Editoriale, Demoralizzazione, destabilizzazione, crisi e normalizzazione.  Et voilà il Nuovo ordine mondiale è servito?

(AGENPARL) – Roma, 23 settembre 2021 – Chi non è consapevole delle tecniche, tattiche e procedure utilizzate per disinformare che vanno dalle fake news alle bufale tout court di chi ha interesse a manipolare l’informazione vuoi per fare soldi, vuoi per divertirsi e vuoi ancora per ‘provocare’ tensioni sociali.

Oggi l’Uomo occidentale crede di essere molto più informato rispetto al passato, mentre de facto è quotidianamente sottoposto a pressioni esterne con elevati livelli di disinformazione.

Un continuo ‘bombardamento’ di informazioni spesso impazzite, non controllate ed inesistenti ha di fatto sovvertito il rapporto tra verità e menzogne.

Nikita Krusciov, che guidò l’Unione Sovietica dal 1958 al 1964, predisse apertamente la distruzione degli Stati Uniti e disse che sarebbe avvenuta nel modo in cui ogni società alla fine crollerà. 

Disse «conquisteremo l’America senza sparare un colpo. Non dobbiamo invadere gli Stati Uniti, ti distruggeremo dall’interno». Krusciov stava parlando di un intero sistema di indottrinamento e acquisizione marxista che avevano perfezionato ed eseguito paese dopo paese durante il XX secolo.

Il disertore sovietico Yuri Bezmenov, un ex agente del KGB e propagandista russo di alto livello, fuggì in Occidente nel 1970.

Bezmenov avvertì gli USA delle tattiche del KGB utilizzate per sovvertire una nazione di cui era stato testimone in prima persona.

E’ un processo pianificato per alterare il modo in cui le persone pensano per uno scopo particolare, che è quello di influenzare un cambio di regime. È effettivamente il lavaggio del cervello della società, una trasformazione lenta e metodica. Coloro che conducono questa sovversione ideologica sono molto pazienti nell’impiegare questa tattica per decenni.

La sovversione ideologica ha quattro fasi e segue la dialettica hegeliana, una tattica a lungo sfruttata da marxisti per controllare le persone.

Fase 1. Demoralizzazione.

Questa è la fase della distruzione della fiducia nel governo e nella società. Credere che la società sia in crisi, che i sistemi stiano fallendo e che il patriottismo siano negativi se non addirittura malvagi, sono le tre convinzioni chiave che vengono promosse per creare sensi di colpa generalizzati. Ciò porta all’accettazione di idee radicalmente nuove perché si ritiene che l’attuale struttura sia dannosa. La morale tradizionale giudeo-cristiana, l’educazione classica e il patriottismo vengono mano a mano messi da parte.

Fase 2. Destabilizzazione. 

Con la capacità decisionale delle persone influenzata negativamente dalla demoralizzazione, il passo successivo prende piede: la destabilizzazione delle fondamenta della nazione. La destabilizzazione induce i cittadini a credere il peggio di ciò che sentono sulla loro nazione e forma di governo. I sostenitori dei valori tradizionali e delle strutture fondamentali nella nazione sono ostracizzati e persino demonizzati.

Fase 3. Crisi.

I valori alterati minano alla radice i sistemi attuali. Lo sconvolgimento presenta l’opportunità di cambiamento. Una volta che una società è destabilizzata, inizia a sprofondare nel caos. A questo punto, i cittadini vogliono che il governo dia stabilità. Lo stiamo vedendo con alcune società demoralizzate e destabilizzate che rispondono con paura e panico alla “pandemia”. In particolare, i cittadini di queste società stanno volontariamente barattando i diritti civili e le libertà con l’autoritarismo che credono li terrà al sicuro. La componente dell’informazione e della messaggistica in tutto questo è fondamentale. I media mainstream e la loro programmazione quotidiana giocano un ruolo chiave nell’inquadrare la situazione descritta come se fosse la verità.

Fase 4. Normalizzazione.

La “nuova normalità” è un termine che abbiamo sentito costantemente ed è una descrizione accurata di ciò che riguarda la fase di normalizzazione. Quando il governo e le strutture sociali sono cambiati per limitare la libertà, ai cittadini viene detto che la trasformazione radicale è “come deve essere”. Ironia della sorte, è descritto come normale quando non è affatto normale. La normalizzazione crea una nuova linea di base per ciò che una nazione accetterà, valuterà e promuoverà. A questo punto il ciclo è completo.

Questi passaggi vengono ripetuti più volte, portando un risultato maggiore ad ogni ciclo fino a quando non si verifica un collasso controllato. E molte società potrebbero essere sull’orlo del collasso in questo momento, a meno che non ci svegliamo collettivamente alla realtà e non prendiamo posizione per fermare l’autoritarismo.

La dialettica hegeliana è il quadro per guidare i pensieri e le azioni delle persone nei conflitti che li portano a una soluzione predeterminata.

Chi vuole attuare questo sta usando questa tattica per creare paura, aizzare cittadini contro cittadini e dividere la loro società. 

Una casa divisa non può reggere. 

Se le persone non capiscono come la dialettica hegeliana modella le loro percezioni, allora non sanno che stanno solamente aiutando ad attuare l’agenda che qualcuno ha già dettato precedentemente: cioè quella di condurre l’umanità in una dittatura, sia essa comunista o globalista. E per dirla in maniera più esplicita stanno portando l’Umanità verso il Nuovo Ordine Mondiale.

Dobbiamo uscire dalla dialettica in modo da poterci liberare dai limiti del pensiero controllato e guidato dall’Agenda che diligentemente molti ‘bravi governanti’ stanno attuando in tutto il mondo.

La cosa più importante di una Nazione è la libertà. 

Ed è proprio la libertà che si frappone alle persone assetate di potere e i loro obiettivi di dominio del mondo. 

Et voilà il Nuovo ordine mondiale è servito? Tutti pazzi?

Le persone assetate di potere sono i veri nemici che stanno cercando di convincerci che siamo pericolosi e che un grande governo e il controllo delle vite dei molti da parte di pochi è la soluzione migliore per curare ciò che ci affligge. 

Dobbiamo riconoscere tutti che stanno armando una profonda crisi e questa ‘storia’ è una bugia.

I burocrati dei vari governi stanno sistematicamente etichettando ed emarginando  chiunque la pensi in modo contrario affermando che queste persone hanno oltrepassato i propri limiti costituzionali e quindi definiti come nemici dello Stato e cioè dei ‘terroristi’.

Quindi è normale che tutte quelle persone amanti della libertà e dei principi costituzionali che stanno combattendo oggi questa ‘guerra’ vengano definite il male assoluto.

Tutto ciò che serve perché il male prosperi è che le persone buone non facciano nulla. 

Tante persone hanno sacrificato molto e a volte se stessi per garantire le nostre libertà e preservarle per le generazioni future. Molti di noi hanno perso una persona cara su un teatro operativo, per una malattia o è deceduto mentre svolgeva il proprio dovere nel proprio Paese per la sicurezza di noi cittadini. 

Come onoriamo il loro sacrificio e quello di tanti altri? Ci alziamo per difendere la libertà, il lavoro e i nostri diritti inalienabili sanciti nella nostra Carta fondamentale? Oppure attuiamo la solita politica dello struzzo?

Di certo che se le libertà e i diritti dovessero essere persi, non sarà sotto i miei occhi.