(AGENPARL) – ven 30 luglio 2021 > Da vent’anni le Case famiglia attendono risposte concrete dall’amministrazione capitolina ma, lo sottolineo, mai come in questo contesto storico abbiamo assistito ad un’indifferenza profusa nei confronti di questi luoghi, le cui tariffe sono bloccate da antica delibera e i cui finanziamenti sono rappresentati da cifre a dir poco ridicole (105,28 e 140, 37 € stanziati al giorno). Le Case famiglia sono 60 in tutto il Comune di Roma e garantiscono un’opportunità concretamente differente dalle RSA. Sono piccoli appartamenti non sanitarizzati dove le persone con disabilità imparano a riappropriarsi del proprio spazio, del proprio tempo, della propria autonomia, indipendenza, autodeterminazione. Non solo, attraverso queste realtà abitative si cerca di dare risposta ai quesiti presi in carico ad oggi, da nessuno, sul tema del Dopo e durante Noi quanto diritto alla vita adulta, fondamentale per la famiglia di una persona con disabilità. Ha ragione l’amico Berliri nel constatare che governare significhi scegliere da che parte stare. Scegliere, e agire. Si chiede che le rette vengano adeguate entro dicembre 2021 ai reali costi. Ci sono infatti costi nascosti non più tollerabili, del tutto a carico all’ente di terzo settore. In questo modo l’abitare assistito non diventerà mai un diritto per le persone con disabilità, per chi vive l’esperienza della malattia mentale o per gli anziani non autosufficienti. Rischiamo di proseguire nel unica strada rimasta:l’economia di scala che rimette in gioco esclusivamente le grandi strutture, al contrario di quanto previsto dal PNRR. Si scelga da che parte stare, governare è questione seria. E’ con gioia e fervore che mi unisco alle parole di Luigi Vittorio Berliri, Presidente dell’Associazione “CASA AL PLURALE”, che ha inviato una lettera a tutti i candidati a Sindaco della Capitale. Così in una nota Pietro Vittorio Barbieri