(AGENPARL) – ven 14 gennaio 2022 Cause in calendario per il periodo considerato:
https://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_17661/it/?dateFin=23/01/2022&juridictionF=null&juridictionT=T&juridictionC=C&dateDebut=17/01/2022&tri=salle&
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Cause in calendario per il periodo considerato aventi come lingua processuale l’italiano:
https://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_17661/it/?langueProc=it&dateFin=23/01/2022&juridictionF=null&juridictionT=T&juridictionC=C&dateDebut=17/01/2022&tri=salle&
cioè, attualmente:
[cid:image003.png@01D80958.D210FB90]
Corte di giustizia dell’Unione europea
Agenda
Dal 17 al 23 gennaio 2022
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Cristina Marzagalli
Sofia Riesino
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Martedì 18 gennaio 2022
Sentenza nella causa [C-118/20](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-118/20) Wiener Landesregierung (Révocation d’une assurance de naturalisation) (DE)
(Perdita della cittadinanza dell’Unione – Garanzia della concessione della cittadinanza – Proporzionalità – Applicabilità del diritto dell’Unione)
JY, cittadino estone residente in Austria, ha presentato domanda di cittadinanza austriaca. L’autorità amministrativa gli ha garantito l’accoglimento della domanda a condizione che egli rinunciasse alla cittadinanza estone. Dopo avere rinunciato alla cittadinanza estone, nonostante l’assicurazione di accoglimento della domanda, JY è rimasto apolide poiché l’Austria gli ha negato la cittadinanza in ragione del fatto che egli avesse commesso gravi infrazioni amministrative, circostanza ostativa al riconoscimento della cittadinanza in base al diritto nazionale austriaco. JY ha fatto ricorso alla Corte amministrativa austriaca (Verwaltungsgerichtshof). Quest’ultima si è rivolta alla Corte di Giustizia per sapere se la decisione dell’autorità amministrativa austriaca violi il principio di proporzionalità in ragione delle gravi conseguenze legate alla rinuncia alla cittadinanza estone. Difatti JY, divenuto apolide per avere rinunciato alla sua originaria cittadinanza dietro richiesta dello Stato austriaco, ha perso anche lo status di cittadino dell’Unione e i relativi diritti previsti dall’art. 20 TFUE.
Sentenza nella causa [C-261/20](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-261/20) Thelen Technopark Berlin (DE)
(Normativa nazionale che stabilisce tariffe minime obbligatorie per gli onorari degli ingegneri e degli architetti – Violazione del diritto dell’Unione da parte della normativa nazionale – Sua inapplicabilità per questa ragione)
Nel 2016 una società immobiliare di diritto tedesco e MN, un ingegnere, hanno concluso un contratto in virtù del quale MN si è impegnato a svolgere talune prestazioni in cambio del pagamento di onorari forfettari.
Risolto il contratto un anno dopo, MN ha presentato un ricorso giurisdizionale per chiedere il pagamento di una somma superiore a quella convenuta dalle parti del contratto, determinata sulla base della normativa tedesca c.d. HOAI (regolamento sugli onorari dei servizi di architettura e di ingegneria del 10 luglio 2013); la HOAI prevede che, per la prestazione da lui fornita, il prestatore ha diritto ad una remunerazione almeno pari all’importo minimo fissato dal diritto nazionale e che tiene conto dei versamenti già effettuati.
Considerato che la Corte di Giustizia ha già rilevato in passato l’incompatibilità di questa disposizione tedesca con quella della direttiva 2006/123 sulle tariffe minime e massime, la Corte federale di giustizia tedesca, adita in ultima istanza si è rivolta alla Corte di giustizia per sapere se, stante la riconosciuta contrarietà della norma nazionale al diritto UE, possa disapplicare la normativa nazionale contraria al diritto dell’Unione,nell’impossibilità di un’interpretazione della stessa in senso conforme al diritto UE.
Mercoledì 19 gennaio 2022
Sentenza nella causa riunite [T-610/19](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=T-610/19) Deutsche Telekom / Commissione
(Commissione – Rifiuto della Commissione di corrispondere interessi di mora – Deutsche Telekom AG)
Con decisione 15 ottobre 2014, la Commissione ha constatato che l’impresa composta da Deutsche Telekom AG, e dalla sua controllata, Slovak Telekom a.s., ha commesso un’infrazione per abuso di posizione dominante e le ha inflitto un’ammenda di rilevante importo. Dopo il pagamento della sanzione, il Tribunale ha annullato la decisione della Commissione, sicché Deutsche Telekom AG ha chiesto la restituzione della somma versata, maggiorata degli interessi. A fronte della decisione della Commissione, del 28 giugno 2019, che rifiuta di pagare gli interessi di mora, la società si è rivolta al Tribunale formulando una duplice domanda. Da un lato, ha chiesto il pagamento degli interessi moratori e, dall’altro, ha presentato una domanda fondata sull’articolo 268 del TFUE volta ad ottenere il risarcimento del danno che la ricorrente avrebbe subito a seguito di tale diniego.
Giovedì 20 gennaio 2022
Sentenza nella causa [C-51/20](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-51/20) Commissione / Grecia (Récupération d’aides d’État – Ferronickel) (EL)
(Inadempimento – Mancato rispetto dell’obbligo di recupero degli aiuti illegali – Domanda di imposizione di una penalità e di una somma forfettaria)
La Larco General Mining & Metallurgical Company SA (in seguito “Larco”) è una società mineraria e metallurgica greca specializzata nell’estrazione e nel trattamento dei minerali di laterite, nell’estrazione della lignite e nella produzione di ferronichel.
Nel marzo 2014, la Commissione ha dichiarato illegali e incompatibili con il mercato interno le misure di aiuto concesse dalla Grecia, nel contesto del suo programma di privatizzazione, a favore di Larco, comprese le garanzie statali concesse per gli anni 2008, 2010 e 2011, nonché un aumento di capitale nel 2009, e ne ha ordinato il recupero.
Poichè la Grecia non ha rispettato gli obblighi derivanti dalla decisione del 2014, la Commissione ha presentato un primo ricorso per inadempimento dinanzi alla Corte di giustizia nel 2016[1](#_ftn1), in ordine al quale la Corte ha statuito che la Grecia era venuta meno ai suoi obblighi. Successivamente, la Commissione ha presentato un nuovo ricorso per inadempimento in data 29 gennaio 2020, in quanto la Grecia non si era ancora conformata alla sentenza della Corte: La Corte è quindi chiamata a decidere sulla domanda di condanna della Grecia al pagamento una somma forfettaria e di una penalità.
Sentenza nella causa [C-899/19 P](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-899/19) Romania / Commissione (RO)
(Iniziativa dei cittadini europei intitolata «Minority SafePack – one million signatures for diversity in Europe» – Impugnazione della registrazione)
Il 15 luglio 2013, un comitato di cittadini ha presentato alla Commissione la proposta di iniziativa dei cittadini europei intitolata «Minority SafePack – one million signatures for diversity in Europe». Tale iniziativa mira ad invitare l’Unione a migliorare la tutela delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche e a rafforzare la diversità culturale e linguistica nell’Unione attraverso l’adozione di una serie di atti legislativi. L’iniziativa dei cittadini europei ha avuto vicende giudiziarie alterne nel corso del tempo, sulle quali la Corte è chiamata a pronunciarsi in via definitiva.
Con decisione del 13 settembre 2013, la Commissione ha rifiutato di registrare la suddetta proposta in base al rilievo che essa non rientrava manifestamente tra le sue competenze.
Gli organizzatori hanno contestato la decisione della Commissione davanti al Tribunale dell’Unione europea che, con sentenza del 3 febbraio 2017 (causa causa [T-646/13](http://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=T-646/13), [CP 10/17](https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2017-02/cp170010it.pdf) ), ha annullato la decisione in quanto la Commissione era venuta meno al suo obbligo di motivazione. Quindi la Commissione ha registrato parzialmente la proposta.
La Romania ha impugnato a sua volta la decisione davanti al Tribunale Ue, chiedendone l’annullamento. Secondo la Romania, la Commissione non avrebbe avuto competenza in materia. Con sentenza del 24 settembre 2019, (causa [T-391/17](http://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=T-391/17), [CP 120/19](https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2019-09/cp190120it.pdf).) il Tribunale ha rigettato il ricorso. La Romania ha quindi presentato il presente ricorso alla Corte di Giustizia
Sentenza nella causa [C-432/20](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-432/20) Landeshauptmann von Wien (Perte du statut de résident de longue durée) (DE)
(Perdita dello status di cittadino di un paese terzo residente di lungo periodo – Assenza dal territorio dell’Unione per un periodo di 12 mesi consecutivi)
Le autorità austriache competenti hanno respinto la domanda di un cittadino kazako di rinnovare il suo permesso di soggiorno di lungo periodo nell’Unione, con la motivazione che, durante i cinque anni precedenti, era stato presente nel territorio dell’Ue solo per pochi giorni l’anno, per cui doveva essere considerato come assente. Il Tribunale amministrativo di Vienna, davanti al quale l’interessato ha presentato ricorso, ha chiesto alla Corte di Giustizia di interpretare la direttiva sullo status dei cittadini di paesi terzi residenti di lungo periodo. In particolare, la direttiva prevede che i residenti di lungo periodo perdano il loro status se assenti dal territorio Ue per un periodo di dodici mesi consecutivi. Quindi il tribunale si chiede se la sua presenza di pochi giorni sia sufficiente ad evitare la perdita dello status di residente di lungo periodo.
Conclusioni nella causa [C-328/20](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-328/20) Commissione / Austria (Indexation des prestations familiales) (DE)
(Indicizzazione dell’importo delle prestazioni familiari secondo un confronto del livello dei prezzi tra lo Stato di residenza e lo Stato che concede la prestazione)
Dal 1 gennaio 2019, l’Austria adegua, in funzione del livello generale dei prezzi, l’importo forfettario degli assegni familiari e l’importo di altri vantaggi fiscali per i lavoratori i cui figli risiedono in modo permanente in un altro Stato membro,
La Commissione ritiene che questa normativa determini una differenza di trattamento tra gli anzidetti lavoratori, principalmente migranti, rispetto agli altri lavoratori austriaci, differenza che contrasterebbe con il diritto dell’Unione. Questo prevede espressamente che le prestazioni familiari non possano essere ridotte o modificate per il solo fatto che i membri della famiglia risiedano in un altro Stato membro. Per questo motivo la Commissione ha presentato un ricorso per inadempimento alla Corte di Giustizia contro l’Austria.
L’Avvocato Generale è chiamato a rendere le proprie conclusioni..
Conclusioni nella causa [C-37/20](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-37/20) Luxembourg Business Registers (FR) e [C-601/20](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-601/20) Sovim (FR)
(Prevenzione dell’utilizzazione del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo -Nozioni di «circostanze eccezionali», «rischio», «rischio sproporzionato» – Informazioni sui beneficiari effettivi – Lussemburgo)
Ai fini della lotta contro il riciclaggio di capitali e il finanziamento del terrorismo, il diritto dell’Unione impone agli Stati membri di rendere le informazioni, relative ai beneficiari effettivi di società, accessibili al pubblico, salvo deroghe giustificate dall’esigenza di preservare gli interessati dall’esposizione a gravi reati. Secondo una legge lussemburghese, l’accesso al registro dei beneficiari effettivi può essere limitato in circostanze eccezionali e in presenza di un rischio sproporzionato per l’incolumità del beneficiario effettivo e della sua famiglia.
Nell’ambito di due controversie relative all’accesso alle informazioni, nelle quali i beneficiari economici si sono opposti alla divulgazione delle informazioni che li riguardano, il Tribunale d’arrondissement del Lussemburgo ha chiesto alla Corte di Giustizia di interpretare la normativa dell’Unione sulla lotta contro il riciclaggio di capitali e il finanziamento del terrorismo alla luce dei diritti fondamentali del rispetto della vita privata e familiare e della protezione dei dati personali, nonché di chiarire la portata del sistema di eccezioni all’accesso.
L’Avvocato Generale è chiamato a rendere le proprie conclusioni.
Conclusioni nella causa [C-430/21](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-430/21) RS (Effet des arrêts d’une juridiction constitutionnelle) (RO)
Stato di diritto – (Regime delle sanzioni disciplinari dei giudici – Romania)
La moglie di RS, condannato a seguito di un procedimento penale in Romania, ha presentato denuncia penale nei confronti di tre magistrati accusati di aver violato i diritti della difesa di RS. È stato così aperto un procedimento innanzi alla Procura presso la Corte di Cassazione – Sezione incaricata delle indagini sulle violazioni commesse nell’ambito del sistema giudiziario (anche detta “la SIIJ”), organo la cui illegalità è stata affermata dalla Corte di Giustizia con sentenza del 18 maggio 2021[2](#_ftn2). La Corte di giustizia ha infatti affermato che una normativa nazionale che prevede la creazione del SIIJ è contraria al diritto dell’Unione quando la sua istituzione non è giustificata da esigenze obiettive e verificabili relative alla buona amministrazione della giustizia e non è accompagnata da garanzie specifiche individuate dalla Corte.
Ciononostante, la Corte costituzionale della Romania ha affermato a più riprese la costituzionalità delle disposizioni relative alla SIIJ e che i giudici nazionali non possono discostarsi da questa interpretazione costituzionale, a dispetto della sentenza della Corte di giustizia. La Corte costituzionale rumena ha riconosciuto che, sebbene l’articolo 148, paragrafo 2, della Costituzione rumena preveda il primato del diritto dell’UE sulle disposizioni contrarie del diritto nazionale, tale principio non può eliminare nè negare l’identità costituzionale nazionale.
Il procedimento di competenza del SIIJ ha dato luogo ad un procedimento penale a carico dei magistrati, pendente innanzi alla Corte d’appello di Craiova.
È in queste circostanze che la Corte d’appello di Craiova ha presentato un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia al fine di chiarire se ad un giudice nazionale possa essere impedito di valutare la conformità di una norma nazionale al diritto dell’Unione quando la Corte costituzionale abbia affermato l’obbligo di applicare detta norma, ancorchè contrariala diritto UE, in ragione della primazia dell’identità costituzionale nazionale. Il giudice del rinvio chiede altresì alla Corte di Giustizia di chiarire se un giudice nazionale che si discosti dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale possa venire sottoposto a procedimenti e sanzioni disciplinari o se ciò costituisca una violazione del principio di indipendenza.
[1] Sentenza del 9 novembre 2017, Commissione / Grecia, [C-481/16](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-481/16)
2 Sentenza della Corte del 18 maggio 2021, Asociaţia “Forumul Judecătorilor din România”, [C-83/19](http://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-83/19), [C-127/19](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-127/19), [C-195/19](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-195/19), [C-291/19](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-291/19), [C-355/19](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-355/19) e [C-397/19](https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-397/19), Si veda anche Comunicato Stampa[n 82/19](https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2021-05/cp210082en.pdf)
Questa agenda propone una selezione di cause di possibile interesse mediatico che saranno trattate nei prossimi giorni, con una breve descrizione dei fatti che vi hanno dato origine.
Si tratta di un’iniziativa della Sezione italiana dell’Unità Stampa e Informazione, di carattere non ufficiale e non esaustivo, che in nessun modo impegna la Corte di giustizia dell’Unione europea
Corte di giustizia
dell’Unione europea
Lussemburgo L-2925
» curia.europa.eu
Cristina Marzagalli e Sofia Riesino
Unità Stampa e Informazione – Sezione IT
Direzione della comunicazione
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Rue du Fort Niedergrünewald
L-2925 Luxembourg
[curia.europa.eu](https://www.curia.europa.eu/)

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