(AGENPARL) – ven 18 giugno 2021 Ufficio Stampa
OPERAZIONE “COMETA”:
ARRESTATO L’ULTIMO CATTURANDO
DEI COMPONENTI LA BANDA
Nel pomeriggio di due giorni fa, a seguito di mirate e ininterrotte attività
investigative, personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale
Carabinieri di Venezia ha rintracciato ed arrestato, nella terraferma veneziana,
un 35enne tunisino, l’ultimo dei destinatari della misura cautelare emessa dal
Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Venezia, attivamente
ricercato dal 22 marzo 2018, data in cui veniva arrestata l’intera
organizzazione criminale nell’ambito dell’inchiesta convenzionalmente
denominata “Cometa” diretta dal Pubblico Ministero, Dott. Giorgio Gava.
Il ricercato, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, all’epoca dei
fatti aveva trovato rifugio in Tunisia per evitare l’arresto, ed è stato individuato
dagli investigatori poco dopo aver rimesso piede nel territorio nazionale, grazie
ad una costante attività di monitoraggio dei luoghi usualmente frequentati dal
catturando.
Il predetto, insieme al fratello 34enne, era ritenuto al vertice di un
organizzazione multietnica composta da soggetti di nazionalità albanese,
tunisina e italiana che, tra novembre 2016 e ottobre 2017, spadroneggiava
nella terraferma veneziana rifornendo di cocaina oltre un centinaio di clienti, in
particolare nei parchi pubblici del veneziano “Albanese”, “Bosco dell’Osellino”,
“Hayez”, “Bosco di Mestre” e nei bar attigui agli stessi, frequentati da molti
giovanissimi .
L’indagine prese origine dal monitoraggio di alcuni detenuti di origine albanese
ristretti presso la Casa Circondariale di Venezia “Santa Maria Maggiore”, che
avevano la disponibilità di telefoni cellulari con i quali mantenevano costanti
contatti con l’esterno per finalizzare e dirigere le loro attività criminali, nonché
di introdurre sostanze stupefacenti e anabolizzanti all’interno della struttura
carceraria.
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Complessivamente nel corso delle indagini erano state arrestate 7 persone
in flagranza di reato e 6 in esecuzione di ordinanza di custodia
cautelare, con il sequestro di circa 500 grammi di cocaina, 2 kg di
hashish, un centinaio di pastiglie anabolizzanti nonché il sequestro
preventivo, ai fini della confisca per equivalente, di beni per un valore
complessivo di 109.660 €, derivanti dal calcolo delle cessioni di stupefacente
effettuate dagli indagati.
Solo pochi giorni prima della cattura dell’ultimo catturando, sempre
nell’ambito della medesima indagine, a Catania era stato rintracciato anche un
23enne albanese, destinatario della misura del divieto di dimora nel
territorio della Provincia di Venezia.
Al termine delle operazioni di rito, il cittadino tunisino è stato associato alla
casa circondariale di Venezia a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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