(AGENPARL) Roma, 13 aprile 2021 – “Sulla vertenza Alitalia quel che davvero sfugge è il piano reale per il ridimensionamento dell’azienda. Fino ad oggi tra anticipazioni di stampa, documenti non ufficiali e bozze non abbiamo ancora potuto apprezzare realmente la portata di questo piano. Sicuramente quello che non possiamo accettare è il drastico ridimensionamento della compagnia di bandiera e soprattutto il taglio di 7000 unità lavorative”, lo afferma Mario Baccini, coordinatore del centrodestra al Consiglio Comunale di Fiumicino, che, ragionando sulle dinamiche evolutive della vertenza Alitalia propone un’analisi di quanto sta accadendo e di quelle che sono le priorità dettate dalle esigenze del territorio che maggiormente è interessato dalla vicenda.

“Come già abbiamo avuto modo di spiegare – aggiunge Baccini – la nostra compagnia di bandiera è la più grande azienda del sud Italia per occupazione e produttività e vale oltre il 10% del pil del Lazio. Non siamo in grado di prevedere quanto i ventilati tagli possano essere utili nel lungo periodo alla compagnia ma sappiamo per certo che oggi metterebbero sul lastrico circa 11mila famiglie con una ricaduta immediata su tutto il territorio. La crisi post pandemica ha generato una grave crisi economica di tutto l’indotto aeroportuale che va dal settore noleggio e parking all’alloggio e ristorazione. Il taglio delle spese turistiche in Italia nel 2020 è costato 53 miliardi di euro, con 1/3 delle perdite che hanno colpito i consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per l’acquisto di cibo di strada e souvenir delle vacanze (fonte Coldiretti, sulla base dei dati Isnart-Unioncamere). I tagli ventilati nel piano di riordino dell’asset Alitalia-Ita e il ridimensionamento ‘strategico’ della compagnia graverebbero in modo irrimediabile su una situazione critica. Se il governo ha deciso il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre per tutti i lavoratori non vediamo la necessità di annunciare una operazione così importante su Alitalia senza fornire un’alternativa ed ammortizzatori sociali che possano ridimensionare l’impatto di questa azione nevralgica. Anche l’intervento europeo e le ventilate ipotesi di cessione degli slot, che oggi dicono essere quelli di Milano, sono solo parte di un piano che non è noto, né condivisibile sulla base di voci. A nostro avviso – conclude il consigliere Baccini – è necessario condividere tutto il progetto per avere una visione d’insieme e trovare alternative possibili senza sacrificare i lavoratori. Per quanto riguarda, poi, le responsabilità di quelle che sono state le cause del dissesto finanziario di un vettore internazionale ribadiamo che a suo tempo sarà necessario richiedere l’intervento del Parlamento per avviare una commissione d’inchiesta che accerti, una volta per tutte, le cause e le responsabilità. oggi, però, siamo coscienti che la priorità sono e restano i lavoratori”.