(AGENPARL) – gio 25 novembre 2021 di stabilità
nanziaria
e vigilanza
N. 27
Novembre 2021
I tassi di recupero delle soerenze
nel 2020
A. L. Fischetto – I. Guida – A. Rendina – G. Santini
M. Scotto di Carlo
Introduzione e principali conclusioni
Questa nota:
aggiorna al 2020 le stime sui tassi di recupero delle
soerenze, già pubblicate in precedenti
Note di stabilità
nanziaria e di vigilanza
(n. 7 e n. 11 del 2017, n. 13 del
2018, n. 18 del 2019 e n. 23 del 2020);
crediti classicati a soerenza condotta a partire dal 2016
dalla Banca d’Italia
Dall’analisi emergono i seguenti principali risultati.
La riduzione dell’ammontare di soerenze
Nel 2020 sono state chiuse (eliminate dai bilanci)
soerenze per circa 25 miliardi
rispetto agli anni precedenti (34 nel 2019, 78 nel 2018, 43
nel 2017), è circa il triplo dei nuovi ingressi in soerenza
(8 miliardi) e, in percentuale delle soerenze in essere alla
ne dell’anno precedente, superiore al valore del 2019
(38% contro il 35%).
I dati, insieme ad alcune disaggregazioni di dettaglio commentate ma non riportate nel
Nel computo non è considerata, in quanto non congurabile come cessione, l’operazione
di scissione parziale non proporzionale di ramo d’azienda realizzata da Monte dei Paschi
di Siena in favore di AMCO (progetto Hydra) relativa a soerenze per circa 5 miliardi.
Sono escluse anche le posizioni chiuse da società nanziarie e/o da banche specializzate
nel leasing o nell’attività di recupero (nel 2020 è stata realizzata una importante
Sommario
Introduzione e principali
conclusioni
I tassi di recupero dei crediti
in soerenza
Le soerenze chiuse:
ammontare e tempi
ipartimento Vigilanza bancaria e nanziaria.
Riquadro
I prezzi delle cessioni
di soerenze nel 2020
I contributi pubblicati nella serie
e vigilanza” riettono le opinioni
degli autori e non impegnano
la responsabilità della
Banca d’Italia
ISSN 2284-4198 (online)
Graca a cura
della Divisione Editoria e stampa della Banca d’Italia
I contributi pubblicati nella serie
“Note di stabilità nanziaria
e vigilanza” riettono le opinioni
degli autori e non impegnano
la responsabilità della
Banca d’Italia
Il calo ha riguardato sia le soerenze cedute sul mercato (da 27 a 20 miliardi),
sia quelle chiuse in via ordinaria (da 7 a 5 miliardi) e
consistenza di tali crediti nei bilanci delle banche
(da 192 a 65 miliardi tra il
2016 e il 2019 ) e la diminuzione dell’anzianità media (e quindi dell’ammontare di
posizioni più vicine alla chiusura in via ordinaria).
Le GACS hanno assistito tutte le principali operazioni
(12,6 miliardi realizzate
da 29 banche, alcune con operazioni
multioriginator
Le inadempienze probabili cedute sono state 6,7 miliardi
(8,5 miliardi nel
2019; 4,3 miliardi nel 2018).
L’attività di recupero degli intermediari ha risentito della chiusura dei
tribunali a seguito delle misure restrittive assunte per contrastare la
pandemia
, con eetti maggiori sulle procedure in fase iniziale. Ne è conseguito un
maggior ricorso a iniziative stragiudiziali. Non è possibile allo stato sapere se tale
battuta di arresto si tradurrà in un posticipo dei ussi o anche in una riduzione dei
tassi di recupero.
I tassi di recupero delle soerenze chiuse
a fronte
del 31% nel 2019 (dal 28% al 33% il tasso delle posizioni in soerenza
cedute
dal 44% al 45% quello delle soerenze
chiuse in via ordinaria). Il dierenziale
nei recuperi tra cessioni e procedure ordinarie si è ridotto a 12 punti percentuali,
rispetto ai 16 punti percentuali dei due anni precedenti.
Il tasso medio di recupero sulle soerenze assistite da garanzie reali
aumentato al 40%
(35% nel 2019), principalmente sulle posizioni cedute (dal
Per le posizioni non assistite da garanzie reali il tasso medio
di recupero è stato del 26%
; anche in questo caso l’aumento si è avuto sia
sulle soerenze cedute (dal 16% al 23%) sia, seppure in misura minore, su quelle
oggetto di procedure di recupero ordinarie (dal 35% al 38%).
I prezzi di cessione dei crediti deteriorati
Il prezzo delle sofferenze cedute
nel 2020,
ricavato sulla base della rilevazione
annuale condotta a partire dal 2016 su un campione molto ampio di operazioni,
è stato pari al 24% dell’esposizione lorda di bilancio al momento della
, a fronte di una
anzianità media stabile delle posizioni cedute. Il prezzo è stato pari al 35%
Nel computo, come indicato alla nota 2, non è considerata, in quanto non congurabile come cessione, l’operazione di
scissione parziale non proporzionale di ramo d’azienda realizzata da Monte dei Paschi di Siena in favore di AMCO (progetto
Hydra) e che ha riguardato un ammontare di crediti deteriorati diversi dalle soerenze di circa 2,8 miliardi.
(31% nel 2019) per le soerenze assistite da garanzie reali e al 10% (12% nel 2019)
per le altre.
pari al 41%
, in riduzione di 12 punti percentuali rispetto a quello realizzato nel
2019 – che aveva beneciato di un’operazione rilevante con prezzi elevati – ma in
linea con il prezzo conseguito nel 2018.
I tassi di recupero dei crediti in soerenza
Nel 2020 l’ammontare totale delle posizioni in sofferenza chiuse si è ridotto rispetto
all’anno precedente (da 34 a 25 miliardi). Alla riduzione delle sofferenze chiuse ha
contribuito la diminuzione sia delle cessioni (da 27 a 20 miliardi), sia delle posizioni
chiuse in via ordinaria (da 7 a 5 miliardi; fig. 1 e tav. 1)
. Tale dinamica riflette la
contrazione delle sofferenze in essere nei bilanci delle banche (dal 2016 al 2019
le sofferenze sono passate da 192 a 65 miliardi)
, nonché la riduzione della loro
anzianità media e quindi dell’ammontare di posizioni più vicine alla chiusura in via
ordinaria.
Nel 2020, anche se non ricompresa nelle statistiche ivi riportate (cfr. nota 2),
si segnala la finalizzazione dell’operazione di scissione parziale non proporzionale di
ramo d’azienda realizzata da Monte dei Paschi di Siena in favore di AMCO (progetto
Hydra), relativa a sofferenze per circa 5 miliardi. Sebbene non configurabile come
cessione, l’inclusione di tale operazione nel computo delle sofferenze chiuse
porterebbe il controvalore complessivo di posizioni chiuse nel 2020 a quasi
30 miliardi.
Il peso delle cessioni sul totale delle posizioni chiuse è leggermente diminuito, ma
resta comunque rilevante (dall’80% al 78%; fig. 1 e tav. 1 e tav. A1 nell’appendice
elettronica). Come negli anni precedenti, anche nel 2020 le GACS hanno assistito
tutte le principali operazioni di cartolarizzazione.
Gli importi delle soerenze riportati nella tavole di questa nota potrebbero non corrispondere ai valori riportati in altre
pubblicazioni della Banca d‘Italia, come spiegato nell’Appendice metodologica della nota “
I tassi di recupero delle
soerenze
”, Banca d’Italia, Note di stabilità nanziaria e vigilanza, N. 7, gennaio 2017.
L’ammontare di posizioni chiuse in via ordinaria dipende da diversi fattori tra cui la consistenza delle sofferenze
in essere, la loro composizione (i.e. una posizione con anzianità media più elevata è generalmente più vicina alla
chiusura in via ordinaria), la quantità e qualità delle strutture interne ed esterne utilizzate dagli intermediari per
la gestione delle posizioni, nonché i meccanismi di incentivazione delle performance di recupero di tali strutture.
Questi ultimi possono essere orientati a una maggiore rapidità nella chiusura delle posizioni (specie in presenza di
elevati stock da smaltire) ovvero alla massimizzazione dei recuperi, che talvolta richiede tempi maggiori e può essere
pertanto più agevolmente perseguibile quando gli stock si assestano su livelli contenuti. Nel 2020 si segnala anche la
parziale chiusura dei tribunali a seguito della pandemia, con una conseguente riduzione delle posizioni chiuse in via
giudiziale.
In tale contesto si segnala la diminuzione nel controvalore delle operazioni di ammontare particolarmente rilevante, che
negli anni precedenti (specialmente nel 2017 e 2018) avevano contribuito a incrementare il complesso delle soerenze
cedute.
Nel 2020
l’ammontare
delle soerenze
chiuse si
è ridotto
soprattutto per
eetto delle
minori cessioni
La riduzione dell’ammontare delle soerenze chiuse tramite cessione ha riguardato
quasi esclusivamente le posizioni verso famiglie e assistite da garanzia reale. La riduzione
dell’ammontare delle soerenze chiuse in via ordinaria ha, invece, riguardato tutte le
posizioni, a prescindere dalla presenza o meno di garanzie reali e dal settore economico
del debitore. La pandemia ha contribuito alla riduzione del numero di posizioni chiuse,
specialmente quelle gestite in via giudiziale, a seguito della chiusura dei tribunali. In
particolare, le posizioni che si trovavano nelle fasi iniziali del processo di recupero in
via giudiziale hanno subito rallentamenti per via delle misure di restrizione adottate.
Le posizioni con procedure giunte alla fase nale distributiva hanno, invece, registrato
impatti minori.
Nel 2020 si è inoltre osservata una modica nella composizione percentuale per
tipologia di posizione chiusa, con una minore incidenza delle posizioni chiuse assistite
da garanzie reali
: il loro peso sul totale è stato pari al 67%, rispetto al 73% nel 2019
(tav. A1). Relativamente alla composizione tra imprese e famiglie, nel 2020 il peso delle
soerenze chiuse nei confronti delle famiglie si è ridotto (14% contro il 32% osservato
nel 2019; tav. A4), per eetto delle minori cessioni sul mercato di questa tipologia di
debitori (tavv. A5 e A9).
I crediti assistiti da garanzie reali sono quelli assistiti – in tutto o in parte – dalle seguenti tipologie di garanzie reali
segnalate in Centrale dei rischi: pegno, ipoteca e privilegio. Gli altri crediti includono quelli assistiti da garanzie personali
o privi di garanzie.
Fig. 1 – Tasso di recupero e controvalore delle posizioni in soerenza per anno
e tipologia di chiusura della posizione
(valori percentuali e importi in milioni)
sofferenze chiuse porterebbe il controvalore complessivo di posizioni chiuse nel 2020 a
quasi 30
ardi.
Il peso delle cessioni sul totale delle posizioni chiuse è leggermente diminuito
a resta comunque
rilevante (dall’80% al 78
fig. 1
e tav. 1
tav. A1
nell’appendice elettronica)
Come negli anni
precedenti, anche nel 2020
le GACS
hanno assistito tutte le principali operazioni di cartolarizzazione.
Fig. 1
Tasso di recupero e controvalore delle posizioni in sofferenza
e tipologia di chiusura della posizione
(valori
percentuali e importi in milioni
Fonte: Elaborazion
i su dati Centrale dei rischi.
La riduzione del
l’ammontare
delle sofferenze chiuse
tramite cessione
ha riguardato
quasi
esclusivamente le posizioni verso famiglie e assistite da garanzia reale. La riduzione dell’ammontare
delle sofferenze chiuse in via ordinaria ha, invece, riguardato
tutte le posizioni, a prescindere dalla
presenza o meno di garanzie reali e dal sett
ore economico del debitore.
La pandemia ha contribuito
alla riduzione del numero di posizioni chiuse, specialmente quelle gestite in via giudiziale, a seguito
della chiusura dei Tribunali. In particolare, le posizioni che si trovavano nelle fasi iniziali d
el processo
di recupero in via giudiziale hanno subito rallentamenti per via delle misure di restrizione adottate.
Le posizioni con procedure giunte alla fase finale distributiva hanno, invece, registrato impatti
minori.
Nel 2020 si
inoltre
osserva
una modifica nella composizione percentuale per tipologia di
posizione chiusa, con una
minore
incidenza delle posizioni chiuse assistite da garanzie reali
: il loro
peso sul totale
è stato pari al 67%, rispetto a
l 73% nel 2019 (
tav. A1)
. Relativamente all
composizione tra imprese e famiglie, nel 20
il peso delle sofferenze chiuse nei confronti delle
famiglie
si è ridotto (14% contro il 32
% osservato nel
; tav
, per effetto delle minori cessioni
sul mercato
di questa tipologia di debitori
I crediti assistiti da garanzie reali sono quelli assistiti
in tutto o in parte
dalle seguenti tipologie di garanzie reali
segnalate in Centrale
dei rischi: pegno, ipoteca e privilegio. Gli altri crediti includono quelli assistiti da garanzie
personali o privi di garanzie.
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
Nel 2020 il tasso di recupero delle posizioni cedute sul mercato è aumentato di oltre
cinque punti percentuali rispetto all’anno precedente (dal 28% al 33%). L’aumento
ha riguardato sia la componente garantita (dal 32% al 38%; tav. A2), sia quella non
garantita (dal 16% al 23%) ed è osservabile sia nel comparto delle famiglie (passato dal
27 al 39%; tav. A9) sia in quello delle imprese (passato dal 28 al 32%; tav. A10).
Sulla base di una rilevazione annuale condotta da Banca d’Italia (cfr. il riquadro:
I prezzi
delle cessioni di soerenze nel
, nel 2020 il prezzo di cessione, espresso in percentuale
del valore lordo di bilancio al momento della transazione, è stato leggermente superiore
rispetto al 2019 e pari al 24%, a fronte di un’anzianità media delle posizioni cedute
pressoché invariata (4,5 anni).
I tassi di recupero delle posizioni cedute dieriscono dai prezzi di cessione risultando più elevati in quanto tengono
conto anche dei ussi (recuperi “parziali”) incassati dalle banche nel periodo precedente la cessione della posizione. Le
informazioni disponibili nella Centrale dei rischi non permettono di distinguere i recuperi conseguiti durante la vita del
credito dal prezzo di cessione realizzato. Nel complesso, l’evidenza riveniente da questa indagine si conferma in linea con i
risultati ricavati dalla Centrale dei rischi.
Tav. 1 – Tassi di recupero per tipologia di chiusura:
recuperi in via ordinaria e attraverso cessione sul mercato
(numero di posizioni, milioni di euro e valori percentuali)
TOTALE
di cui: posizioni
di cui: posizioni
cedute a terzi sul mercato
Tasso di
recupero
Posizioni chiuse
Tasso di
recupero
(%)
Posizioni chiuse
Tasso di
recupero
(%)
Posizioni chiuse
Anno di
uscita
Importo
Numero
Importo
Numero
Importo
Numero
Totale
Media
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
Il tasso di recupero sulle posizioni chiuse mediante procedure ordinarie è aumentato
dal 44% al 45%, soprattutto nella quota non assistita da garanzie reali (dal 35% al 38%).
Il dierenziale tra il tasso di recupero registrato per le posizioni chiuse in via ordinaria
e quelle cedute si è ridotto a 12 punti percentuali, rispetto ai 16 punti percentuali
registrati nei due anni precedenti, principalmente per eetto del più elevato tasso di
recupero delle posizioni cedute a terzi.
Come evidenziato in precedenti analisi
, anche nel 2020 si osserva una certa eterogeneità
nei tassi di recupero da banca a banca; la diversa ecienza dei processi di gestione
e recupero inuisce conseguentemente sull’andamento delle grandezze osservate a
livello aggregato.
F. Ciocchetta, F.M. Conti, R. De Luca, I. Guida, A. Rendina, G. Santini,
I tassi di recupero delle soerenze
, Banca d’Italia,
Note di stabilità nanziaria e vigilanza, N. 7, gennaio 2017.
I PREZZI DELLE CESSIONI DI SOFFERENZE NEL 2020
Al ne di avere indicazioni sui prezzi di cessione delle soerenze, dal 2016 la Banca
d’Italia ha avviato una rilevazione presso un campione rappresentativo di banche.
All’ultima rilevazione hanno partecipato banche cui fa capo il 96% dei crediti
deteriorati lordi del sistema bancario italiano a ne 2019. Nel 2020 il prezzo medio
delle soerenze cedute è stato pari al 24% dell’esposizione lorda di bilancio al momento
della cessione, sostanzialmente invariato rispetto al 2019; il prezzo è aumentato al
35% sulle posizioni assistite da garanzia reale (31% nel 2019) e si è ridotto al 10% su
quelle non assistite da garanzia reale (12% nel 2019; tav. A).
L’anzianità media delle sofferenze cedute
è risultata inferiore a 5 anni (4,5 anni),
in linea con il 2019 (4,6 anni). Come negli anni precedenti, il prezzo di cessione
diminuisce al crescere dell’anzianità media delle posizioni: per le operazioni con
Tale anzianità è calcolata sulla base dell’anzianità media di ciascun portafoglio ceduto ponderato per l’esposizione, e non
considera l’anzianità di ciascuna posizione ceduta.
Tav. A – Prezzi delle soerenze cedute per tipologia di garanzia
(valori percentuali)
Totale
Esposizioni assistite
da garanzie reali
Esposizioni non assistite
da garanzie reali
il prezzo medio totale è stato del 20,4%.
anzianità maggiore di 5 anni, che nel 2020 hanno rappresentato circa il 9% del
totale, il prezzo medio è risultato pari al 16%, mentre è risultato pari al 25% per
quelle con anzianità compresa tra 3 e 5 anni, che rappresentano circa l’82% delle
sofferenze cedute (tav. B). Per le cessioni con anzianità inferiore a 2 anni il prezzo
medio è stato del 18%, ma con una bassa incidenza in termini di controvalore
ceduto (8% del totale).
Nel 2020 l’ammontare dei crediti deteriorati diversi dalle soerenze ceduti sul
mercato è stato pari a 6,7 miliardi (8,5 miliardi nel 2019; 4,3 miliardi nel 2018). Come
nel caso delle soerenze, tale valore non tiene conto dell’operazione nalizzata da
Monte dei Paschi di Siena – progetto Hydra – che ha riguardato, oltre alle posizioni in
soerenza, un ammontare di altri crediti deteriorati di circa 2,8 miliardi. L’inclusione
di tale operazione nel computo delle posizioni chiuse porterebbe il controvalore
complessivo di altri crediti deteriorati chiusi nel 2020 a quasi 9,4 miliardi, valore
superiore rispetto a quanto registrato nel 2019.
Il prezzo medio di cessione di tale tipologia di crediti deteriorati è stato pari al 41%,
in riduzione di 12 punti percentuali rispetto a quello realizzato nel 2019 – che aveva
beneciato di un’operazione rilevante con prezzi elevati – ma in linea con i prezzi
conseguiti nel 2018. L’anzianità media di queste posizioni è stata di circa 4 anni, in
linea con gli anni precedenti. Le esposizioni assistite da garanzie reali hanno riportato
un prezzo di cessione circa 15 punti percentuali superiore a quello delle esposizioni
prive di garanzie reali.
Come noto, tale categoria di crediti presenta un elevato livello di eterogeneità
a cui le banche hanno contrapposto strategie differenziate rispetto a quelle
previste per le sofferenze, che ricomprendono non solo la cessione, ma anche la
stipula di accordi di
partnership
con
servicer
esterni oppure il coinvolgimento di
fondi specializzati. A differenza del mercato delle sofferenze, le cessioni di altri
crediti deteriorati sono concentrate presso un numero inferiore di banche, anche
in ragione della maggiore complessità e minore esperienza su questa tipologia di
operazioni.
Tav. B – Prezzi di cessione dal 2017 al 2020 per posizioni con
e prive di garanzie reali suddivisi per classi di anzianità
(valori percentuali)
Totale esposizioni
Esposizioni assistite
da garanzie reali
Esposizioni non assistite
da garanzie reali
Anzianità (anni)
(**) Per cessioni con anzianità inferiore a 2 anni la riduzione del prezzo è attribuibile alla diversa composizione dei portafogli ceduti, con un peso
maggiore delle esposizioni non assistite da garanzie reali.
2.1 Posizioni assistite da garanzie reali vs altre posizioni
. – Il tasso medio di recupero
delle soerenze assistite da garanzie reali è aumentato al 40% (dal 35% nel 2019; tav.
A3) prevalentemente per eetto dell’aumento del tasso di recupero della componente
ceduta sul mercato (38% nel 2020 contro 32% nel 2019; tav. A2). Per le posizioni non
assistite da garanzie reali l’aumento del tasso di recupero (al 26%) è stato consistente
sia sulle posizioni chiuse in via ordinaria (dal 35% al 38%), sia sulle posizioni cedute sul
mercato (dal 16% al 23%).
2.2 Crediti a imprese e famiglie.
– Nel 2020 il tasso di recupero dei crediti in soerenza
verso imprese è cresciuto al 34% (32% nel 2019; tav. A4); sono aumentati i tassi di
recupero sia sulle posizioni cedute, sia su quelle oggetto di chiusura ordinaria (tav.
A6). È signicativamente aumentato il tasso di recupero delle posizioni verso famiglie
(passato dal 30% al 44%), in particolare grazie alla crescita che ha caratterizzato
i recuperi sulle posizioni cedute su mercato, in gran parte imputabile a una singola
operazione di importo rilevante (tav. A5).
2.3 Tassi di recupero per anzianità delle soerenze.
– In linea con quanto già evidenziato
per i prezzi di cessione, anche per le posizioni chiuse in via ordinaria il tasso di recupero
generalmente si riduce all’aumentare dell’anzianità media di classicazione a soerenza
(tav. 2)
. Il tasso di recupero medio delle posizioni chiuse in via ordinaria assistite da
garanzie reali con anzianità di classicazione a soerenza no a 2 anni è stato 23 punti
percentuali superiore a quello delle posizioni con anzianità superiore a 5 anni (64%
contro il 41%). Per le soerenze non assistite da garanzie reali il dierenziale è salito a
22 punti percentuali (50% contro il 28%). La quota di soerenze chiuse in via ordinaria
con un’anzianità superiore a 5 anni (assistite o meno da garanzie reali) si mantiene
particolarmente elevata e pari a circa il 53%; la restante quota è distribuita abbastanza
equamente nelle fasce di anzianità inferiore (0-2 e 3-5 anni).
Il fenomeno considera anche l’impatto dell’attualizzazione delle somme recuperate. In proposito, si osserva che le tavole
non rappresentano delle reali curve di recupero in funzione dell’anzianità della posizione. Dalla Centrale dei rischi, infatti,
si può desumere quanto viene mediamente recuperato su posizioni chiuse dopo un certo numero di anni, ma non la
distribuzione temporale dei recuperi. Si rammenta che i tassi di recupero delle varie classi di anzianità sono comunque
confrontabili, in quanto sono attualizzati.
I tassi di
recupero delle
soerenze
assistite da
garanzie reale
rimangono
signicativa
mente superiori
a quelli delle
altre posizioni
I tassi di
recupero delle
soerenze
chiuse in via
ordinaria
diminuiscono
al crescere
dell’anzianità
Le soerenze chiuse: ammontare e tempi di smaltimento.
Nel 2020 il numero delle posizioni chiuse
si è ridotto rispetto al 2019, attestandosi a
circa 213.000, in linea con la riduzione del controvalore chiuso (tav. 3). L’ammontare di
nuove posizioni classicato in soerenza, che ha raggiunto il valore minimo dal 2009
(8 miliardi
), è stato pari a circa un terzo di quello delle posizioni chiuse. Il calo del
usso di soerenze ha beneciato delle misure introdotte a seguito della pandemia.
Il conteggio del numero di posizioni si basa sulla rilevazione del numero di censiti a livello di gruppo bancario, i quali non
vengono più segnalati in Centrale dei rischi a seguito della chiusura della posizione. Il valore non rappresenta, quindi, il
numero di linee di credito aperte o chiuse nel periodo.
Si ricorda che la rilevazione riguarda le segnalazioni dei soli intermediari bancari individuali e degli enti (banche e
nanziarie) appartenenti a gruppi bancari partecipanti alla Centrale dei rischi. Sono escluse le liazioni di banche estere,
le nanziarie e/o banche specializzate nel leasing o nell’attività di recupero, nonché le banche poste in risoluzione o in
situazioni equiparabili.
di classicazione a soerenza e presenza di garanzie reali
(milioni di euro e valori percentuali)
Presenza di garanzie reali
Assenza di garanzie reali
Anno di uscita
Anzianità
Importo
Tasso di recupero
Importo
Tasso di recupero
Totale
Totale
Totale
Totale
Totale
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
(1) La distribuzione delle posizioni chiuse per classe di anzianità è basata sulla conversione all’intero più vicino (in anni) del tempo di recupero per la
chiusura della posizione (ad esempio la classe ‘3-5 anni’ include tutte le posizioni chiuse con anzianità compresa tra 2,5 e 5,5 anni).
Nel 2020 è
proseguita la
riduzione dei
nuovi ingressi in
soerenza
La quota delle posizioni a soerenza che vengono chiuse nell’anno, calcolata come
rapporto tra l’ammontare delle posizioni chiuse e l’importo complessivo in essere
all’inizio del periodo, è cresciuta di 3 punti percentuali, al 38%.
Prosegue il miglioramento in atto dal 2015 sul fronte dei tempi di smaltimento
delle soerenze, principalmente per eetto delle maggiori cessioni sul mercato. In
particolare, per le posizioni aperte nel 2014, il numero di posizioni chiuse entro sei
anni dall’ingresso a soerenza è stato pari al 93% (tav. 4), il valore più alto registrato
nel periodo di rilevazione. Il numero di posizioni chiuse entro un biennio dall’ingresso a
soerenza (posizioni aperte nel 2018) è stato pari al 63%, in lieve diminuzione rispetto
al dato registrato nei due anni precedenti.
Tav. 3 – Numerosità e importo delle soerenza chiuse e in essere
(dati annuali; numeri, importi in milioni di euro e valori percentuali)
Posizioni Chiuse
(per anno di chiusura)
Posizioni Entrate
(per anno di ingresso)
Posizioni in essere a
inizio anno
Posizioni chiuse /
posizioni in essere
a inizio anno
Numero
Importo
Numero
Importo
Numero
Importo
Numero
Importo
Totale
Media
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
Prosegue il
miglioramento
dei tempi di
smaltimento
delle soerenze
Tav. 4 – Quota delle posizioni chiuse entro 1, 2 … 6 anni dall’ingresso a soerenza
(valori percentuali; per numero di posizioni)
Anno di
ingresso
entro 1 anno
Entro 2 anni
Entro 3 anni
Entro 4 anni
Entro 5 anni
Entro 6 anni
onte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
1) La distribuzione delle posizioni chiuse entro 1, 2 … 6 anni è basata sulla conversione all’intero più vicino del tempo di recupero per
la chiusura della posizione (ad esempio la classe ‘entro 1 anno’ considera tutte le posizioni che sono chiuse entro 1,5 anni dall’ingresso
a soerenza; la classe ‘entro 2 anni’ tutte le posizioni che sono chiuse entro 2,5 anni). – (2) Per le posizioni chiuse nel 2019 è riportato il
dato aggiornato, a seguito del ricalcolo del denominatore.
B ’I
Note di stabilità nanziaria e vigilanza
N. 27 – Novembre 2021

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