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DL RILANCIO, BRANCACCIO (LEGALE): LA SCUOLA E’ IL NOSTRO FUTURO

(AGENPARL) – Roma, 13 maggio 2020 – L’Agenparl ha rivolto all’Avv. Graziella Brancaccio, patrocinante in Cassazione del Foro di Roma, alcune domande sul Decreto Rilancio ed in particolar modo sulle problematiche legate alla scuola. L’avvocato Brancaccio è un esperto delle tematiche relative alla scuola ed ha pubblicato alcuni articoli.

Domanda. Entro poche ore dovrebbe essere licenziato il decreto rilancio. Secondo le indiscrezioni, il Governo dovrebbe stanziare 1,5 miliardi in favore della scuola con stabilizzazione di precari e nuovi concorsi ed un aumento di 331 milioni del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche al fine di assicurare la ripresa dell’attività in sicurezza. Cosa ne pensa? Una misura sufficiente?

Brancaccio. Per esprimere un giudizio di sufficienza, congruità o abbondanza, occorrerebbe conoscere i programmi allo studio del Governo per il sostegno della scuola, ma dei quali non si è ancora minimamente parlato, al di là di improbabili ipotesi di turnazione tra DAD e scuola in presenza.

Ciò che si può dedurre in base alle indiscrezioni è che gli stanziamenti siano previsti in favore della sola scuola statale, con esclusione di ogni tipo di sostegno in favore della scuola paritaria. Una scelta molto discutibile, a mio avviso, che assegna alle scuole paritarie l’immagine di un vezzo per pochi, piuttosto che una vera risorsa per l’insegnamento e la libertà di pensiero.

Domanda. In quale prospettiva la scuola paritaria può considerarsi una risorsa per la scuola statale?

Brancaccio. Le scuole paritarie, in Italia, gestiscono un’utenza di quasi 900mila studenti, occupano circa 180mila unità tra personale docente e non docente, mettono a disposizione 12.564 istituti. Dimensioni e strutture di per sé capaci di determinare il collasso definitivo della scuola statale. Ma non solo. Le scuole paritarie offrono servizi aggiuntivi indispensabili (specie nelle prime fasce d’età) per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.

Ma non è solo una questione di numeri.

La scuola paritaria garantisce il rispetto di valori costituzionali di origine ottocentesca ed irrinunciabili in uno Stato di diritto: libertà di insegnamento, libertà di opinione e di espressione, libertà nei valori e nella facoltà di dissenso rispetto a propagande ideologiche statali. La democrazia, fondamento irrinunciabile della nostra Costituzione, si fonda sulla pluralità.

Un insegnamento accentrato nelle mani dello Stato ricorda ben altre ideologie e forme di Governo.

Di fatto, la mancata erogazione di fondi in favore delle scuole paritarie, in un momento di tale crisi di liquidità, determina l’avvilimento delle istituzioni, la frustrazione dei valori costituzionali (3,19, 21,33) la inesorabile interruzione di un servizio pubblico.

Perché, ricordiamolo, la legge italiana, approvata con iter parlamentare, individua come “obiettivo prioritario l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita” (art. 1 legge 62/00). La stessa legge assicura “piena libertà alle scuole paritarie per quanto concerne l’orientamento culturale e l’indirizzo pedagogico-didattico”(art. 3 legge 62/00). Tali scuole, secondo l’espresso dettato normativo, svolgono un servizio pubblico.

In una situazione emergenziale, il Governo avrebbe l’obbligo, a mio avviso, di attenersi all’esecuzione dei principi espressi dalle leggi parlamentari, secondo i compiti che gli sono propri, secondo Costituzione.

Domanda. Quale futuro per la scuola?

Brancaccio. Attualmente si respira un inconcepibile clima di tensioni. Sembra che le scuole paritarie non vogliano esporsi nei confronti delle istituzioni, ma nel contempo chiedono alle famiglie, già piegate dalla crisi, un “benevolo e volontario contributo”.

Ho letto diversi contributi, anche su quotidiani di ispirazione cattolica, ma non ho evidenza di alcuna formale richiesta o coinvolgimento da parte delle istituzioni direttamente interessate né delle loro associazioni di categoria.

Eppure la posta in gioco è alta: la libertà di pensiero e l’offerta formativa per i nostri ragazzi. Valori altissimi, non solo per la nostra tradizione rinascimentale, ma per gli smacchi che la nostra classe politica determina peccando in difetto di erudizione e consapevolezza.

Abbiamo avuto Ministri che hanno camuffato i curricula, Parlamentari privi di conoscenza delle Istituzioni democratiche…la cultura, nella Patria dell’Umanesimo, sta vacillando. E questo può essere solo l’inizio di una miserevole fine.

La scuola è la speranza del nostro futuro.

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1 comment

Salvatore 13 Maggio 2020 at 19:16

Condivido pienamente il tuo pensiero in
merito alle problematiche della scuola.

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