79, quale capo e organizzatore del sodalizio;
– l’Avv. DEL GIUDICE Alessandro cl. ‘68, in qualità di promotore e procacciatore
di clienti;
– NAPPINI Simone cl. ’71, per esser stato intermediario e erogatore materiale
dei prestiti;
– TROIA Antonino classe ’64, detto ‘Nino’, RIELA Giovanni classe ‘73,
FOCARINO Gioacchino classe ’52, detto ‘Gino’, SAVERINO Antonino classe
’55, detto ‘Nino’, e FUCARINO Vincenzo classe ’47 (agli arresti domiciliari)
coinvolti a vario titolo nell’associazione.
L’indagine, convenzionalmente denominata “Araldo”, è stata avviata focalizzando
inizialmente l’attenzione investigativa sull’Avvocato DEL GIUDICE, pienamente
inserito nel suddetto sistema di erogazione illecita di prestiti, che, in qualità di
legale di un “uomo d’onore” intraneo alla famiglia mafiosa di Misilmeri (PA),