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CORONAVIRUS, DOMANI RIUNIONE DEL NATIONAL PEOPLE’S CONGRESS CHE DECIDERA’ GLI OBIETTIVI DI CRESCITA ECONOMICA DELLA CINA

(AGENPARL) – Roma, 21 maggio 2020 – Il ritmo della ripresa della domanda di petrolio in Cina e in tutto il mondo potrebbe dipendere dalle principali riunioni politiche cinesi, che iniziano venerdì. Domani si vedrà come sarà la rotta per l’economia cinese colpita dalla pandemia di coronavirus.

Infatti, domani si svolgerà il National People’s Congress (NPC), il più importante evento annuale che riguarda le politiche nel paese comunista. Riunione che dovrebbe decidere quale stimolo iniettare nell’economia dopo che il rallentamento dovuto alla pandemia di COVID-19.

Molte delle potenziali decisioni riguarderanno proprio il sostegno ad infrastrutture, ferrovie e altri settori ad alta intensità di materie prime, tutti settori che potrebbero far aumentare la domanda cinese di petrolio greggio, carburanti e di altre materie prime, tra cui l’acciaio e il rame.

Se la Cina ha intenzione – come è probabile – di stimolare l’economia – che si è ridotta del 6,8 per cento nel primo trimestre durante lo scoppio del coronavirus del paese – l’attività industriale potrebbe riprendere e quindi richiedere più prodotti petroliferi come ad esempio il diesel.

La Cina è già intervenuta a sostegno della sua economia, ma si prevede che durante l’incontro annuale dell’NPC verranno annunciati altre iniziative visto l’alto tasso di disoccupazione. Ed inoltre verranno resi noti gli obiettivi di crescita economia.

Ad aprile, l’economia cinese ha mostrato piccoli segnali di ripresa dai minimi registrati all’inizio di quest’anno. La produzione industriale, ad esempio, ha registrato il suo primo aumento nel 2020, secondo i dati del National Bureau of Statistics.

La domanda di petrolio nel principale importatore mondiale di petrolio, la Cina, è ritornata a livelli quasi pre-coronavirus.

Inoltre, le raffinerie cinesi hanno aumentato i loro tassi di produzione dell’11% in aprile, quando il paese ha iniziato ad uscire dalle restrizioni dopo il blocco che durava da mesi, portando a 13,1 milioni di barili al giorno, secondo quanto riferito da Reuters.

La notizia indica un netto miglioramento della domanda di petrolio, almeno dalle raffinerie del principale importatore di petrolio al mondo che è la Cina.

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