(AGENPARL) – mar 04 maggio 2021 Ufficio stampa Cnr
Emanuele Guerrini
Responsabile
Marco
Ferrazzoli,
P.le Aldo Moro 7, Roma
COMUNICATO STAMPA
Nuova luce sull’atrofia muscolare spinale
identificato
n nuovo meccanismo molecolare che contribuisce alla degenerazione dei
neuroni
nell’atrofia muscolare spinale.
Lo studio
pubblicato su
cofinanziato dalla
Fondazione
Telethon
, ha permesso
di migliorare le funzioni motorie
di un modello “in vivo”
della malattia
atrofia muscolare spinale (S
muscoli.
ricerca dell’Istituto di
bioscienze e biorisorse
del Consiglio nazionale delle ricerche
di Napoli
Ibbr)
in collaborazione
identificat
la proteina B
come
punto centrale di una estesa rete di
proteine
contribuisc
finanziato dalla Fondazione Telethon
utilizza
un approccio
innovativo detto di
network
biology
consente
di avere
visione globale
di tutti i partner coinvolti in un dato processo e
permette di identificare rapidamente gli interruttori principali, da attivare o disattivare
affinché
quel
processo sia modulat
come ricostruire la mappa delle varie linee della metropolitana ed
avrà un effetto sull’intera rete
spiega Elia Di Schiavi ricercatore
del Cnr
Ibbr e autore dello studio
In questo lavoro
usando
quattro diversi modelli S
in vivo
in vitro
è stato
quindi
possibile
Raf, che lavora come
principale. L’interazione diretta di B
Raf con 14
3ζ/δ è stata dimostrata
e cruciale per la sopravvivenza dei motoneuroni
continua Di Schiavi
Ulteriori analisi hanno
rivelato che entrambe le proteine erano poco espresse nei motoneuroni e nel midollo spinale
modelli murini
nelle fasi pre
sintomatiche della malattia.
Utilizzando
colture cellulari
derivate da
due proteine
”,
aggiunge il ricercatore
a cosa ancor più interessante è che q
uesto
meccanismo è
perfettamente
conservato
nell’evoluzione
, poiché un modello S
verme
atode
C. elegans
ha mostrato
ugualmente una
minore espressione
dell’omologo di B
Raf, chiamato
possibile
prolungare
la sopravvivenza dei motoneuroni aumentando l’espressione di B
, con
conseguente miglioramento delle funzioni motorie
“Il
recupero è stato efficace anche dopo che la
degenerazione dei motoneuroni era iniziata. Questo studio pone il fondamento p
er ulteriori analisi
che possano far sperare nella possibilità di intervenire anche quando i sintomi della malattia