(AGENPARL) – gio 05 agosto 2021 Alle origini della nostra civiltà : la storia della Torre della Ciapela
Uno dei simboli più importanti della città di Sanremo
La torre della Ciapela, che sorge ai piedi della Pigna, il vecchio
centro storico di Sanremo, costituiva una delle più importanti
fortificazioni a difesa della città. La torre fu fatta costruire nel
secolo XVI dalla Repubblica di Genova a scopi difensivi e di contrasto
verso le incursioni dei barbareschi, che in quegli anni bui per la
Liguria depredavano persone e ogni cosa delle nostre
coste.
Di seguito la relazione dello storico Gianni de Moro : “Reperto
fondamentale dell’antica architettura militare sanremasca, il
bastione della “Ciappella” o “Ciapella” (trovo entrambe le forme)
faceva parte della cinta muraria cittadina realizzata in
corrispondenza del Borgo e del “Ciàn” o Piano(subito al di là del
torrente, oggi coperto). Non nasce dunque isolato come si percepisce
oggi di fronte al mercato annonario, avanzato verso il centro della
piazza.
Le case del Borgo vennero totalmente eliminate nel 1934 ed anche la
torre rischiò la stessa sorte nel dicembre 1959 per un inconsulto
tentativo di abbattimento. Venne invece salvata e restaurata nei mesi
successivi conservando a Sanremo un caratteristico segno della
poliorcetica cinquecentesca a vocazione antibarbaresca.
La torre (talvolta definita anche bastione) era nata infatti addossata
alla precedente muraglia trecentesca in corrispondenza dell’angolo
acuto rappresentante il vertice ovest della difesa cittadina d’epoca
tardomedievale. A brevissima distanza, il ponte della “Ciapella” (così
denominato da una caratteristica roccia dilavata posta sulla riva del
sottostante torrente San Romolo) forniva adito tra il Borgo e l’area
del Piano. In zona, insistevano proprietà agrarie della famiglia
Berruto per cui talvolta, nei documenti, il ponticello viene anche
indicato come “pons Berruti”.
Come si può vedere attualmente, il dispositivo difensivo è
completamente funzionale all’uso delle armi da fuoco ed anzi le
aperture presenti del fusto e nel coronamento torrigiano conservano
profili tecnicamente adeguati alla tipologia degli strumenti d’offesa
utilizzati.
Quanto alle specifiche vicende relative alla costruzione del bastione
(a partire dal 1550, progettato sicuramente dall’ingegnere lombardo
Gio Maria Olgiati ed eretto dall’impresario locale Gio Battista
Palmaro fu Giacomo), sono già state ricostruite dal Calvini che
ricorda, fra l’altro, la documentazione dei pagamenti come anche i
danni prodotti dal cantiere nell’orto, limitrofo, del Magnifico Gio
Batta Bottini risarciti dal Comune con 11 scudi d’Italia.
L’edificazione del bastione tronco-conico leggermente scarpato in
basso (inserito nel muragliato pregresso al punto da non interromperne
il cammino di ronda) è riconducibile, come sopra accennato, agli
albori del sesto decennio del XVI secolo quando appunto, secondo
Lamboglia, “il Comune di Sanremo, in seguito al rincrudire delle
incursioni barbaresche e in base a un piano generale ordinato dalla
Repubblica di Genova, decise di rinforzare le mura e costruirlo”.
Nelle sue fondazioni scorreva anche una bealera sotterranea derivata
più in alto dal torrente citato di cui permangono tracce ipogee.
Oggi il monumento costituisce uno degli emblemi della Sanremo antica
proprio sotto alla vetusta Pigna che lo domina visivamente.
Gianni De Moro – Christian Flammia