COMITATO PROMOTORE PER L’INSULARITA’ NOTA STAMPA conferenza stampa Olbia agosto

(agenparl) – olbia,COMITATO PROMOTORE PER L’INSULARITA’
NOTA STAMPA
Olbia venerdì agosto

Dopo un percorso che da un paio di anni riguarda migliaia di cittadini e di
cittadine della Sardegna, nel mese di settembre depositeremo le firme per
la proposta di legge sull’insularità.
Al di là di disquisizioni e di distinguo da parte di alcuni non vi è più
alcun dubbio che l’idea di un riconoscimento costituzionale è la strada
necessaria per ottenere pari diritti e pari opportunità.
Ogni altra soluzione riconferma uno stato di minorità e di sottosviluppo.
Abbiamo infatti consapevolezza che l’intervento pubblico in Sardegna,
quello a pioggia sempre più attraversato dal risentimento e
dall’insoddisfazione, ha minato i fondamentali della cultura di intrapresa
produttiva e della responsabilità, rafforzando il clientelismo e la
dipendenza dagli aiuti statali e dal ceto politico. Per queste ragioni,
oggi, i sardi non chiedono maggiore assistenza pubblica, piuttosto il
riconoscimento del “principio di insularità” nella Costituzione Italiana
come condizione irrinunciabile ed equa di un pari diritto di cittadinanza
attraverso infrastrutturazioni, materiale e immateriale, che offrano,
appunto, “pari opportunità” di partenza per tutti e valorizzi le risorse
umane ed economiche di cui l’Isola dispone.
Diversi studi evidenziano tra le altre dimensioni che “in termini monetari,
il tempo di percorrenza addizionale necessario per raggiungere il
continente via mare costa –rispetto al trasporto via terra – oltre
milioni di Euro ogni anno per il trasporto passeggeri e merci, compreso del
disagio rappresentato dai tempi d’attesa e dai cambiamenti nella frequenza
del servizio”. Questo solo dato offre la misura della disparità di
opportunità tra i cittadini e le imprese sarde rispetto al resto d’Italia e
dell’Europa. Ecco perché è arrivato il tempo di un nuovo racconto della
Sardegna e sulla Sardegna per riscrivere lo Statuto Sardo con un rapporto
dialettico con lo stato centrale e con l’Europa che ponga immediatamente le
basi per un futuro che ci emancipi da uno stato di gregarietà ancora una
volta stigmatizzato dall’essere ritornati nell’Obiettivo 1.

Immediatamente inizieranno due nuove sfide: verso l’Europa e per la
riscrittura della Statuto Sardo.
A anni dal Congresso dell’Aia, premessa per attuare il Manifesto di
Ventotene e fondare uno stato federale europeo, e a dal Trattato di
Roma che fece dell’Unione Europea una praticabile traiettoria, oggi ci
interroghiamo se il sogno di Ernesto Rossi e di Altiero Spinelli sia stato
una chimera o non invece una pratica che quotidianamente riconosca pari
diritti, pari doveri e pari opportunità per tutti i cittadini a qualsiasi
nazione, religione, sesso appartengano.
Nei giorni in cui ricordiamo i martiri di Marcinelle che furono sacrificati
ad una visione in cui i diritti civili e sociali erano di là a venire e
l’integrazione non era una condivisione di valori ma sottostare a quelli
del più forte economicamente, il Comitato dell’insularità in Costituzione
interpella le istituzioni sarde, nazionali, europee per verificare se le
condizioni ostative per avere pari opportunità anche nelle situazioni
geografiche insulari, ivi compresa la Sardegna, siano state superate.
I padri fondatori ben sapevano quanto le situazioni di partenza erano
disomogenee. D’altronde erano state le ragioni dei continui conflitti che
per oltre mille anni hanno insanguinato l’Europa e lasciato sul campo
milioni di persone. La pace che, per la prima volta nella storia, da oltre
anni godiamo in tutti i paesi europei, deve essere riconosciuta come un
valore fondante e non surrogabile. Con essa deve diventare effettivamente
fondante il riconoscimento di pari responsabilità ma anche di pari
benefici in qualsiasi parte dei paesi membri capiti di nascere; superando
definitivamente le discriminazioni che permangono e che riguardano tuttora
anche la Sardegna.

Stefano Maullu, Europarlamentare, ha precisato: “È necessario inserire il
principio di insularità nella costituzione per poter rendere effettivi i
diritti riconosciuti dal trattato di funzionamento dell’Unione europea per
le Isole. Non solo proseguiremo la raccolta delle firme, ma chiederò al
Vice presidente del Consiglio, On. Matteo Salvini, di firmare la proposta
di legge, alla luce delle sue odierne sollecitazioni sul cattivo uso della
nostra autonomia e nell’ambito di una leale collaborazione”.
Prosegue Maullu: “Oggi consegniamo simbolicamente firme raccolte in
Lombardia. Nelle prossime settimane proseguiremo la raccolta con due
iniziative importanti a Torino e Milano”.

Alla conferenza stampa, tenutasi ad Olbia questa mattina, sono intervenuti
Roberto Frongia, Stefano Maullu, Maria Antonietta Mongiu, Michele Cossa,
Giovanni Pileri, Francesco Lai Sindaco di Loiri, Andrea Nieddu Sindaco di
Berchidda , Antonio Satta Sindaco di Padru, Alessandro Sini consigliere di
Oschiri, Anna Paola Isoni consigliere comunale di Tempio, Matteo Sanna, già
consigliere regionale.