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Agente Arancio, la  triste eredità del  disseccante usato dagli americani  durante la guerra contro il Vietnam

(AGENPARL) – Roma – Mercoledì 23 Giugno 2022 – Lo denominarono Agente Arancio o Orange, si era un  composto chimico  prodotto inizialmente per conto dell’esercito degli Stati Uniti, dalla  Diamond ShamrockDow Chemical Company, Hercules, Monsanto, T-H Agricultural & Nutrition, Thompson Chemicals, e Uniroyal e altre ancora.

Si trattava di  liquido incolore che al momento del contatto, tingeva di arancio i fusti usati per lo stoccaggio durante il trasporto ed ogni altro oggetto contaminato. Per la prima volta gli americani avevano ideato la “perfetta arma chimica” creata per scopi militari che in realtà  sarebbe dovuta servire in tutt’altro settore come quello agricolo. Gli Usa impiegarono Agente Arancio nella guerra contro il Vitnam per  essiccare velocemente ed efficacemente le foglie della ricca vegetazione privando i nemici Viet Cong dei loro nascondigli, in modo che dall’alto venissero identificati e bombardati o avvelenati con il disseccante. Agente Arancio è una miscela chimica all’incirca 1:1 degli erbicidi 2,4-D (acido-2,4-diclorofenossiacetico) e 2,4,5-T (acido-2,4,5-triclorofenossiacetico). Gli erbicidi furono sviluppati negli anni quaranta per l’utilizzo agricolo su vasta scala,  per il controllo e la selezione delle piante a foglia larga

. La diffusione dell’uso degli erbicidi iniziò già  nel 1947, l’efficacia del prodotto fece in modo che la diffusione e l’impiego avvenissero velocemente. Sullo stesso principio vennero in seguito utilizzati altri erbicidi, dall’esercito degli Stati Uniti anche se in diverse quantità: l’Agente Blu (acido cacodilico), l’Agente Bianco (miscela 4:1 di 2,4-D e picloram), l’Agente Porpora e l’Agente Rosa. Secondo alcuni resoconti realizzati negli Stati Uniti,  furono sganciate fra il  1961 e il

1975 dagli Usa contro il Vietnam 14 milioni di tonnellate di erbicidi, corrispondenti a 328

bombe atomiche, ognuna con una potenza pari a quella che cadde su Hiroshima.  Il 16 gennaio 1965 il Milwaukee Journal raccontò di un giovane impegnato negli studi  di economia agricola all’Università del Minnesota, che una volta arruolato come capitano di aviazione nell’esercito americano, usò le nozioni apprese durante gli studi universitari, spargendo  con l’aereo da lui pilotato,  un defoliante  che serviva a seccare le fitte foreste tropicali, le risaie, i campi coltivati  del Vietnam, al fine di stanare il nemico e distruggere i suoi raccolti per affamarlo. Si trattava del famigerato Agente Arancio  prese il nome dalle strisce arancioni lasciate sui contenitori dove era appoggiato ed immagazzinato; una miscela contenente arsenico e diossina, uno dei più potenti e terribili diserbanti, del quale solo sul Vietnam del Sud ne furono utilizzati 44 milioni di litri. La prima autorizzazione  all’uso del diserbante per scopo bellico fu rilasciata dall’allora presidente degli Stati Uniti, il democratico John Kennedy. Le  prime operazioni che prevedevano l’utilizzo dell’ Agente Arancio iniziarono nel 1961 fino al 1965 e cessarono nel 1971, a causa delle numerose proteste a livello globale, e negli stessi Stati uniti. I due erbicidi utilizzati per creare l’Agente arancio inizialmente non sarebbero stati  in grado di persistere più a lungo di alcune settimane nell’ambiente esposto alla luce solare, ma fu la combustione quei principi chimici che  produssero una reazione che diede origine a un sottoprodotto tossico chiamato 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina, nota con l’abbreviazione TCDD.

  Secondo gli scienziati, la TCDD, è una molecola fra le più tossiche e pericolose in grado di avvelenare l’ambiente per decenni o addirittura secoli. Un rapporto dell’aprile 2003, finanziato dalla National Academy of Sciences, giunse alla conclusione che, durante la guerra del Vietnam, 3.181 villaggi erano stati direttamente irrorati con erbicidi. Secondo il rapporto (HR 2634 IH) del Congresso Americano del 25 Luglio 2011. Approfondendo quanto dichiarato nello stesso rapporto si evince che: dal 1961 al 1971, approssimativamente furono spruzzati sulle regioni del Vietnam del Sud  19.000.000 galloni (359.613.000 litri) di 15 differenti erbicidi, incluso 13.000.000 galloni (49.210.200 litri) di Agente Orange. Molti erbicidi simili, incluso l’Agente Arancio, contenevano un contaminante tossico, conosciuto come diossina. [1]Si stima che circa 2.100.000-4.800.000 di persone Vietnamite erano presenti durante l’irrorazione dell’Agente Arancio e altri erbicidi e che ancora molta popolazione era e continui ad essere esposta al contatto con l’ambiente e il cibo che è stato contaminato, o come i figli delle persone esposte che ora soffrono di malattie e malformazioni. La rivista scientifica Nature ha pubblicato una ricerca della Columbia University, che ha riesaminato Herbs, un archivio dell’esercito Usa, già a sua volta  analizzato nel 1974 dalla National Academy of Sciences per verificare gli effetti ecologici delle missioni defolianti e si è venuti a conoscenza che la quantità di diossina rilasciata dall’Agente Arancio sarebbe almeno il doppio di quanto era stato detto fino adesso. Terminata la guerra  in Vietnam, migliaia di soldati americani  reduci e veterani, cominciarono ad ammalarsi ed a sviluppare patologie alla pelle, all’apparato respiratorio tumori, disturbi  gastrointestinali.  Molti dei figli concepiti dai soldati nacquero senza arti, o con sindrome di Down e spina bifida. Malgrado ciò, passarono alcuni anni prima che  il Dipartimento americano per i diritti dei veterani desse il permesso per  finanziare una ricerca medica, che svelasse i motivi per i quali tanti soldati si erano ammalati. Ci vollero molti anni fino al 1984 quando dopo svariate ricerche e prove scientifiche,  la Dow Chemical, la Monsanto ed altre industrie chimiche coproduttrici dell’Agente Arancio venissero condannate a pagare danni per quasi 100 milioni di dollari ai reduci malati a causa delle sostanze chimiche utilizzate a loro insaputa. Per quanto riguarda la popolazione Vietnamita, ancora oggi,  sarebbero ancora oltre un milione le persone, che soffrono di patologie o invalidità di vario genere causate dall’uso dell’defoliante che ancora oggi nascono con malformazioni. La biodiversità in quei luoghi è assai ridotta, il suolo  impoverito ed eroso del suolo, le falde acquifere inquinate.  Il 31 gennaio 2004, un gruppo vietnamita a favore dei diritti delle vittime, per conto di tre persone colpite, presentò un ricorso e fece una causa presso la Corte Federale di Brooklyn (New York), contro diverse le compagnie statunitensi Dow Chemical e la Monsanto, accusandole come responsabili nell’aver causato lesioni personali, per aver prodotto i defolianti utilizzati nella guerra chimica. L’associazione sosteneva che le aziende fornitrici fossero pienamente consapevoli della pericolosità degli effetti teratogeni e cancerogeni, di Agente Orange e gli altri prodotti forniti all’esercito Usa. Nel 2005 venne respinto il ricorso intentato dalle vittime dell’Agente Orange vietnamite contro le 34 compagnie statunitensi produttrici. Soltanto nel  2011, il Congresso degli Stati attraverso un decreto del 25 Luglio, ha deciso di attuare una legge a favore dei veterani americani e dei loro discendenti, colpiti dalla cloracne e da altre malattie legate all’avvelenamento da Agente Arancio, durante la guerra del Vietnam.


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