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CONTRATTI SOTTO SOGLIA IN COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI: ROTAZIONI INVITI E FASCE PER SERVIZI ED APPALTI DEL COMUNE

(AGENPARL) – CITTà DI CASTELLO (PG), ven 05 giugno 2020

CONTRATTI SOTTO SOGLIA IN COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI: ROTAZIONI INVITI E FASCE PER SERVIZI ED APPALTI DEL COMUNE

Contratti in Commissione Affari istituzionali di Città di Castello. Nella riunione di lunedì 1 giugno 2020, l’organismo, presieduto dal consigliere comunale del PSI Filippo Schiattelli, si è occupata del regolamento per i contratti sotto la soglia comunitaria, sotto 5350mila di euro per lavori, sotto 214mila per servizi, sotto 750mila euro per i servizi sociali. Il dirigente dell’Area Tecnica Stefano Torrini ha illustrato la proposta: “La normativa è in continua evoluzione ma abbiamo voluto dare una sorta di linee guida per tutti gli uffici, non restrittive ma esemplificative”. Patrizia Cesaroni, referente oer Servizio Tecnico Amministrativo, Espropriazioni e Ufficio Unico Gare, “il Decreto 50 sui contratti pubblici è stato interessato da decreti ministeriali e linee guida, alcune vincolanti e alcuni no. La materia di cui parliamo non sono vincolanti ma il legislatore voleva che ci fosse un comportamento omogeneo in tutta Italia per i contratti sotto soglia. Ma, per esempio, la rotazione degli inviti e degli affidamenti è ancora nebuolosa. Le procedure sono stabiliti dall’articolo 36 dei codice dei contratti: per le soglie più bassa può decidere in autonomia, per gli scaglioni superiori con inviti allargati fino alla procedura aperta  fine a l’Amministrazione. All’aumentare del valore dell’affidamento la legge chiede che si allarghi la platea degli invito fino alla procedura aperta che è rivolta a tutte le imprese”. In particolare per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto o per i lavori in amministrazione diretta;  per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, per i servizi e le forniture, di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. per affidamenti di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, mediante la procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici, per affidamenti pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a 1.000.000 di euro, previa consultazione di almeno quindici operatori economici,/per affidamenti di lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro e fino alle soglie con procedura aperta. “Il regolamento serve a disciplinare chisi invita, quante volte, con quali modalità”. La commissione ha analizzato il regolamento articolo per articolo a partire dall’introduzione delle procedure telematiche su Portale Acquisti Umbria, che ha determinato un controlo molto ampio e una informazione puntuale su tutti i bandi pubblicati. “Sotto i 5000 euro si prescinde dalla piattaforma telematica e non c’è obbligo di andare sul MEPA. Tra 5000 e 150mila si trova l’operatore economico negli elenchi regionali della Umbria, attraverso Albi regionali per lavori e professionisti, sotto i 100mila – ha continuato Patrizia Cesaroni – L’affidamento diretto, per il quale  comunque chiediamo sempre più preventivo, ha un percorso amministrativo semplificato in cui si descrive consultazione, motivazione della scelta e si procede all’affidamento. La procedura negoziata prevede un invito, o attraverso indagine di mercato o attraverso bando. Gli operatori che si presentano con i documenti in regola producono l’offerta e l’Amministrazione può porre un limite attraverso un sorteggio di chi si presenta. Si può ricorrere anche alla rete per cercare un prodotto che non si trova in elenchi o sul mercato elettronico e chiedere al fornitore di inserire la sua offerta nelle piattaforme ufficiali. Nelle procedure di gara, la commissione è formata da tre persone a garanzia di imparzialità. Per alcune tipologie, come i servizi economici, c’è Consip sopra soglia e per tante tipologie sotto soglia c’è Mepa. Per beni informatici l’acquisto è su Consip e Mepa. Anche qui c’è l’affidamento diretto, la trattativa diretta, la RDO, la richiesta d’offerta in cui si invitano tutti quelli iscritti alla categoria merceologica. La verifica dei requisiti si effettua solo sull’aggiudicatario: su importi bassi chiediamo il documento unico di regolarità contributiva e consultiamo il casellario informatico dell’ANAC per annotazioni riservate. Più sale l’importo e più la procedura è ampia, quando chiediamo il CIG con la VCPASS, che ci consente di controllare più in profondità. Inoltre ogni sei mesi il regolmento prescrive un sorteggio su almeno 10 affidatari e procedere ad un controllo di tutti i requisiti. Il problema della rotazione è stato molto presente perché è trasversale all’ente. Abbiamo un programma che fa il punto su tutti gli operatori ma ora stabiliamo anche delle fasce. Un operatore può essere iscrtto a più fasce”.

Vittorio Vincenti, consigliere comunale di Tiferno Insieme, è intervenuto per dire “il regolamento è molto favorevole per gli affidamenti diretti e molto meno per le procedure negoziate. Reiteriamo l’invito a chi non vince. Mi fa piacere che vengano chiesti più preventivi ma se vedo tutti gli incarichi sono i 5000 euro i nomi mi sembrano sempre quelli. Non ci vedo niente ad affidare incarichi a persone di fiducia, però vedo questo criterio molto favorevole per le basse soglie e sfavorevole per quelle alte. Mi fa piacere il regolamento anche se quello che conta è la norma. Le regole delle rotazione, più soggettive, sono obbligatorie e già definite? Questo regolamento viene in consiglio dopo due passaggi in Giunta non approvati”. “Il passaggio in commissione e in giunta non era obbligatorio ma l’abbiamo fatto per approfondirlo” ha specificato Cesaroni mentre Torrini ha aggiunto “il tema forte è la rotazione degli inviti e degli incarichi. Sopra i 40mila euro si va in procedura aperta per quanto mi riguarda. Differenziare le fasce serve a dare più opportunità agli operatori anche locali”.  Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto: “Facciamo un passaggio con i soggetti interessati”. Cesaroni ha poi parlato del ruolo del responsabile unico del procedimento e delle pubblicazioni, “molto onerose dal punto di vista dei carichi di lavoro”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha lamentato “che l’argomento molto tecnico non ci permette di dare un contributo. Sui tre operatori, spesso è uno solo con nomi diversi di ditte”. Torrini ha specificato che “l’evenienza è un reato, turbativa d’asta, va segnalata alle autorità”, Cesaroni che “a questo proposito ci sono controlli di vario tipo sia telematici che materiali come le visure catastali”. Vincenti ha chiesto un altro passaggio “con i servizi sociali e con gli operatori”. Luca Secondi, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, ha detto “le modifiche non sono altro che un allineamento alla normativa attuale, aggiorniamo il regolamento. Il legislatore ha già avuto un confronto con le categorie”.

Fonte/Source: https://www.comune.cittadicastello.pg.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_4653.html

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