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Difesa, Usa: U.S. Special Operations Command chiede di riprodurre alcune armi ‘estere’ negli Stati Uniti

(AGENPARL) – Roma, 10 ottobre 2018 – E’ uno scenario possibile quello che sta vedendo USSOCOM (U.S. Special Operations Command) chiedere alle varie società americane se sia possibile in tempi relativamente rapidi progettare e quindi poi produrre a livello nazionale delle armi di modelli stranieri più noti, quali ad esempio la mitragliatrice russa. Perchè le forze speciali americane interessa fabbricare questo tipo di armi?

Alcuni video girati in Siria in Iraq eed in altri teatri operativi ritraggono combattenti con mitragliatrici russe montate sui pickup e questo significa che quando le forze speciali li sequestrano per poterle riutilizzare necessità di pezzi di ricambio e munizionamento di origine russa. A questo punto USSOCOM ha pensato bene di cercare di fabbricarle, anzichè comprarle.

L’obiettivo è sviluppare una capacità interna innovativa per produrre dei facsimili completamente funzionanti di armi estere che siano uguali o superiori di quelle che vengono attualmente prodotte a livello internazionale, secondo la proposta di ricerca dell’innovazione Small Business di USSOCOM .

Più specificamente, USSOCOM vuole che le compagnie americane esplorino se sia possibile “decodificare o riprogettare e produrre a livello nazionale le seguenti armi di tipo straniero: mitragliatrice leggera alimentata a cintura da 7,62 × 54R che assomiglia a un PKM (Pulemyot Kalashnikova Modernizirovany) e 12.7 × 108mm mitragliatrice pesante che assomiglia a un NSV progettato in Russia (Nikitin, Sokolov, Volkov). ”

I candidati per il progetto di ricerca devono produrre “cinque prototipi completamente funzionanti, per includere il lancio di munizioni vere, di un’arma straniera simile alla forma, all’adattamento e alla funzione di una mitragliatrice pesante NSV da 12,7 × 108 mm di progettazione russa.

Tuttavia, USSOCOM non semplificherà il processo fornendo assistenza come disegni tecnici. Le aziende interessate dovranno realizzare i propri disegni di armi straniere, acquisire le parti e le materie prime appropriate ed essere in grado di produrre produzione.

Le aziende dovranno anche “indirizzare la produzione di pezzi di ricambio per supportare le armi in campo”. Inoltre, devono essere pronti ad avviare e chiudere la produzione secondo necessità, oltre a fornire quantità variabili di armi.

USSOCOM sottolinea inoltre che le armi straniere devono essere rigorosamente fatte in America. I fabbricanti “impiegheranno solo manodopera domestica, acquisteranno materiale e parti prodotti internamente e assicureranno la produzione e il montaggio delle armi nelle strutture domestiche”.

Sebbene USSOCOM inizi con un paio di mitragliatrici russe, la proposta di ricerca parla di armi di fabbricazione straniera in generale. “Sviluppare una capacità di produzione nazionale per armi di tipo estero affronta questi problemi pur essendo economicamente efficace, rafforza il complesso militare-industriale della nazione, garantisce una supporto affidabile e sicuro nonché una riduzione dei tempi di acquisizione”.

A questo punto sorgerebbe un dubbio ed è quello che ci potrebbe essere un problema di copyright con la produzione di armi russe, senza una licenza, sebbene le spie russe e cinesi sono state molto efficienti nel copiare  la tecnologia degli Stati Uniti.

In ogni caso, sembra un’idea sensata ma sopratutto economica quella di produrre armi straniere in America, piuttosto che andarle a ‘procurare’ da commercianti di armi internazionali.

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