(AGENPARL) – Roma, Domenica 5 gennaio 2019 – L’ingegnere  Amer Al Azawi  Fondatore del CAD in Iraq, è di nobile origine irachena,  e vive in Italia dal 1984. Dal cuore dell’Europa, sta lavorando ad una soluzione politica alla crisi in Medio Oriente, auspicando un ruolo attivo dell’Italia per la pace. Poco tempo fà il principe  Amer Al Azawi, aveva esposto la sua idea di creare un  nuovo tavolo interreligioso per  creare la  pace per il futuro suo popolo: “La mia indole, sin da giovane, – dichiara Amer Al Azawi – è sempre stata moderata, lontano da ogni integralismo etnico o religioso, e ciò mi ha permesso di costruire un dialogo equilibrato in Iraq,  con  le varie  fazioni  e  mi ha consentito, di integrarmi bene in Italia, sin dal   1984, anno del mio trasferimento”. “Dal 1989 sono felicemente sposato con  una cittadina italiana ( cattolica ) e i miei tre figli sono cattolici”. “Come islamico rigetto la cultura dell’odio imperante, che si stà diffondendo nella nostra società, perchè ciò crea diffidenza “.” Tutti noi dobbiamo collaborare, poichè non si può costruire un futuro senza concepire un discorso comune: lavorare per creare  pace tra i popoli”.  La mia famiglia, è già un esempio di tutto ciò, un piccolo laboratorio che, dimostra come il superamento di ogni diffidenza  può condurre ad  un comune percorso di pace, che  và al di là dell’integrazione interreligiosa; siamo sulla frequenza giusta quando pensiamo a un solo Dio, pur avendo riferimenti diversi. Nel mio animo sento  dolore e la tristezza per la divisione dell’Iraq la  terra dei Due Fiumi spaccato a causa della guerra e delle contrapposizioni interne di carattere politico e religioso  tre parti in conflitto. Gli arabi sunniti, controllano l’ ovest e nord-ovest. La parte meridionale della capitale Baghdad e persino Bassora, è sotto il controllo dei sciiti e le loro milizie multiple, per lo più gestito dalla Forza Quds della( Guardia Rivoluzionaria Iraniana ), e un’altra  terza parte è la regione del Kurdistan.In Iraq vige la divisione assoluta e settaria che deriva dall’estensione  del conflitto  siriano. Si tratta di lotte interne che flagellano l’IRaq; del caos fanno parte oltre alle milizie «Hezbollah» una dozzina di milizie organizzate ideologicamente,   unità di combattimento della Guardia Rivoluzionaria e iraniana, e poi  ci sono combattenti importati da Afghanistan e Pakistan;  tutto questo stato di cose o ha rafforzato i timori degli arabi sunniti iracheni che hanno sofferto dalla tirannia estrema durante il regno di al-Maliki.